A Lady in Paris - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.10/5

A Lady in Paris

RANKING
1930° su 2562 in Generale
190° su 241 in Sentimentale
20121 h 34 min
Trama

Anne, estone di mezza età divorziata e con due figli adulti, lascia il suo paese per recarsi a Parigi in qualità di badante di una ricca signora estone emigrata molti anni prima, Frida. La donna però non desidera l'aiuto di Anne, bensì le attenzioni del suo ex amante Stephane, molto più giovane di lei. In questa complessa situazione, sia Anne che la stessa Frida troveranno la propria strada.

Metadata
Regista Ilmar Raag
Titolo originale Une estonienne à Paris
Data di uscita 16 Maggio 2013
Nazione FranciaEstonia
Durata 1 h 34 min
Attori
Cast: Jeanne Moreau, Laine Mägi, Patrick Pineau, Ita Ever, Piret Kalda, Ago Anderson, Roland Laos, Liis Lass, Tõnu Mikiver, Helle Kuningas, Helene Vannari
Trailer
A Lady in Paris

Il regista estone Ilmar Raag propone come suo secondo lungometraggio cinematografico (il terzo, se si considera anche la produzione amatoriale del 1998 “Killing Tartu”) “A Lady in Paris”. Alla base del progetto, la cui storia prende spunto da quella della madre del regista, si può riscontrare la messa a nudo della personalità delle due protagoniste, che esprimono le angosce, le inquietudini e i desideri di tutte quelle persone che sentono di non avere più niente da ricevere dalla propria vita. Il film possiede i caratteri tipici del cinema d’autore, senza nascondere un lavoro di ricerca e di resa espressiva fortemente legato all’emotività, e pochissimo invece all’azione. L’azione è infatti relegata in un angolo, sopraffatta da lunghi piani-sequenza spesso costruiti su silenzi altrettanto lunghi e su momenti di stallo, durante i quali è più facile raggiungere un legame di empatia con il pubblico.

Lo stato d’animo di Anne, d’altra parte, non ha bisogno di essere sottolineato più di tanto, se non attraverso l’espressività (o mono-espressività) della sua interprete Laine Magi, con inquadrature che immergono la vicenda in una sfera di quotidianità: il supermercato, le passeggiate per le vie di Parigi, la colazione. Paradossalmente più dinamico appare il personaggio di Frida, affidato a Jeanne Moreau. Al di là della bravura dell’attrice, è da lei che nasce tutta la vicenda ed è a lei che ritorna la storia; da Frida si hanno i maggiori spunti dinamici, narrativi e persino ironici, e l’anziana donna pare rappresentare l’unico elemento di interruzione e variazione all’interno del ritmo narrativo del film. La colonna sonora è ridotta al minimo: si possono riconoscere due momenti musicali, indicativamente nei punti di svolta o “significanti” del film: la decisione di Anne di partire, oppure la scena di Anne che passeggia per Parigi di notte, come Frida molti anni prima. La sequenza finale al contrario è sprovvista di musa, raccordandosi dal punto di vista stilistico al tema generale (fissità e assenza di sonoro extra-diegetico).

La regia di Ilmar Raag non presenta sbavature ma allo stesso tempo non tocca livelli particolarmente suggestivi, mentre la recitazione del cast contribuisce all’impatto emotivo del film rispetto al pubblico. Quello che manca è forse un equilibrio nelle scelte del registro narrativo, con poche varianti a livello di ritmo. È probabile che un pubblico abituato all’azione esasperata tipica dei film americani non riesca a concepire questa modalità di rappresentazione cinematografica, pur considerando il fatto che neppure una tendenza estrema in senso opposto ripaga sempre.

Voto dell’autore:3.1 / 5

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