A glimpse inside the mind of Charles Swan III - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.70/5

A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III

RANKING
1001° su 2562 in Generale
121° su 453 in Commedia
20121 h 30 min
Trama

Charles Swan III è un pubblicitario che ama le belle cose e le belle donne. Nascondendo nel cassetto di una scrivania le foto delle ex fa infuriare la sua ragazza, Ivana, che inevitabilmente lo lascia. Ossessionato dalla rottura con quest’ultima, Charles decide allora di liberarsi delle scarpe della donna, ma per farlo finisce con la sua splendida automobile in una piscina, e da lì si risveglia in ospedale. È proprio qui dentro che comincerà a riflettere sulla propria vita da eterno sognatore, incapace di resistere alle tentazioni e ciò nonostante tutt’altro che rassegnato all’idea di dover smettere di amare Ivana.

Metadata
Regista Roman Coppola
Titolo originale A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III
Data di uscita 15 Novembre 2012
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 30 min
Trailer

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A glimpse inside the mind of Charles Swan III

I Coppola hanno il cinema nel sangue. Vincitori di premi Oscar in tre diverse generazioni, hanno collezionato ben 23 nomination e otto vittorie totali. Tutta la famiglia sembra essere esaltata all’idea di fare del buon cinema, e il suo attivismo in tal senso non si discosta certo da questo desiderio, se pensiamo alla sensazionalità di Francis Ford Coppola (“Il Padrino”, “Il Padrino – Parte II”), all’indiscutibile bravura recitativa di suo nipote Nicolas Cage o ancora alla sensibilità artistica di sua figlia Sofia (“Lost in translation – L’amore tradotto”, “Marie Antoinette”), cugina, inoltre, del sempre più emergente Jason Schwartzman. Roman Coppola, anch’egli figlio dell’amore per il cinema del padre Francis, firma quindi con “A glimpse inside the mind of Charles Swan III” il suo secondo tentativo da regista e sceneggiatore, non esente da innumerevoli altre esperienze lavorative per il grande schermo, avendo già scritto e diretto nel 2001 il film “CQ”, presentato fuori concorso a Cannes, e avendo partecipato alla realizzazione di pellicole d’autore quali “Il treno per il Darjeeling” di Wes Anderson, “Somewhere” di Sofia Coppola e il più recente “Moonrise Kingdom”, sempre di Wes Anderson, che ha anche co-sceneggiato.

In “A glimpse inside the mind of Charles Swan III” Roman Coppola dà così completo sfogo a un amore verso il cinema che è soprattutto estetico, maniacalmente curato in ogni dettaglio: dalle bellissime macchine d’epoca impiegate nel corso della storia agli accendini, gli occhiali da sole, le scarpe firmate, e qualsiasi cosa meglio definisca un certo feticismo per la scenografia e la messa in scena finale di un film. Non da meno, peraltro, le musiche originali di Liam Hayes, che regalano profondità emotiva a ciascun cambio di marcia, spingendo sulle note giuste a ogni piè sospinto e cristallizzando alfine un notevole gusto per la bellezza. In un simile contesto, ci si chiede se la confezione sia tanto appariscente quanto vuoto è il contenuto, eppure è proprio tutta quest’appariscenza a spiegarne la sostanza sottostante, laddove Roman Coppola innesta il suo buon gusto in quello di Charles Swan III, alter-ego del regista le cui battute vengono scritte con una piacevole ironia bonaria, mista a un affetto un po’ fanciullesco nei suoi confronti e a una dose mai fastidiosa di saccenteria d’artista. Muovendosi in sintonia con l’ingranaggio perfetto costruito da Coppola si rende infine complice il manierismo disinvolto di Charlie Sheen, sul quale il personaggio principale è effettivamente ricalcato a mo’ d’impronta.

“A glimpse inside the mind of Charles Swan III”, d’altronde, non potrebbe essere più perfettibile di così: non vuole far dono di grandi emozioni cinematografiche, si muove nella nostalgia più pura di un’epoca le cui grandi menti erano anche quelle più sognatrici, l’epoca de “L’uomo che amava le donne” di François Truffaut, di Alain Deloin, nonché dello stesso Coppola padre. Tutte menti incostanti e spesso traditrici, e che però, illuminate dal vero fuoco della passione, erano in grado di amare e fare il proprio mestiere come nessun altro al mondo. Alla medesima maniera, pertanto, Charles Swan svolge il suo ruolo in scioltezza, intrattiene, fa quello per cui è nato, ma non di più: non c’è spazio per accurate riflessioni profonde circa la nostra epoca, ce n’è solo per un fanatismo sfrenato che guarda con convinzione a un passato che non esiste più, in una pellicola divertente e appositamente poco concreta, sopra la sufficienza ma che per sua stessa natura non aspira a puntare più in alto, lasciando altresì pochissimo spazio alle critiche, delle quali non saprebbe comunque che farsene.

Voto dell’autore:3.9 / 5

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