1981: indagine a New York - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.35/5

1981: Indagine a New York

RANKING
70° su 2562 in Generale
25° su 732 in Drammatico
20142 h 05 min
Trama

New York, inverno 1981. L’anno più violento e cupo della Grande Mela è caratterizzato da una corruzione latente che, sommata alla delinquenza più spietata, impedisce all'imprenditore Abel Morales di portare avanti la propria attività in maniera onesta…

Metadata
Regista J.C. Chandor
Titolo originale A Most Violent Year
Data di uscita 4 Febbraio 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 05 min
Attori
Cast: Oscar Isaac, Jessica Chastain, Albert Brooks, Elyes Gabel, David Oyelowo, Alessandro Nivola, Catalina Sandino Moreno, Peter Gerety, Ashley Williams, John Procaccino, Jerry Adler, Glenn Fleshler, Annie Funke, Matthew Maher, David Margulies, Pico Alexander, Elizabeth Marvel, Daisy Tahan, Giselle Eisenberg, Christopher Abbott, Taylor Richardson
Trailer

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1981: indagine a New York

Distribuito colpevolmente in ritardo nelle sale italiane, “1981: indagine a New York” è l’ultimo, affascinante lavoro di J.C. Chandor, tra i più promettenti cineasti in circolazione, già fattosi apprezzare con il thriller “Margin call” e successivamente con il survival movie “All is lost – Tutto è perduto”. “A most violent year”, incomprensibilmente rititolato nella versione italiana “1981: indagine a New York”, è il tetro racconto di un personaggio in lotta con l’ambiente circostante e fermamente convinto di poter avere la meglio sul sistema di potere che controlla il mercato. Un mercato reso marcio da un giro di corruzione sottile, al quale Abel Morales (Oscar Isaac) si contrappone nelle vesti di un personaggio solido, l’archetipo dell’eroe il cui senso della morale, tuttavia, viene spesso contaminato dalle inesorabili dinamiche escogitate da personaggi ambigui e prevaricatori. Il film di Chandor è un riuscito noir che si ispira ai classici degli anni ’70, intriso di una disillusione e di un fatalismo che probabilmente hanno contribuito a non far apprezzare fino in fondo all’Academy un’opera meritevole di attenzione sia dal punto di vista della fotografia, grazie al magnifico lavoro di Bradford Young sulle tonalità asettiche della pellicola, sia da quello delle interpretazioni.

Oscar Isaac si conferma uno degli attori più talentuosi della sua generazione, camaleontico e carismatico, in questo caso perfetto nel trasmettere la dolenza di Abel e il suo tormento per la salvaguardia del futuro della propria attività e di quello della propria famiglia; a partire dalla glaciale e impietosa Anna, moglie risoluta e completamento perfetto di una coppia molto unita nonostante le costanti fragilità e le prove alle quali viene sottoposta. Jessica Chastain è mirabile nella rappresentazione di un personaggio inquietante e avido, disposto a tutto pur di non rinunciare a niente di quello che, con fatica e con qualche furbo escamotage, si è guadagnata negli anni. Proprio questa gestione dell’azienda da parte di Abel e Anna, tra legalità e illegalità, è uno degli aspetti fondamentali del film di Chandor, punto nevralgico da cui scaturisce una riflessione sottile (anche se alle volte fin troppo esplicita) sul valore e l’integrità dell’essere umano nel momento in cui è costretto a vivere in un oceano di squali, pronti a inghiottire chiunque in qualsiasi momento. E allora l’amarezza di cui è pervaso il film non rimane semplicemente sullo sfondo, ma diventa vera co-protagonista: un sentimento cinico, spietato e contraddittorio, ma profondamente umano.

Voto dell’autore:4.5 / 5

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