A dangerous method - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 5 voto/i
3.70/5

A Dangerous Method

RANKING
1001° su 2562 in Generale
398° su 732 in Drammatico
20111 h 33 min
Trama

Agli inizi del Novecento, Carl Gustav Jung resta affascinato dalle teorie di Sigmund Freud. Lo va a trovare a Vienna, ammirando la sicurezza della sua esposizione e la caparbietà delle sue idee. Nell’ospedale di Zurigo dove Jung lavora viene condotta Sabina Spielrein, una nuova paziente turbata e spaventata della propria sessualità, a causa della violenza subita dal padre nel corso della sua infanzia. Jung decide di sperimentare sulla diciottenne le teorie di Freud; il suo pensiero, in stretta correlazione con la condizione della ragazza, muterà di pari passo con lo stravolgersi degli eventi del secolo.

Metadata
Titolo originale A Dangerous Method
Data di uscita 30 Settembre 2011
Durata 1 h 33 min
Attori
Cast: Viggo Mortensen, Keira Knightley, Michael Fassbender, Vincent Cassel, Sarah Gadon, André Hennicke, Arndt Schwering-Sohnrey, Katharina Palm, Mignon Remé, Mareike Carrière, Franziska Arndt, Wladimir Matuchin, André Dietz, Anna Thalbach, Sarah Marecek, Björn Geske, Markus Haase, Christian Serritiello, Clemens Giebel, Theo Meller, Jost Grix, Severin von Hoensbroech, Torsten Knippertz, Dirk S. Greis, Nina Azizi, Julie Chevallier, Cynthia Cosima, Mirko Guckeisen, Julia Mack, Andrea Magro, Aaron Keller, Nadine Salomon, Naike Jaszczyk, Sarah Adams
Trailer
A dangerous method

Tratto dal testo teatrale “A talking cure” di Christopher Hampton, e ispirato al libro “A most dangerous method” di John Kerr, il nuovo film di David Cronenberg, “A dangerous method”, risente solo in parte dell’origine teatrale della storia; la relazione fra Sigmund Freud e Carl Gustav Jung ha tanti risvolti, sfaccettature, non solo legate alla dimensione del sesso e del sogno, ma anche alla sottomissione psicologico / turbativa nella sua complessità, che poi si ripercuote sul privato delle relazioni, condizionate inevitabilmente dalle teorie fondamentaliste del maestro della psicanalisi.

Cronenberg sceglie di trattare il rapporto a tre – o meglio quattro – personaggi / pedine con uno stile elegante e morbido, legando le sue ossessive pulsioni sul corpo e la carne al linguaggio parlato, che si fa forza nelle parole che all’epoca solo certe personalità avrebbero potuto confessare e dimostrare. La sensazione è che ad attirare l’attenzione di Cronenberg sia stato soprattutto il risvolto psicologico, che come in “Inseparabili” e “Spider” devasta la fragilità umana di fronte alle repressione (c’è da credere che ogni cosa sia inevitabilmente legata al frangente sessuale). Non è il solito Cronenberg spiazzante, devastante, morboso, ma il regista riesce a trasmettere le prerogative del suo fare cinema negli occhi, nel volto e nel corpo di Keira Knightley (che nel ruolo di Sabina Spielrein, c’è da credere, lascerà il segno). La accompagnano i sobri Michael Fassbender e Viggo Mortensen. Peter Suschitzky, direttore della fotografia, e Howard Shore, autore delle musiche, elevano il film a qualcosa di plastico e coerente, plasmandolo più a ragione del cinema che del teatro.

Resta, tuttavia, il desiderio irrealizzato di sapere e vedere di più riguardo a Freud (a cui è dedicato meno spazio rispetto a Jung), dando infine per certo che il film sia incentrato sulla Spielrein, per studiare gli effetti che le teorie dei due maestri hanno sortito nel tempo sulla psiche della ragazza. Ne esce un film da leggere e da vedere come una sorta di trattato psicogeno, e in questo il viscerale e geniale regista canadese sa come aspirare le fondamenta concettuali, senza appesantirne le rivoluzionarie tesi.

Voto dell’autore:3.6 / 5

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