Annabelle - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
2.90/5

Annabelle

RANKING
2122° su 2562 in Generale
80° su 113 in Horror
20141 h 38 min
Trama

John e Mia Gordon sono una coppia sposata che si è appena trasferita in una nuova casa. Per festeggiare la gravidanza di Mia, John le regala una bambola vestita di bianco, Annabelle; ma la felicità per i due coniugi sembra svanire quando comprendono che la bambola potrebbe essere maledetta, attirando su di sé orrore e morte.

Metadata
Titolo originale Annabelle
Data di uscita 2 Ottobre 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 38 min
Attori
Cast: Annabelle Wallis, Alfre Woodard, Eric Ladin, Tony Amendola, Gabriel Bateman, Michelle Romano, Brian Howe, Ward Horton, Shiloh Nelson, Paige Diaz, Morganna May, Tree O'Toole, Trampas Thompson, Camden Singer, Keira Daniels, Richard Allan Jones, Christopher Shaw
Trailer
Annabelle

La bambola Annabelle era un elemento già presente nel film diretto da James Wan “L’evocazione – The conjuring”, nel quale era contenuta come reperto malefico nella stanza dei misteri dei protagonisti, interpretati da Vera Farmiga e Patrick Wilson. “Annabelle” rappresenta lo spin-off del film di Wan, dedicato alla storia di quella bambola maledetta; stavolta Wan è solo produttore, mentre alla regia troviamo John R. Leonetti, il direttore della fotografia de “L’evocazione – The conjuring”. Leonetti riprende un sottogenere dell’horror, il filone delle bambole assassine, che ha avuto grande fortuna soprattutto con la celebre saga di “Chucky”, forse la più famosa tra i pupazzi assassini del cinema. “Annabelle”, però, è molto lontano dalla rivisitazione di quei film; Leonetti infatti guarda all’horror con l’approccio omaggiante e vagamente stantio di James Wan, che riprende i classici archetipi del genere di riferimento per poi riproporli con uno sguardo per nulla inedito.

Eppure “Annabelle” sembra ispirarsi a modelli perfino più alti: la prima parte pare una versione annacquata e priva di tensione di “Rosemary’s baby” di Roman Polanski, in cui però alla notevole eleganza della messa in scena non si accompagna un uso congeniale dell’ambientazione, incapace di trasmettere un vero senso di claustrofobia. Purtroppo l’impronta di James Wan e del suo classicismo fine a se stesso si riflette anche in una pellicola che entra in azione tardissimo: il che di per sé non sarebbe un male, ma Leonetti non possiede l’abilità e la sapienza registica per tenere così a lungo in sospeso un film horror. “Annabelle” esplode poi in una seconda parte che azzecca qualche momento di paura, ma nel complesso non dà mai una sensazione di vero spavento e terrore, anche perché è caratterizzato da alcuni cliché che, se mal sfruttati, diventano controproducenti per il risultato complessivo: ancora maledizioni, satanismi e demoni, elementi che Leonetti non riesce a plasmare in qualcosa di davvero originale ed intenso.

L’horror, per convincere, ha bisogno di rinnovarsi soprattutto rispetto a certe dinamiche consolidate, di sperimentare nuove trovate e invenzioni e di assumere un punto di vista che vada oltre la storia raccontata. “Annabelle” invece non ha nulla delle suddette caratteristiche, a parte un accenno, consumato nel tempo di una singola scena, sulla difficoltà di essere madri; ma è un appiglio quasi inesistente, per un film che non lascia nulla al termine della visione.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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