Argo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
4.18/5

Argo

RANKING
193° su 2562 in Generale
80° su 732 in Drammatico
20122 h 00 min
Trama

Teheran, 4 novembre 1979. Nel pieno della rivoluzione iraniana, una folla di militanti inferociti prende d’assalto l’ambasciata degli Stati Uniti; tuttavia, sei persone riescono a fuggire e vengono nascoste in casa dell’ambasciatore canadese, Ken Taylor. Affinché i sei diplomatici possano uscire sani e salvi dall’Iran, la CIA si rivolge al più abile specialista in azioni di infiltrazione, Tony Mendez.

Metadata
Regista Ben Affleck
Titolo originale Argo
Data di uscita 8 Novembre 2012
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 00 min
Attori
Cast: Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber, Tate Donovan, Clea DuVall, Scoot McNairy, Rory Cochrane, Christopher Denham, Kerry Bishé, Kyle Chandler, Chris Messina, Željko Ivanek, Titus Welliver, Richard Kind, Taylor Schilling, Keith Szarabajka, Bob Gunton, Page Leong, Omid Abtahi, Sheila Vand, Karina Logue, Ryan Ahern, Bill Tangradi, Jamie McShane, Roberto Garcia, Christopher Stanley, Jon Woodward Kirby, Victor McCay, Matt Nolan, J.R. Cacia, Bill Kalmenson, Rob Brownstein, David Sullivan, John Boyd, Yuriy Sardarov, Nikka Far, Aidan Sussman, Barry Livingston, Ali Saam, Araz Vahid Ebrahim Nia, Scott Anthony Leet, Michael Parks, Mehrdad Sarlak, Ray Haratian, Matthew Glave, Nancy Stelle, Mark Smith
Trailer
Argo

La storia di “Argo” è una di quelle vicende talmente bizzarre e surreali da costituire la prova di come spesso la realtà possa arrivare addirittura a superare l’immaginazione, sfidando ogni verosimiglianza: mettere in piedi un falso film di fantascienza, intitolato appunto “Argo”, da girare in un Iran messo a ferro e a fuoco dalla rivoluzione islamica, al solo scopo di permettere la fuga a sei diplomatici americani che si spacciarono per membri di una produzione cinematografica hollywoodiana. Un’impresa ai limiti del surreale, secretata dalla CIA per motivi di sicurezza fino al 1997, quando fu reso noto il coinvolgimento del governo americano in quella che fino ad allora era stata definita “Canadian Caper”, per evitare ripercussioni contro gli ostaggi statunitensi prigionieri in Iran.

La brillante intuizione di portare questi eventi sul grande schermo è stata dello sceneggiatore Chris Terrio, che si è basato su un memoriale di Tony Mendez e su un articolo di Joshuah Bearman, mentre dietro la macchina da presa troviamo Ben Affleck, che ha visto la propria pellicola ricompensata con la vittoria di tre premi Oscar (miglior film, sceneggiatura e montaggio) e due Golden Globe (miglior film e regia). Affleck, reduce dal successo di “The town”, confeziona con “Argo” il suo lavoro più solido e maturo, e si riserva ancora una volta il duplice ruolo di regista e di protagonista nella parte dell’agente della CIA Tony Mendez, colui ebbe l’idea di utilizzare il presunto film “Argo” come uno specchietto per le allodole in grado di mettere in salvo i sei diplomatici americani. Affleck, inoltre, si circonda di un valido cast, affidando la descrizione – e la satira – della fabbrica di sogni hollywoodiana a due eccellenti caratteristi come John Goodman, qui nei panni dell’esperto di make-up John Chambers, ed il sopraffino Alan Arkin, che interpreta con divertito cinismo il produttore Lester Siegel, complice di Mendez nella creazione di questa formidabile messinscena.

A restituire il quadro d’epoca, oltre alla fotografia stile Anni ’70 di Rodrigo Pietro, una selezione di classici del rock che impreziosiscono la colonna sonora (Rolling Stones, Led Zeppelin, Dire Straits, Van Halen). La cronaca della rivoluzione iraniana, con tensioni politiche e sequenze di guerriglia urbana che rimandano inevitabilmente ad un’attualità fin troppo simile a quella di trent’anni fa, si mescola così alla “farsa tragica” che solo Hollywood avrebbe saputo produrre: quasi un omaggio al potere salvifico della finzione, che per alcuni aspetti riecheggia il celeberrimo “Vogliamo vivere!” di Ernst Lubitsch. Sullo schermo, Affleck restituisce i tormenti, la solitudine e l’attaccamento alla famiglia di questo sconosciuto “eroe americano” che opera dietro le quinte, mentre dietro la macchina da presa sa bilanciare con sapienza suspense, tensione morale e dramma storico, anche grazie al montaggio di William Goldenberg, che inserisce opportunamente filmati di repertorio all’interno della pellicola. Il risultato è un thriller coinvolgente e di ottima fattura, non privo di un certo manicheismo di fondo, ma capace di raccontare un’importante pagina di Storia con gli strumenti e con l’intensità tipici della grande tradizione del cinema hollywoodiano.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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