Le classifiche dei migliori film del 2017 secondo i nostri redattori

Sono Dunkirk di Christopher Nolan e Silence di Martin Scorsese i due titoli più presenti nelle classifiche del team di Filmedvd dei film più amati fra tutti quelli usciti nelle sale italiane o in video-on-demand nel corso del 2017: il dramma bellico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e il film storico sulle persecuzioni contro i cristiani nel Giappone del XVII secolo compaiono infatti in cinque delle nostre Top 10. Seguono, entrambi con quattro presenze, il musical pluripremiato agli Oscar La La Land di Damien Chazelle, con Ryan Gosling ed Emma Stone, e il thriller psicologico Elle di Paul Verhoeven, con Isabelle Huppert; moltissimi consensi anche per il regista Denis Villeneuve per i due film di fantascienza da lui diretti e arrivati in Italia lo scorso anno, Arrival e Blade Runner 2049 (tre preferenze a testa). Qui sotto vi presentiamo dunque le nostre Top 10, accompagnate dal commento di ciascuno dei redattori, augurandoci un 2018 di visioni cinematografiche ancora più entusiasmanti…

 

LUISA COLOMBO

Il più bel film del 2017 è basato sulla fede e la devozione, quella di un regista per l’arte cinematografica e di un gesuita per la religione cristiana: Silence di Martin Scorsese è una pellicola intensa – forse per pochi – ed estremamente affascinante. Come anche Manchester by the sea, al secondo posto grazie alle incredibili performance di Casey Affleck e Michelle Williams. L’anno scorso è stato segnato anche dal potere femminile grazie a Le donne della mia vita e La battaglia dei sessi, in cui ritroviamo Emma Stone, che grazie alla magia di La La Land si è conquistata l’Oscar; in fondo, sulle note di City of stars è impossibile non soffermarsi a sognare un po’.

Seguono poi, nella mia classifica, Dunkirk e l’arte di giocare con il tempo a cui ormai Christopher Nolan ci ha abituati; il ritorno di Trainspotting sugli schermi con una pellicola che non raggiunge gli stessi livelli della prima ma che cerca di ricordarla e, così facendo, di farne un omaggio ben riuscito; un’avventura nello spazio dal ritmo incalzante quale Life – Non oltrepassare il limite; ed infine, il ritorno sugli schermi di Bong Joon-ho con Okja e l’impegno verso le tematiche ambientali. Al terzo posto, un’imperdibile e bellissima chicca indie che fa ridere e commuovere allo stesso tempo: The big sick.

  1. SILENCE (Martin Scorsese)
  2. MANCHESTER BY THE SEA (Kenneth Lonergan)
  3. THE BIG SICK (Michael Showalter)
  4. LA BATTAGLIA DEI SESSI (Jonathan Dayton, Valerie Faris)
  5. LA LA LAND (Damien Chazelle)
  6. LE DONNE DELLA MIA VITA (Mike Mills)
  7. DUNKIRK (Christopher Nolan)
  8. LIFE (Daniel Espinosa)
  9. T2 – TRAINSPOTTING (Danny Boyle)
  10. OKJA (Bong Joon-ho)

 

ALFREDO DE VINCENZO

Il 2017 cinematografico ci ha regalato dei piccoli gioielli, sin dal 26 gennaio, data di uscita in Italia di La La Land, destinato sin da subito ad entrare in tutte le Top 10 degli ultimi anni: un film pressoché perfetto, che porta il giovane Damien Chazelle tra i più grandi cineasti di sempre. Non sarà stata dello stesso avviso l’Academy, che l’Oscar per il miglior film (con tanto di figuraccia) lo consegna a Moonlight (nella mia Top 11). In un clima di revival degli anni ’80-’90 che da qualche tempo ha conquistato il cinema, diversi sono stati i flop, ma due film non hanno tradito le enormi attese ed aspettative: Blade Runner 2049 e It, entrambi scritti magnificamente e fedeli alle atmosfere dei “predecessori”.

E sempre tra i film più attesi, a distinguersi ci sono sicuramente Dunkirk, capolavoro di Christopher Nolan ambientato durante la seconda guerra mondiale e capace di riscrivere il genere, e l’epico Silence di Martin Scorsese, capace di dividere la critica ma rimanendo, di fatto, uno dei film più riusciti dell’anno. Non mancano ovviamente le sorprese, come il film svedese The Square, che concorrerà agli Oscar nella categoria dei film stranieri, ed il film Netflix I don’t feel at home in this world anymore, che ha vinto il Premio della Giuria al Sundance. E per il cinema d’autore, su tutti vincono Arrival di Denis Villeneuve (lo stesso di Blade Runner 2049) ed Elle di Paul Veroheven, sottovalutati da parte del pubblico ma indimenticabili sotto ogni punto di vista. Nella speranza che il 2018 sia capace di regalarci altrettanto cinema da amare.

