I 100 anni di Kirk Douglas: 10 ruoli simbolo della sua carriera

“C’è un tempo per combattere e un tempo per cantare. Ora insegnaci a cantare”, dice Spartaco ad Antonino (Tony Curtis) nel kolossal storico di Stanley Kubrick, Spartacus. Nel ruolo dell’aitante gladiatore con la mascella prominente Kirk Douglas, leggenda di Hollywood che il 9 dicembre ha ha tagliato l’invidiabile traguardo dei 100 anni; passati combattendo come il suo personaggio nel film di Kubrick. E soprattutto recitando. Nato nell’Amsterdam americana, nello stato di New York, e figlio di immigrati bielorussi, Issur Danielovitch Demsky fu studente all’American Academy of Dramatic Arts e soldato durante la Seconda Guerra Mondiale.

In quasi 60 anni di carriera Kirk Douglas, nome d’arte scelto unendo un personaggio dei fumetti al cognome della sua insegnante di dizione, ha interpretato i ruoli più disparati, dimostrandosi molto eclettico, pur privilegiando complessivamente registri drammatici e personaggi virili. Oscar onorario nel 1996 e padre di un altro noto attore premiato dall’Academy, Michael, con il quale ha recitato nel 2003, insieme al nipote Cameron, in Vizio di famiglia di Fred Schepisi, Kirk Douglas ha vissuto 100 anni all’insegna del cinema e per il cinema, regalandoci alcune perle indimenticabili. Estrapolare 10 performance da una carriera così ricca e fortunata è complesso ma stimolante; qualche scelta dolorosa e qualche esclusione eccellente è stata fatta, com’è inevitabile che sia in queste situazioni. Ecco quindi, a nostro avviso, i 10 ruoli – e relativi 10 film – più significativi di un attore carismatico e della star vivente più longeva premiata con l’Academy Award (seppur onorario, dopo tre nomination andate a vuoto).

 

1. LE CATENE DELLA COLPA

Dopo aver debuttato un anno prima nel noir di Lewis Milestone Lo strano amore di Marta Ivers al fianco di Barbara Stanwyck, Douglas nel 1947 recita in un altro noir, diretto da Jacques Torneur, Le catene della colpa, un vero e proprio cult degli anni ’40. Al fianco di Robert Mitchum e Virginia Houston, Douglas regala un’ottima interpretazione, al suo secondo lavoro cinematografico in carriera. Grazie anche a una fotografia in bianco e nero di grande livello e alla malinconica e oscura ambientazione creata da Nicholas Misuraca, il film ha un buon successo al botteghino. Il padrone di un distributore di benzina vive nella tranquilla Bridgeport insieme ad Ann, la sua fidanzata. Tutta la sua esistenza scorre via liscia e pacifica fino a quando nella sua vita irrompe uno sconosciuto che riporterà a galla un segreto dell’uomo.

 

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2. CHIMERE

Dopo aver recitato nel ruolo di un pugile sbandato nel dramma sportivo Il grande campione, Kirk Douglas nel 1950 si cala in uno dei ruoli più complessi della sua carriera, dando una prima dimostrazione della sua bravura anche con personaggi meno “fisici”. Ispirato alla vita del jazzista Bix Beiderbecke, Chimere racconta l’ascesa del trombettista Rick Martin, segnato dalla dipendenza dall’alcol. Nonostante la pellicola di Michael Curtiz non sia memorabile, Douglas è affiancato da un cast di contorno convincente e regala un’interpretazione assolutamente convincente.

 

3. L’ASSO NELLA MANICA

Il primo vero grande successo di critica Kirk Douglas lo ottiene l’anno successivo. L’asso nella manica è uno dei migliori drammi girati da Billy Wilder e l’attore è strepitoso nei panni del cinico, arrivista e spietato giornalista Chuck Tatum, che a costo di raggiungere lo scoop della carriera è disposto a rischiare la vita di un operaio rimasto intrappolato in una miniera. Affresco esemplare e inquietante della fame di sensazionalismo della stampa, il film racconta con estrema durezza l’amoralità di una dimensione mediatica spesso volta a investire crudelmente chiunque senza guardare in faccia nessuno.

 

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4. BRAMA DI VIVERE

Spesso ricordato come l’interprete perfetto per ruoli dal machismo imperante, di Kirk Douglas vengono ricordate meno performance più stratificate e dalla profondità interpretativa maggiore. Una di queste è quella nel dramma biografico Brama di vivere, dove Douglas eccelle nelle vesti del famoso pittore olandese Vincent van Gogh, rappresentandone perfettamente gli innumerevoli problemi che lo portarono al suicidio in un campo di grano nei pressi di Auvers-sur-Oise nel 1890. Affiancato da un altrettanto memorabile Anthony Quinn nei panni di Paul Gauguin, Douglas è il fulcro imprescindibile della frizzante opera di Vincente Minnelli, ispirata al romanzo di Irving Stone del 1934, che fece riferimento all’epistolario di Van Gogh e del fratello Theo.

