Atomica bionda - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.30/5

Atomica bionda

RANKING
1607° su 2404 in Generale
39° su 92 in Azione
20171 h 45 min
Trama

In piena Guerra Fredda, Lorraine Broughton, una agente sotto copertura del MI6, viene spedita a Berlino per recuperare un prezioso dossier. Una volta in Germania, Lorraine si allea con l'ufficiale governativo David Percival per districarsi nel più letale gioco di spie.

Metadata
Regista David Leitch
Titolo originale Atomic Blonde
Data di uscita 17 agosto 2017
Nazione Stati UnitiGermaniaSvezia
Durata 1 h 45 min
Attori
Cast: Charlize Theron, James McAvoy, John Goodman, Til Schweiger, Eddie Marsan, Sofia Boutella, Toby Jones, Bill Skarsgård, James Faulkner, Roland Møller, Sam Hargrave, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Lili Gesler, Sara Natasa Szonda, Cale Schultz, Barbara Sukowa, Attila Árpa, Martin Angerbauer, Declan Hannigan, Balázs Lengyel, Daniel Hargrave, Greg Rementer, Daniel Bernhardt
Trailer
Atomica bionda

In “Atomica bionda”, quasi a tre quarti di film, c’è un piano sequenza che dura qualche minuto, ma pare un tempo infinito, in cui la macchina da presa, in soluzione di continuità senza stacchi di montaggio, si districa tra i piani e le scale di un palazzo a riprendere lo scontro tra Lorraine Broughton (Charlize Theron), agente dell’MI6 britannico, e gli agenti nemici, tra cazzotti, calci, cappottamenti, spari, lividi, sangue, ammaccamenti, fiato grosso e qualche costola incrinata. Spiazzante e sbalorditivo. Il regista David Leitch omaggia anche Alfonso Cuarón e il suo celebre piano sequenza ne “I figli degli uomini” quando porta l’azione in auto e per le strade, con macchine incidentate che prendono a fuoco e la macchina da presa che, invece, si muove in veloci panoramiche nei limiti ristretti dell’abitacolo. Dentro questa sequenza di pura esaltazione cinematografica sono racchiusi i sensi di “Atomica bionda”: l’azione, brutale e senza tagli né censure; l’eroina capace di usare armi vere, ma anche di trasformare in arma il suo stesso corpo, usando il cervello in modo impeccabile; la spy-story, fatta di amici / nemici e di personaggi di cui fidarsi “come le previsioni del meteo”.

Il film di Leitch riesce nello scioglimento finale, tipico di queste produzioni, a tirare le fila del discorso, dalla spy-story ai numerosi no-sense e banalità di cui questa non è affatto priva, svelando lati della personalità della protagonista che nell’arco della storia erano rimasti celati. Ma è una risoluzione forzata che stride con diversi momenti della storia in cui invece atteggiamenti, scelte ed azioni, di Lorraine in primis, ma anche degli altri agenti o spie coinvolti in questa vicenda, non tornano o non si legano con quanto mostrato o svelato in precedenza. Il film si struttura come un lungo flashback: Lorraine racconta al suo diretto superiore e ad un agente della CIA i fatti che l’hanno portata nella fredda Berlino prima della caduta del muro, con l’incarico di rintracciare una black-list di tutti gli agenti occidentali in azione e relativi compiti assegnati, e di indagare sull’identità incognita di un doppiogiochista presente tra loro, mantenendo stabili i rapporti internazionali per evitare un’altra guerra. Ma come nella più consueta spy-story niente è come sembra, a partire dal collaboratore David Percival (James McAvoy), che fin da subito desta sospetti ed ombre.

Questa struttura ad andirivieni tra passato e presente non sortisce l’effetto desiderato di tenere in stallo e sulle spine lo spettatore: nel gioco degli sguardi, del detto e non detto, di quello che è stato e di ciò che avverrà, del celato e dello svelato, la storia procede molto facilmente lungo un sentiero di “consecutio temporis” che rende tutto molto prevedibile, e la condotta di questi super-agenti si rivela in molti casi stupida e rivedibile. “Atomica bionda” funziona per la forza e la caratterizzazione della sua protagonista, con una Charlize Theron in perfetto baricentro tra la Furiosa di “Mad Max – Fury Road”, la mascolinità del James Bond di Daniel Craig e la grazia e la bellezza della Mrs. Smith di Angelina Jolie in “Mr. & Mrs. Smith”; per quel piano sequenza che riscrive codici e rappresentazioni dell’azione cinematografica e nello specifico del corpo a corpo; per il finale capace di rimettere in sesto tutto un impianto da spy-story piuttosto semplice, narrato un po’ pigramente e senza troppi guizzi. Per descrivere intelligentemente sottotraccia, dietro la superficie del film di intrattenimento, la realtà politica europea attuale, pur parlando di un periodo storico di quasi 30 anni prima: le illusioni di un cambiamento sempre alla porta e costantemente ricacciato indietro, la fragilità di valori di chi mostra unità e condivisione solo apparenti… quando un muro che cade resta principalmente “un muro che cade”.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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