Allied - Un'ombra nascosta - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.40/5

Allied - Un'ombra nascosta

RANKING
1358° su 2177 in Generale
8° su 11 in Spionaggio
20162 h 04 min
Trama

Marocco, 1942. L’ufficiale canadese Max Vatan giunge a Casablanca sotto falsa identità per una missione segretissima: spacciarsi per il marito dell’affascinante Marianne Beausejour, membro della Resistenza francese, e ottenere un invito per un ricevimento del governo collaborazionista, per poi assassinare un ambasciatore tedesco. Fra Max e Marianne scatta subito una profonda alchimia che sfocia in una reciproca attrazione…

Metadata
Regista Robert Zemeckis
Titolo originale Allied
Data di uscita 12 gennaio 2017
Durata 2 h 04 min
Attori
Cast: Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris, Simon McBurney, Lizzy Caplan, Matthew Goode, Anton Lesser, August Diehl, Camille Cottin, Charlotte Hope, Marion Bailey, Daniel Betts, Thierry Frémont, Raffey Cassidy, Sally Messham, Xavier de Guillebon, Vincent Latorre, Celeste Dodwell, Michael McKell, Phillipe Spall, Raphael Desprez, Éric Théobald, Ami Metcalf, Raphael Acloque, Christian Rubeck, Iain Batchelor, Angelique Joan, Anton Blake, Cecilia Gragnani, Angus Kennedy, Lukas Johne, Hannah Flynn, Jason Matthewson, Vikki Edwards, Emma-Jane Martin, Roman Green, Miroslav Zaruba, Russell Balogh, Tony Paul West, Billy Burke, Claire Richardson, Lasco Atkins, Michael Haydon, Jonathan Cass, Ty Hurley, Shane Griffin, Paul Longley, Richard Hills Jr., Evie Wray, Jason Grangier, Sophie Karl, Peter Meyer, Freddie Stewart, Marinelly Vaslon, Sophie Shad, Sternkiker François, Jake Wyatt, Christopher McMullen, Paul Leon Bridger, John Skerritt, David Bonneville, Laraine Dix, Ben Laumann, Cameron Beames, Saif Lone, Melissa Sirol, Sorcha Garavan, Robert Isaac Harker, Tiar Lounis, Glyn Angell, Tomasz Dabrowski
Trailer

Alfiere di un cinema che si è sempre basato su stilemi classici, all’occorrenza rivisitandoli e aggiornandoli alla contemporaneità, con “Allied” Robert Zemeckis, reduce dal tiepido responso commerciale per il suo “The walk”, si confronta con la pura mitologia hollywoodiana: fin dall’ambientazione e dalle primissime battute, infatti, il nuovo film del regista di “Forrest Gump” rievoca suggestioni e atmosfere di “Casablanca” di Michael Curtiz, ma anche di un intero filone di drammi spionistici e di turbolente love-story, richiamandosi esplicitamente a una certa iconografia degli Anni ’40. Una pura operazione nostalgica, dunque? Forse, ma condotta con una raffinatezza ed una consapevolezza in grado di innestare in quel classicismo una profonda tensione emotiva, alimentata da repentine esplosioni di violenza (la sequenza mozzafiato del ricevimento all’ambasciata tedesca) e dall’ambiguità di uno spy-thriller che, nel suo sviluppo narrativo, assume i contorni di un melodramma sempre più noir e disperato.

Al cuore dell’intreccio vi è il rapporto fra un’abile coppia di spie, Max Vatan e Marianne Beausejour: lui è un Brad Pitt che sembra ricalcare il modello di Humphrey Bogart, ma è Marion Cotillard, con la sua mistura di eleganza, magnetismo e passionalità a stento trattenuta, a dominare costantemente la scena: vero elemento centripeto del film, nonché “donna del mistero” attorno alla quale Zemeckis e il suo sceneggiatore, Steven Knight, costruiscono tutta la seconda parte della pellicola. È il momento in cui “Allied” all’improvviso cambia forma (e scenario: dall’esotico Marocco francese si passa ai quartieri residenziali di Londra) e inizia a giocare con ancora maggior spudoratezza con le certezze dello spettatore, denunciando i propri debiti nei confronti del nume tutelare Alfred Hitchcock: “Notorious”, da cui riprende l’elemento spionistico, e “Il sospetto”, con una significativa inversione dei ruoli in cui è il femminile la fonte primaria di incertezza e di turbamento, in un insanabile corto circuito fra il senso del dovere e l’influenza dei sentimenti.

Non solo un semplice divertissement, dunque: arricchito da una ricostruzione d’epoca (scenografie di Gary Freeman, costumi di Joanna Johnston) non accademica, ma funzionale a ricreare sullo schermo lo spirito di un cinema inteso come gusto per la pura finzione (si vedano quegli artificiosissimi fondali del deserto nelle sequenze d’apertura), “Allied” rielabora i moduli hitchcockiani per proporre una riflessione sulla scissione del sé, sulla dicotomia fra l’amore e il pericolo, sull’arte della simulazione e dell’inganno come fondamentali strumenti di sopravvivenza. E l’amalgama fra thriller e romanticismo, pur seguendo traiettorie in parte prevedibili, regala comunque momenti sorprendenti e ci conduce verso un epilogo carico di tensione e di struggimento, da annoverare fra le pagine più belle nell’intera filmografia di Zemeckis.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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