  1. LA LA LAND (Damien Chazelle)
  2. DUNKIRK (Christopher Nolan)
  3. ELLE (Paul Verhoeven)
  4. ARRIVAL (Denis Villeneuve)
  5. I DON’T FEEL AT HOME IN THIS WORLD ANYMORE (Macon Blair)
  6. SILENCE (Martin Scorsese)
  7. THE SQUARE (Ruben Ostlund)
  8. BLADE RUNNER 2049 (Denis Villeneuve)
  9. IT (Andy Muschietti)
  10. BORG McENROE (Janus Metz Pedersen)

 

STEFANO LO VERME

Il romanticismo, la magia, la musica, il fascino nostalgico e struggente di La La Land di Damien Chazelle, con la perfetta accoppiata composta da Ryan Gosling ed Emma Stone; l’avvincente amalgama di dramma e humor nero al cuore del magnifico Elle di Paul Verhoeven, dominato dal magnetismo di una straordinaria Isabelle Huppert; la tenerezza, la sincerità e l’ironia dell’emozionante rievocazione autobiografica de Le donne della mia vita, arricchito dalle splendide interpretazioni di Annette Bening e Greta Gerwig; un ritratto al contempo straziante ed ambiguo della First Lady americana offerto da Natalie Portman nello stupefacente Jackie di Pablo Larraín.

Ma ancora, tra i film che ho amato di più nel corso del 2017 c’è spazio anche per grandi registi, sempre più ambiziosi e spesso perfino visionari: il Martin Scorsese di Silence, con la sua problematica esplorazione della fede; il Christopher Nolan di Arrival, in cui un episodio della Seconda Guerra Mondiale si trasforma in un infallibile e sbalorditivo meccanismo di suspese; il James Gray di Civiltà perduta, un’opera dalla messa in scena impressionante e carica di suggestioni. E poi, l’intimità e la potenza dei sentimenti: quelli di una donna – e madre – costretta a confrontarsi con i misteri dell’esistenza in Arrival; di una studiosa impegnata a riconsiderare la propria vita e il proprio futuro ne Le cose che verranno; e di un ragazzo protagonista di un doloroso racconto di formazione in Moonlight.

  1. LA LA LAND (Damien Chazelle)
  2. ELLE (Paul Verhoeven)
  3. LE DONNE DELLA MIA VITA (Mike Mills)
  4. JACKIE (Pablo Larraín)
  5. SILENCE (Martin Scorsese)
  6. DUNKIRK (Christopher Nolan)
  7. ARRIVAL (Denis Villeneuve)
  8. CIVILTÀ PERDUTA (James Gray)
  9. LE COSE CHE VERRANNO – L’AVENIR (Mia Hansen-Løve)
  10. MOONLIGHT (Barry Jenkins)

 

EMANUELE MARI

Dieci titoli per ripercorrere e in certo modo mappare l’anno appena trascorso. Un’annata in cui, come sempre, alcuni dei titoli migliori sono circolati in anteprima tra i festival rimanendo inediti in sala (First reformed di Paul Schrader, Zama di Lucrecia Martel, 9 doigts di F.J. Ossang, Brawl in cell block 99 di S. Craig Zahler), ma soprattutto un’annata dominata dal ritorno sulle scene di David Lynch, che con la sua nuova stagione di Twin Peaks ha portato ancora una volta più in là l’asticella qualitativa delle serie Tv e del cinema in generale. È in sintonia con l’universo onirico creato da questa serie evento che prova a snodarsi la mia classifica dei film usciti in sala durante l’anno appena trascorso: film eterogenei tra loro ma per la gran parte accomunati da un desiderio di sondare l’ignoto attraverso il cinema e restituire l’immagine di un mondo inevitabilmente sospeso tra sogno e realtà.

E allora, lungo la strada che collega i malinconici fantasmi di Olivier Assayas agli sfuggenti ologrammi di Denis Villeneuve, ecco il racconto di amori impalpabili e appena sfiorati (Terrence Malick, Paolo Franchi), i tormenti di una fede misteriosa e insondabile (Martin Scorsese), gli evanescenti miraggi che sfociano in ipnotiche ossessioni (James Gray), la paura che un giorno la memoria e l’identità collettiva possano scomparire, lasciando un vuoto che segnerebbe la fine stessa dell’umanità (ancora Denis Villeneuve).

