99 homes - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.77/5

99 Homes

RANKING
894° su 2562 in Generale
361° su 732 in Drammatico
20141 h 52 min
Trama

Ad Orlando, in Florida, Nick Carver se ne va in giro accompagnato dalla polizia, fiero del proprio lavoro, a sfrattare famiglie in mora per conto delle potenti banche. Quando s’imbatte nel giovane Dennis Nash, operaio senza più un lavoro e con a carico il figlio Connor, dopo averlo sfrattato decide di proporgli uno scambio di favori e quindi un nuovo impiego per un lavoro da associati, in cambio della possibilità di rifarsi una vita e in seguito una nuova casa. Dennis è stato appena costretto ad andare a vivere in un motel con sua madre Lynn e il proprio figlio, ed è alla disperata ricerca di un impiego; scoprirà presto che bisogna sporcarsi le mani per poter raggiungere certi risultati, provando sulla propria pelle come ci si sente a stare dalla parte opposta.

Metadata
Regista Ramin Bahrani
Titolo originale 99 Homes
Data di uscita 21 Settembre 2020
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 52 min
Trailer

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99 homes

Il regista americano Amir Bahrani, di origini iraniane, torna al Festival di Venezia con un nuovo film in concorso dopo il 2012, anno in cui presentò “At any price”, che non convinse affatto la critica. Non è il caso di “99 homes”, coinvolgente racconto di una piaga sociale centrale di questi tempi: quella degli sfratti e della corruzione del sistema finanziario e immobiliare, in un film narrato come un thriller sotto la luce del sole, sulle note delle bassezze morali di una società in cui l’opportunismo è divenuto ormai la prima e automatica arma di difesa. Fiero del suo forte messaggio di critica sociale, il film cattura sulla base delle scelte di montaggio, della bravura di tutti gli interpreti (di certo un passo in avanti per Andrew Garfield) e della colonna sonora composta da Antony Partos, in grado di generare un incedere di tensione, con potenti bassi rispecchianti i tumulti interiori del protagonista, Dennis Nash.

In fin dei conti, quello di Dennis è un percorso obbligato, che lo spettatore fa con lui per guardare il mondo dalla parte degli sfruttati, le prime illustri vittime della crisi economica che non ha fatto altro che arricchire ulteriormente i potenti, impoverendo inesorabilmente chi era in difficoltà, non prima di aver sbattuto su un marciapiede qualsiasi milioni di poveri. Bahrani affronta il tema sociale in maniera accigliata – avvalendosi della collaborazione alla sceneggiatura del regista iraniano Amir Naderi – fiero della caparbietà registica che gli è riconosciuta, facendo scaturire, dall’interno della disposizione ordinata del materiale filmico, le peculiarità di un genere che nella sua mordacità di fondo non riesce comunque ad evitare il flop di un epilogo discutibile, nella sua apparente oscillazione fra ciò che è bene e ciò che è male, effettivo limite di un film che cerca in tutti i modi d’imporcelo sin dalle primissime battute.

Voto dell’autore:3.6 / 5

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