Oscar: da "Roma" a "La favorita", il resoconto delle nomination

La corsa ai premi Oscar inizia con il primo, vero countdown dopo le nomination ufficiali annunciate a Los Angeles, attraverso una diretta su YouTube, da Tracee Ellis Ross e Kumail Nanjiani. E scorrendo i titoli dei film e i nomi di registi e attori candidati all’edizione numero 91 degli Academy Award, si può già notare come, rispetto alle previsioni iniziali, le conferme siano in buona parte superiori alle sorprese, con annesse e consuete delusioni. Le maggiori differenze rispetto alle considerazioni della vigilia riguardano soprattutto alcuni sorpassi al fotofinish nelle categorie riservate agli attori e alle attrici. Nessun grande colpo di scena per quanto riguarda la categoria principale, quella che premierà il miglior film, quest’anno da scegliere in un elenco di otto titoli.

Un quadro generale che rimarca un’annata non proprio eccelsa del cinema a stelle e strisce, e che si traduce in una distribuzione piuttosto omogenea delle nomination. A spiccare in maniera particolare sono due film che hanno saputo conquistare la critica da mesi: Roma di Alfonso Cuarón, l’intima visione in bianco e nero del quartiere di Città del Messico negli anni ’70 attraverso la quotidianità della giovane domestica Cleo (Yalitza Aparicio), è appaiata in cima alla classifica con dieci candidature, eguagliata dall’ultimo film del regista greco Yorgos Lanthimos, La favorita, affresco tutto al femminile nel Regno Unito del XVIII secolo.

 

FATTORE VENEZIA: ROMA E LA FAVORITA

Sono proprio i film di Alfonso Cuarón e Yorgos Lanthimos a prendersi buona parte della scena in attesa della notte degli Oscar. I due film distanziano di poche lunghezze il chiacchierassimo A star is born, esordio alla regia di Bradley Cooper, co-protagonista con la popstar Lady Gaga, e Vice – L’uomo nell’ombra, originale biopic firmato Adam McKay, che racconta l’oscuro trascorso politico del potente Dick Cheney, Vice-Presidente durante l’amministrazione di Bush Jr, magnificamente interpretato da Christian Bale (al solito irriconoscibile). Il conteggio delle candidature che ha visto Roma e La favorita sopravanzare tutti – quantomeno dal punto vista numerico – conferma quello che ormai si potrebbe chiamare “fattore Venezia”: per il quinto anno consecutivo la Mostra del Cinema piazza in prima fila diversi titoli presentati al lido.

 

 

Sembra portare molto bene il concorso veneziano: sia La favorita che Roma sono stati presentati proprio nel corso dell’ultima kermesse veneziana, e presentati alla stampa nello stesso giorno. Una consuetudine che va avanti da qualche edizione: nel 2015 agli Oscar vinse Birdman di Alejandro González Iñárritu, presentato qualche mese prima alla Mostra. Stessa sorte per Il caso Spotlight di Thomas McCarthy nel 2016, mentre nel 2017 sfiorò soltanto la vittoria La La Land di Damien Chazelle, acclamato sin dalla proiezione lagunare e sorpassato agli Oscar (con tanto di misunderstanding in diretta) da Moonlight di Barry Jenkins.

Candidato in quella stessa edizione c’era anche Arrival di Denis Villeneuve, già apprezzato durante la manifestazione italiana poco tempo prima. Una tradizione tornata subito di moda l’anno successivo: nel 2018 a trionfare fu La forma dell’acqua di Guillermo del Toro, che qualche mese addietro s’era aggiudicato il Leone d’Oro. La favorita e Roma continueranno la tradizione? Per farlo dovranno battere la concorrenza, tra gli altri, del nuovo film di Spike Leee, BlacKkKlansman, che sembra avere comunque pochissime chance, del già citato Vice – L’uomo nell’ombra, del nuovo film di Peter Farrelly, Green book, e del primo cinecomic nella storia degli Oscar candidato tra i miglior film, Black Panther di Ryan Coogler.

 

 

GIOIE E DELUSIONI MUSICALI

Tra gli argomenti centrali di quest’edizione degli Oscar, la musica è forse uno dei più evidenti. Le nomination hanno rimarcato questa rilevanza attraverso un paio di omissioni che stanno facendo rumore e alcune inclusioni, al solito, discusse e chiacchierate. Nella categoria riservata ai migliori film è stato assegnato un posto a Bohemian Rhapsody, film-simbolo dell’ultima parte dello scorso anno e fresco vincitore del Golden Globe come miglior film drammatico. Il film di Bryan Singer si aggiudica cinque candidature, tra cui quella al miglior attore Rami Malek.

Altrettante diatribe sta suscitando la candidatura di A star is born che, con otto nomination all’attivo, si conferma uno dei film-manifesto di questo periodo. La musica sembra risultare centrale anche nelle omissioni che fanno piuttosto rumore: nella categoria per la miglior colonna sonora è stata completamente ignorata la splendida partitura di Thom Yorke per Suspiria, così come la bellissima colonna sonora di First man, firmata da Justin Hurwitz, premiato con due Oscar nel 2017 per La La Land.

 

 

FOTOFINISH TRA REGIA E RECITAZIONE

Come accennavamo in precedenza, le sorprese si riscontrano perlopiù nelle categorie riservate ai registi e agli interpreti. Nella prima categoria la spuntano nomi quasi inaspettati come il polacco Pawel Pawlikowski, regista del raffinato Cold War, e il greco Yorgos Lanthimos, che scalza Bradley Cooper – candidato fra gli attori – per la regia dello splendido La favorita. Cooper in compenso va a rinforzare il quintetto di attori protagonisti candidati, in una lista in cui l’unica sorpresa riguarda Willem Dafoe e l’ottima performance nei panni di Vincent Van Gogh, preferito all’Ethan Hawke di First reformed.

E se nella categoria per le migliori attrici protagoniste, dove spiccano i nomi delle favoritissime Glenn Close per The wife e Olivia Colman per La favorita, l’unica variazione rispetto ai pronostici della vigilia è la debuttante Yalitza Aparicio di Roma al posto di Emily Blunt per Il ritorno di Mary Poppins, non manca qualche sorpasso in extremis anche nelle categorie per gli interpreti non protagonisti, dove la maggior sorpresa la riserva il film di Cuarón, con la bravissima Marina de Tavira, poco più di una outsider alla vigilia, preferita alla Claire Foy di First man – Il primo uomo. Delusione anche per Timothée Chalamet, a cui è stato preferito Sam Rockwell, reduce dall’Oscar per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e ora candidato con Vice – L’uomo nell’ombra.

 

 

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Davide Sica (vedi tutti)