Agnese di Dio - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.00/5

Agnese di Dio

RANKING
327° su 2562 in Generale
148° su 732 in Drammatico
19851 h 38 min
Trama

Una notte, in un convento nei pressi di Montreal, le suore vengono svegliate di soprassalto dalle urla di una giovane novizia, Agnes: la ragazza ha appena partorito nella propria cella, e il bambino giace morto nel cestino della carta straccia. La dottoressa Martha Livingstone, psichiatra forense, viene incaricata di eseguire una perizia su suor Agnes per stabilire le sue responsabilità nell’omicidio.

Metadata
Regista Norman Jewison
Titolo originale Agnes of God
Data di uscita 14 Dicembre 2019
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 38 min
Attori
Cast: Jane Fonda, Anne Bancroft, Meg Tilly, Anne Pitoniak, Winston Rekert, Gratien Gélinas, Guy Hoffman, Gabriel Arcand
Trailer

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Agnese di Dio

Diretto dal regista canadese Norman Jewison, “Agnese di Dio” è la trasposizione dell’omonimo dramma teatrale (ispirato ad una reale vicenda di cronaca) di John Pielmeier, che ne ha curato anche l’adattamento per il grande schermo. Il titolo è un gioco di parole sull’espressione latina Agnus Dei (agnello di Dio), e si riferisce al personaggio di Agnes (Meg Tilly), una giovane novizia che, dopo aver nascosto la propria gravidanza, ha dato alla luce un bambino, ritrovato morto soffocato subito dopo. Il film, dunque, assume la struttura di un giallo, imperniando tutta la tensione narrativa sui misteri alla base della trama: come è stato possibile che Agnes, una ragazza totalmente innocente e priva di qualunque nozione sul sesso, sia rimasta incinta? E cosa è accaduto esattamente la notte dell’omicidio?

Partendo da queste domande, l’opera di Jewison solleva interrogativi più intimi e profondi, che riguardano il rapporto con la religione e con la maternità, ma anche l’eterna dicotomia fra l’approccio razionalistico della scienza e della medicina e la fede nel trascendentale. A indagare sul caso di suor Agnes, con gli strumenti della psichiatria, è la dottoressa Martha Livingstone, interpretata da Jane Fonda: desiderosa di aiutare la novizia, ostile verso la Chiesa Cattolica e determinata a scoprire la verità sull’accaduto. Alla dottoressa Livingstone, con un nome dagli espliciti richiami evangelici (Marta di Betania) e una sigaretta accesa quasi in ogni scena del film, è emblematicamente contrapposta la figura di suor Miriam Ruth (un’ottima Anne Bancroft), la madre superiora del convento, molto protettiva nei confronti di Agnes e pronta ad accettare una spiegazione “soprannaturale” per la gravidanza della giovane, ma disposta anche ad ammettere, con una nota di amarezza, che oggi “non c’è posto per i miracoli”.

Al centro di tale conflitto, messo in scena con intensità ma senza tracce di manicheismo, il personaggio di Agnes, ossessionata dal timore del peccato e spesso in preda a visioni mistiche, si pone come un enigma da sciogliere: una santa o un’omicida? Nonostante la sua natura essenzialmente dialogica, il film non rimane intrappolato nella propria dimensione teatrale, e riesce a ricavare il meglio dal magnifico terzetto di interpreti: Anne Bancroft e Meg Tilly si sono guadagnate entrambe la nomination all’Oscar. La colonna sonora è composta da Georges Delerue, mentre la splendida fotografia invernale è opera dello svedese Sven Nykvist, storico collaboratore di Ingmar Bergman.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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