Arrival - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
3.68/5

Arrival

RANKING
1166° su 2562 in Generale
51° su 133 in Fantascienza
20161 h 56 min
Trama

Dodici misteriose astronavi extraterrestri compaiono in dodici posti diversi sulla Terra, scatenando la preoccupazione tra la popolazione mondiale, incapace di comprendere le intenzioni degli alieni. Per tentare di stabilire un contatto con l'astronave situata nel territorio americano viene coinvolta anche la professoressa Louise Banks, un'esperta di linguistica che tenterà di comunicare con gli alieni.

Metadata
Titolo originale Arrival
Data di uscita 19 Gennaio 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 56 min
Attori
Cast: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O'Brien, Russell Yuen, Nathaly Thibault, Joe Cobden, Julia Scarlett Dan, Philippe Hartmann, Andrew Shaver, Bineyam Girma, Shawn Campbell, Larry Day, Julian Casey, Pat Kiely, Mustafa Haidari, Abigail Pniowsky, Carmela Nozza Guizzo, Anana Rydvald, Jadyn Malone, Ruth Chiang, Leisa Reid, Brittany Teo, Chistian Jadah, Genevieve Sirois, Tammie Sutherland, Daniel Esteban, Kathleen Stavert, Hal Roberts, Leslie Baker, Michael Nangreaves, Karen Belfo, Chloë Bellande, Robert D. Morais, Laurean Adrian Parau
Trailer
Arrival

Tratto dal racconto “Storia della tua vita”, incluso nell’antologia “Stories of your life” scritta da Ted Chiang, e presentato in anteprima mondiale in concorso alla 73° Mostra del Cinema di Venezia, “Arrival”, con protagonista Amy Adams, è l’ottavo film da regista di Denis Villeneuve, due anni dopo il precedente “Sicario”. Dopo aver affrontato vari generi cinematografici fin dall’inizio della propria carriera, passando dal dramma storico fino al thriller psicologico e d’azione, con “Arrival” Villeneuve si cimenta per la prima volta con il genere sci-fi (in attesa di vedere “Blade Runner 2049”, da lui diretto), realizzando un film che guarda al filone della fantascienza umanista e che si appoggia con evidenza al modello di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Steven Spielberg. Supportato da un’interessante estetica, che fa leva sull’eleganza scenografica e su un gusto asettico della messa in scena, “Arrival” rielabora un tipo d’immaginario già ampiamente rodato e per questo forse non del tutto nuovo, provando a riproporre gli stilemi visivi tipici di una certa fantascienza classica.

Denis Villeneuve realizza dunque un film che per larga parte del suo svolgimento rifiuta ogni tipo di intento spettacolare per puntare in un’altra direzione: infatti nella sua prima metà “Arrival” prova soprattutto a sviluppare uno stimolante ragionamento sull’importanza del linguaggio e della sua interpretazione e sulla comprensione dell’altro e dell’ignoto attraverso il dialogo, laddove il discorso tra umani e alieni diviene terreno di incontro / scontro tra visioni differenti di intendere il concetto stesso di comunicazione. Ma probabilmente, sul piano teorico, “Arrival” rimane a un livello superficiale: Villeneuve non dimostra il coraggio di credere fino in fondo nell’approccio adottato e trova a fatica un’intuizione narrativa capace di sbloccare una sceneggiatura imperfetta e in parte prevedibile. In particolare, non convince del tutto una svolta della trama puramente da dramma fantascientifico, che tuttavia appare forzata e assume i contorni di una scelta derivativa, legata al tentativo di suscitare una riflessione poetica sul tempo che scorre e sull’intercambiabilità del presente e del futuro.

Voto dell’autore:3.0 / 5

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