  1. SONG TO SONG (Terrence Malick)
  2. CIVILTÀ PERDUTA (James Gray)
  3. PERSONAL SHOPPER (Olivier Assayas)
  4. GOOD TIME (Benny e Josh Safdie)
  5. DOVE NON HO MAI ABITATO (Paolo Franchi)
  6. L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA (Aki Kaurismäki)
  7. ELLE (Paul Verhoeven)
  8. SILENCE (Martin Scorsese)
  9. BLADE RUNNER 2049 (Denis Villeneuve)
  10. ALLIED – UN’OMBRA NASCOSTA (Robert Zemeckis)

 

SIMONE SANTI AMANTINI

La fine dell’anno spinge al “voltarsi”: voltarsi indietro per ripensare alla tua vita. E se di questa vita il cinema occupa una parte consistente, allora lo sguardo involontariamente e necessariamente cadrà su di lui: su tutto ciò che ha cercato di dirmi, di raccontarmi, di segnarmi e insegnarmi. Lo schema che dà forma a questo flusso di pensieri è il solito: una classifica, la Top 10 dei film che ho potuto vedere, usciti in Italia dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017. Ci troverete la fantascienza e gli alieni, Kristen Stewart e il suo corpo che diventa “corpo-cinema”, la magnifica prova di regia di Ang Lee, quella, ancora una volta monumentale, di Jessica Chastain.

E ancora, l’esordio più ambizioso e solido degli ultimi anni di cinema, James Gray che confeziona (finalmente) il suo film più riuscito, un gigante che ama come un bambino e ripara sogni; e infine, la divina Marion Cotillard e la scuola-cinema di Robert Zemeckis, la bellezza regale e dolorosa tramandata dal sempre più “ingombrante” Pablo Larraín e il debordante spettacolo del docile capolavoro di Christopher Nolan. Insomma, i film che ho amato e che mi sento di consigliare, perché tra i tantissimi visti sono quelli che hanno dimostrato maggiormente l’urgenza di esprimere qualcosa e gridare, a volte con prepotenza, a volte più velatamente, la forza e la bellezza di un cinema che sopravvive e vive. Un cinema che salva.

  1. DUNKIRK (Christopher Nolan)
  2. JACKIE (Pablo Larraín)
  3. ALLIED – UN’OMBRA NASCOSTA (Robert Zemeckis)
  4. VIRGIN MOUNTAIN (Dagur Kari)
  5. CIVILTÀ PERDUTA (James Gray)
  6. THE CHILDHOOD OF A LEADER – L’INFANZIA DI UN CAPO (Brady Corbet)
  7. MISS SLOANE (John Madden)
  8. BILLY LYNN – UN GIORNO DA EROE (Ang Lee)
  9. PERSONAL SHOPPER (Olivier Assayas)
  10. ARRIVAL (Denis Villeneuve)

 

DAVIDE SICA

Quando arriva la fine dell’anno, ogni cinefilo che si rispetti è inconsciamente portato a stilare una classifica dei film che ritiene abbiano rappresentato al meglio il cinema durante l’anno solare appena concluso. Il 2017 è stato ricco di titoli entrati nel cuore degli appassionati e degli addetti ai lavori, e come ogni nuovo inizio che si rispetti, prima di guardare al 2018 e ai prossimi entusiasmanti dodici mesi di cinema che ci attendono, diamo uno sguardo alle dieci pellicole uscite nelle sale o in video-on-demand nel 2017 che, a mio avviso, hanno lasciato un segno importante. Nella parte bassa della classifica, partendo dal decimo posto, uno dei thriller più apprezzati dell’anno, Elle, diretto da Paul Verhoeven e interpretato dalla straordinaria Isabelle Huppert, giustamente candidata all’Oscar nel ruolo di una ferrea manager d’azienda che subisce uno stupro all’interno della sua abitazione e inizia una caccia all’identità dell’uomo, in un intenso ed equilibrato mix tra dramma e commedia che lascia senza fiato. Audace e spiazzante, in rapporto al tema trattato.

