Anime nere - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.35/5

Anime nere

RANKING
1680° su 2562 in Generale
582° su 732 in Drammatico
20141 h 43 min
Trama

I Carbone sono tre fratelli originari della Calabria che hanno preso strade di vita diverse. Mentre il maggiore, Luciano, è rimasto tra le montagne dell’Aspromonte a lavorare in campagna, attaccato ad un rapporto con la terra e con un passato che forse non c’è più, Luigi e Rocco hanno iniziato una redditizia attività criminale: Luigi spaccia droga in giro per il mondo, mentre Rocco gestisce un traffico di soldi sporchi. Una sera, in paese, il giovane Leo, figlio di Luciano, spara al locale del clan nemico. Luigi e Rocco saranno costretti a tornare nel loro paese d’origine per sistemare la faccenda.

Metadata
Regista Francesco Munzi
Titolo originale Anime nere
Data di uscita 18 Settembre 2014
Nazione Italia
Durata 1 h 43 min
Trailer
Anime nere

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo scritto da Gioacchino Criaco, “Anime nere” è il terzo film diretto da Francesco Munzi, presentato in concorso alla 71° edizione del Festival di Venezia. Seguendo uno schema narrativo piuttosto canonico, “Anime nere” costruisce un dramma familiare dallo sfondo mafioso: la storia di piccoli boss e di piccoli clan che si muovono tra la Calabria e il resto del mondo conducendo affari sporchi. Se la vicenda raccontata in “Anime nere” si muove entro territori molto classici, quasi toccando l’archetipo, in compenso Munzi riesce nel tentativo di ritrarre un luogo e un ambiente in grado di trasmettere molto di più di quanto non faccia la trama stessa.

La Calabria tetra ed oscura di “Anime nere” è una regione rurale ed arcaica, sospesa in un microcosmo privo di qualsiasi contatto con l’esterno, contraddistinta non solo da una propria identità linguistica (il film è parlato quasi completamente in dialetto), ma anche da riti, legami di sangue e da relazioni sociali che esprimono il senso della sua esistenza. Come un entomologo, Munzi cerca di delineare, proprio a partire dai luoghi, un quadro antropologico molto preciso relativo ai personaggi del film, immersi in un mondo che pare appartenere solo a loro e che risulta inaccessibile agli altri. Tra intimismo e racconto di genere, “Anime nere” è caratterizzato dall’atmosfera livida della violenza e della tragedia imminente; e forse e proprio nel momento di unire questi due elementi il film di Munzi non si dimostra pienamente riuscito.

Nonostante una messa in scena essenziale e coerente, infatti, “Anime nere” si sforza di raggiungere una tensione che però fatica ad esplodere, e il suo approccio al genere non possiede la forza di uno sguardo inedito capace di imprimersi nella memoria. Troppo convenzionale nel suo incedere, “Anime nere” parla della violenza che chiama altra violenza, del male che finisce per mangiare se stesso: una sorta di tragedia greca tutta interna ai personaggi. Ma Munzi non supporta a dovere una pellicola che avrebbe necessitato di un punto di vista più complesso sui personaggi e le loro vicende. Così, con un finale che ricorda quello di “Fratelli” di Abel Ferrara ma senza la stessa intensità e lo stesso potere catartico, pur con i suoi meriti e motivi d’interesse, “Anime nere” non colpisce in profondità, mancando di una vera potenza drammaturgica ed epica.

Voto dell’autore:3.0 / 5

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