Anarchia - La notte del giudizio - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.10/5

Anarchia - La notte del giudizio

RANKING
1930° su 2562 in Generale
99° su 153 in Thriller
20141 h 43 min
Trama

Il 21 marzo 2023, l’America si prepara alla nuova edizione dello “Sfogo”, la notte in cui la legalità viene sospesa e ogni crimine diventa lecito. A Los Angeles, la cameriera Eva Sanchez si barrica dentro casa insieme alla figlia Cali e al padre Rico, in attesa che si scateni l’ondata di violenza; nel frattempo Shane e Liz, una giovane coppia, rimangono bloccati per strada a causa di un guasto alla loro auto.

Metadata
Regista James DeMonaco
Titolo originale The Purge: Anarchy
Data di uscita 23 Luglio 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 43 min
Attori
Cast: Frank Grillo, Carmen Ejogo, Zach Gilford, Kiele Sanchez, Zoë Borde, Justina Machado, John Beasley, Jack Conley, Noel Gugliemi, Castulo Guerra, Michael K. Williams, Edwin Hodge, Keith Stanfield, Roberta Valderrama, Nicholas Gonzalez, Amy Paffrath, Niko Nicotera, Cortney Palm, Judith McConnell, Chad Morgan, Bel Hernandez, Lily Knight, Jasper Cole, Brandon Keener, Amy Price-Francis, Matt Lasky, Nicholas Gonzalez, Adrian Sparks
Trailer
Anarchia - La notte del giudizio

L’ossessione per la violenza, vissuta con un bizzarro amalgama di orrore e fascinazione, costituisce uno dei leit-motiv dell’odierna società americana (e non solo): soprattutto quando la violenza è rappresentata nella sua dimensione “insensata”, come una pulsione irrazionale ed al contempo sinistramente “ludica”. Dalle stragi tristemente famose del liceo di Columbine e di altre scuole negli Stati Uniti, arrivando a quel letterale “gioco al massacro” messo in scena nella saga cult “Hunger Games”, la riflessione sulla violenza come istinto connaturato all’essere umano è stata veicolata in più occasioni – e in molteplici sfumature – anche dal cinema più recente; fino ad arrivare a “La notte del giudizio”, thriller-horror low-budget scritto e diretto dal semi-esordiente James DeMonaco, che nel 2013 ha sbancato il box-office con 90 milioni di dollari d’incasso.

Contraddistinto da un assunto distopico e di notevole suggestione, ovvero la notte dello “sfogo” (in originale “purge”), in cui ciascun individuo è libero di scatenare il proprio carico di violenza repressa, “La notte del giudizio” ha prontamente dato vita ad un sequel, “Anarchia – La notte del giudizio”, realizzato da DeMonaco e dal suo team a tempo record al fine di capitalizzare il successo del film precedente. Pur partendo dalle medesime premesse, tuttavia, “Anarchia – La notte del giudizio” si smarca quasi subito dall’ingombrante modello del suo predecessore, evitando di limitarsi al topos narrativo dell’“invasione domestica” da parte di misteriosi aggressori desiderosi di far scorrere il sangue. In questa secondo capitolo, infatti, DeMonaco costruisce una trama più ben complessa rispetto alla rozza semplicità – e all’esecuzione tutt’altro che impeccabile – de “La notte del giudizio”, intrecciando tre diverse storyline e scegliendo di far scendere i suoi protagonisti nelle strade di una Los Angeles da incubo, scenario notturno ed apocalittico della deflagrazione del caos più brutale.

Se “La notte del giudizio” si proponeva dunque come una variante del sottogenere horror della “home invasion”, questo sequel recupera invece atmosfere e stilemi da action-movie metropolitano, strizzando l’occhio a classici del genere (in primis “I guerrieri della notte” di Walter Hill), pur senza superflue pretese di citazionismo, e riesce a gestire la suspense in maniera più che adeguata, fra sparatorie, inseguimenti e piccoli colpi di scena, risultando in tal senso ben più solido ed efficace rispetto al primo episodio. DeMonaco, inoltre, accresce le proprie ambizioni, rafforzando il sottotesto politico alla base del plot e improntando l’intera seconda parte del film nell’ottica di un implacabile “scontro di classe”, più simile ai succitati “Hunger Games”, inclusi i focolai di rivolta impegnati a contrastare il potere ufficiale, rispetto ai “Funny games” e all’irruzione del penturbante all’interno della presunta sicurezza domestica. E se è pur vero che in “Anarchia – La notte del giudizio” non mancano ambiguità ideologiche e soluzioni piuttosto grossolane, DeMonaco trova perfino il tempo per concedersi una parentesi che, dietro la veste del thriller, rivela un affilato spirito di satira antiborghese: uno spunto ampiamente sfruttabile in previsione del prossimo, inevitabile sequel.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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