 

5. SFIDA ALL’O.K. CORRAL

Un altro genere nel quale Kirk Douglas ha dimostrato grande prolificità nel corso della sua carriera è certamente il western. Nel 1957 il regista John Sturges decide di raccontare la celebre sparatoria di Tombstone, già meravigliosamente inscenata da John Ford nel 1964 in Sfida infernale. Un Douglas in grande spolvero è il dentista alcolizzato Doc Holliday, al quale si lega lo sceriffo di Dodge City, Wyatt Earp (Burt Lancaster). Wyatt e Doc affrontano la temibile banda di Clanton in una battaglia finale apice emotivo di un film non eccelso ma comunque di buon livello, che comprende nel cast altri noti attori di genere come Dennis Hopper – che a Dodge City nacque realmente – e Lee Van Cleef.

 

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6. ORIZZONTI DI GLORIA

Probabilmente il film più importante nella carriera di Kirk Douglas; sicuramente il più rilevante per quanto riguarda il connubio tra gli stilemi del cinema di Kubrick e il valore umano, morale e antimilitarista dell’opera. Sia per Kirk Douglas che per il giovane Stanley Kubrick, al suo secondo film bellico dopo l’esordio di Paura e desiderio, Orizzonti di gloria ha ottenuto negli anni un posto di rilievo nelle filmografie di entrambi. Tra l’ossessione e il dramma, l’assurdità della guerra e un’atmosfera oppressiva resa terrificante dalla splendida fotografia in bianco e nero, il film regala sequenze memorabili e un grande Douglas nelle vesti del colonnello Dax, che nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale conduce una fallimentare operazione militare contro una postazione tedesca. Kubrick prese spunto dal romanzo omonimo di Humphrey Cobb.

 

7. SPARTACUS

Kubrick e Douglas nel 1960 tornano a collaborare insieme in uno dei più imponenti kolossal della storia di Hollywood. Lo statuario gladiatore Spartaco, a capo di una feroce rivolta di un gruppo di schiavi contro la Repubblica di Roma, sogna di vivere per sempre con l’amata serva Varinia. Kirk Douglas recita qui nel ruolo che lo consacrerà, quantomeno a livello iconico, tra le più grandi star della storia del cinema. Kubrick non amò particolarmente il progetto, schiacciato dalle pressioni di una produzione ingombrante e coinvolto in corsa per sostituire Anthony Mann, quando anche lo script – inserito nella black-list di Hollywood e firmato Dalton Trumbo – era già completato. Cast ricco di stelle e in stato di grazia: da Peter Ustinov – vincitore dell’Oscar al miglior attore non protagonista – a Charles Laughton, Laurence Olivier e Jean Simmons. L’Academy lo premia con quattro statuette in totale.

 

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8. L’OCCHIO CALDO DEL CIELO

Il ritorno al western del regista Robert Aldrich nel 1961 rappresenta l’occasione per Kirk Douglas d’incastonare un altro personaggio in uno dei generi più apprezzati e abusati della storia della cinematografia mondiale. Ne L’occhio caldo del cielo Douglas è il bandito Brendan O’Malley, ricercato dallo sceriffo Stribling (Rock Hudson) e rifugiatosi in Messico nel ranch di John Breckenridge (Joseph Cotten). Incaricato di scortare una mandria in Texas, Brendan s’innamora dell’adolescente Missy. E’ ancora Dalton Trumbo lo sceneggiatore incaricato, in questo caso, di adattare il romanzo di Howard Rigby: un dramma sentimentale algido e torbido, nel quale Kirk Douglas raggiunge probabilmente l’apice della sua maturità artistica.

 

9. IL COMPROMESSO

Otto anni dopo, Elia Kazan lo sceglie come protagonista del suo film più autobiografico, anche solo per il fatto di essere tratto da un romanzo da lui stesso realizzato. Douglas interpreta con sorprendente intensità Eddie, un pubblicitario di successo che cade in un’inesorabile spirale depressiva che lo porta sull’orlo del suicidio. Mentre cerca di risollevarsi, Eddie affronta i problemi di un triste matrimonio con Florence e la relazione con l’amante Gwen. Atto d’accusa nemmeno tanto velato all’ipocrisia della borghesia americana, Il compromesso è un viaggio cupo, dolente e virtuosistico nella disillusione di un uomo appesantito dalla vita e dal proprio contesto sociale. Nel cast due primedonne come Deborah Kerr e Faye Dunaway.

 

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10. UOMINI E COBRA

Ancora un western per Kirk Douglas e la particolarità in questo caso risiede nel nome del regista, Joseph L. Mankiewicz, solitamente più legato alla commedia e al dramma. Di quest’ultimo genere Uomini e cobra risente comunque di una chiara influenza, soprattutto legata al contesto carcerario nel quale è ambientata la pellicola. Nell’Arizona di fine Ottocento, il ladro Paris Pitman decide di uccidere i suoi complici e nascondere il bottino; tuttavia viene arrestato prima di recuperare il denaro e quando riesce a evadere viene inseguito dall’ex-sceriffo Woodward W. Scritto dagli autori di Gangster story e penultimo film in carriera diretto da Mankiewicz, Uomini e cobra è il palcoscenico perfetto per un’altra pugnace e lucida performance di Kirk Douglas, che in questo film duetta meravigliosamente con un altro gigante del cinema americano, Henry Fonda.

 

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