Attacco al potere - Olympus has fallen - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da evitare
sulla base di 1 voto/i
1.60/5

Attacco al potere - Olympus has fallen

RANKING
2555° su 2562 in Generale
98° su 99 in Azione
20132 h 00 min
Trama

Margaret Asher, la First Lady degli Stati Uniti, è vittima di un grave incidente, e la guardia del corpo, Mike Banning, non può nulla contro l’accecante avversità del fato. Trascorre del tempo, e le diatribe internazionali del presente forniscono a Mike l’opportunità per redimersi. Un attacco aereo e di terra, da parte di un gruppo di terroristi nordcoreani, rischia di mettere a repentaglio la vita del Presidente e dei suoi collaboratori al Governo, oltre alla salvaguardia dell’intera nazione degli Stati Uniti d’America.

Metadata
Regista Antoine Fuqua
Titolo originale Olympus Has Fallen
Data di uscita 18 Aprile 2013
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 00 min
Attori
Cast: Gerard Butler, Aaron Eckhart, Angela Bassett, Morgan Freeman, Radha Mitchell, Rick Yune, Dylan McDermott, Finley Jacobsen, Tory Kittles, Shanna Forrestall, Melissa Leo, Cole Hauser, Phil Austin, Robert Forster, Ashley Judd, Han Soto, Shane Land, Sam Medina, Malana Lea, Keong Sim, Arden Cho, Michael Dudikoff
Trailer
Attacco al potere - Olympus has fallen

80 milioni di dollari per “Olympus has fallen”, da noi banalmente riciclato con “Attacco al potere” (è la terza volta che un film americano viene tradotto così nella storia dei film). Il regista Antoine Fuqua attinge a piene mani dal peggio dei blockbuster sul filo-patriottismo più logorato, distanziandosi molto dagli eccellenti risultati raggiunti con le sofferte esplorazioni suburbane dei polizieschi “Training day” e soprattutto “Brooklyn’s finest”; sfrutta il copione degli esordienti Katrin Benedikt e Creighton Rothenberger per lanciare una spudorata invettiva contro lo straniero (e solo ai margini contro il pericolo dell’atomica, nonostante sia in realtà il tema principale della pellicola), ma non contro il fanatismo statunitense (ovviamente), trasportando le imprese di Sly (del suo Rambo) all’interno della Casa Bianca.

Il Rambo in questione stavolta ha il volto da commediante di Gerard Butler (non riuscì a salvare una donna e dopo pochi mesi mette sotto scacco un’intera cellula di terroristi ben addestrati…), mentre Aaron Eckhart, malanimo presidente, mette assieme un campionario di smorfie tra le più familiari del suo repertorio. Certo, lo spettacolo non è sempre incolore o stinto come la bandiera dell’America; piuttosto si vuota risibile davanti alle ovvietà più spiegate della computer grafica, finendo per spegnersi del tutto dentro l’eroismo senza senso dell’individuo-istituzione. Tante volte nella storia del cinema un uomo, un singolo, è riuscito a salvarne altri cento, mille. Il cinema hollywoodiano è affezionato alle sue bugie e lo dimostra più che mai in questo film fracassone, nel quale una dissennata (più spesso demente) ironia di fondo, nei dialoghi, nelle battute, nei frangenti dove si dovrebbe premere sull’acceleratore della suspense, finisce per rivelare una scriteriata imperturbabilità verso la delicatezza di uno dei temi caldi del momento.

Dov’è finita l’equilibrata ironia, di per sé soffocante ma anche soffocata, dei piccoli cult di fantascienza degli anni ’50? Hollywood ha smarrito le redini del potere e sembra, tranne in rarissimi casi, aver smarrito persino la ragione, sbrindellata dentro un goffo e vanificante balletto tragico, all’interno del quale non sono stati risparmiati nemmeno dignitosi attori come Morgan Freeman e Melissa Leo (che in questo caso mostra un’inquietante somiglianza con una certa Daniela Santanché).

Voto dell’autore:1.6 / 5

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