Al nono posto una delle pellicole che hanno caratterizzato le recenti festività natalizie. Quando la Disney/Pixar ci si mette è difficile competere e il suo nuovo film d’animazione, Coco, seppur non raggiungendo le vette toccate da predecessori come Up, Wall.e o Toy story, riesce a commuovere con una storia malinconica ma colorata, travolgente ma riflessiva, mettendo sul piatto una varietà e una profondità di tematiche certamente non banali. Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes, Loveless è un efficace e potente dramma metaforico sulla Russia dei giorni nostri: un racconto pervaso d’amoralità e una critica sferzante al sistema, avvolto da un’atmosfera algida e austera e diretto dal regista di Leviathan, Andrey Zvyagintsev.

Il cineasta finlandese Aki Kaurismäki torna sul grande schermo a sei anni di distanza da Miracolo a Le Havre con un’altra stupenda opera, surreale e profondamente attuale, che racconta le vicende di un profugo siriano giunto in Scandinavia su una nave mercantile. Amalgamando alla perfezione vari registri, tra il drammatico e il grottesco, Kaurismäki aggiunge un altro tassello alla sua meravigliosa filmografia. Natalie Portman è la sublime interprete di Jackie, splendido affresco critico e audace di Pablo Larraín su Jacqueline Kennedy, che rifugge il classico e banale aspetto agiografico di un qualsiasi biopic e tratteggia un magistrale profilo, rispettoso e introspettivo, della moglie di JFK.

La Top 5 dei titoli che considero più significativi in questo 2017 appena trascorso parte dall’ultimo dramma storico contemporaneo di Kathryn Bigelow, Detroit, ambientato nell’omonima e tormentata città statunitense, teatro di un’incredibile sommossa popolare nell’estate del 1967 generata da futili motivi. Protrattasi per cinque giorni, la guerriglia provocò un’escalation di violenza inimmaginabile, che la Bigelow tratta con estrema efficacia e durezza, senza mai eccedere nell’enfasi e nel sensazionalismo. Una delle sfide cinematografiche più rischiose degli ultimi decenni e, almeno dal punto di vista critico, vinta su quasi tutti i fronti è Blade Runner 2049, sequel del capolavoro del 1982 di Ridley Scott, affidato a Denis Villeneuve. Il regista canadese confeziona una splendida opera mai solamente nostalgica, capace di esplorare tematiche che abbracciano la realtà e la finzione, l’amore e i sentimenti: un trait d’union tra passato e futuro che si avvale di scenografie dallo straordinario magnetismo cromatico.

Con Silence, Martin Scorsese concretizza un’idea partorita quasi trent’anni fa; l’adattamento del romanzo Silenzio, scritto da Shusaku Endo, diventa un’opera dalla gigantesca valenza iconografica e religiosa, spirituale e culturale, ambientata nel Giappone del XVII secolo, dove imperversava la persecuzione dei cristiani. Protagonisti due padri gesuiti (Andrew Garfield e Adam Driver) alla ricerca del loro mentore scomparso (Liam Neeson). La colonna sonora del 2017 cinematografico è appannaggio di La La Land, una delle esperienze più intense, emozionanti, gioiose e malinconiche degli ultimi decenni sul grande schermo: un omaggio affascinante e travolgente all’arte e alla vita, ma anche uno splendido mix musicale arguto, intenso e metacinematografico sull’amore, l’ambizione, i sogni e le speranze.

Sogni incarnati perfettamente dai protagonisti, Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling), attori principali di un’opera dolceamara ricolma di magia e cruda realtà. Se l’opera di Damien Chazelle rilegge in termini contemporanei la musicalità nell’arte e nel cinema, Christopher Nolan con Dunkirk realizza un’esperienza altrettanto immersiva attraverso codici completamente differenti, in un racconto dell’Operazione Dynamo durante la Seconda Guerra Mondiale, sulle coste francesi di Dunkerque, che non si ferma alla mera cronaca, ma si espande in un’opera di straordinaria resa cinematografica: un’opera in grado di amalgamare il suono, le immagini e le interpretazioni degli attori attraverso tre piani narrativi che rapiscono lo sguardo e il cuore, in cui la parola e le battute risultano quasi superflue, e dove gli stilemi del cinema bellico vengono rinnovati con incredibile maestria.

  1. DUNKIRK (Christopher Nolan)
  2. LA LA LAND (Damien Chazelle)
  3. SILENCE (Martin Scorsese)
  4. BLADE RUNNER 2049 (Denis Villeneuve)
  5. DETROIT (Kathryn Bigelow)
  6. JACKIE (Pablo Larraín)
  7. L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA (Aki Kaurismäki)
  8. LOVELESS (Andrey Zvyagintsev)
  9. COCO (Lee Unkrich)
  10. ELLE (Paul Verhoeven)