Beastly - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da evitare
sulla base di 3 voto/i
2.27/5

Beastly

RANKING
2490° su 2562 in Generale
120° su 126 in Fantastico
20111 h 26 min
Trama

In un liceo americano, il perfettino bello e viziato Kyle Kingston non ha altro di meglio da fare che prendere di mira una compagna di classe, Kendra Hilferty, che si veste in maniera alternativa e si trucca in stile dark. Diverse ragazze hanno una cotta per Kyle ma allo stesso tempo pensano sia un grande stronzo, bello fuori, brutto e arrogante dentro. Ma Kendra, che un po’ per malignità e un po’ per un reale sospetto tutti credono sia una strega, lancia un sortilegio contro Kyle, trasformandolo in una specie di mostro. Da allora, il giovane avrà un anno di tempo per trovare l’amore.

Metadata
Regista Daniel Barnz
Titolo originale Beastly
Data di uscita 11 Maggio 2011
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 26 min
Attori
Cast: Alex Pettyfer, Dakota Johnson, Erik Knudsen, Mary-Kate Olsen, Vanessa Hudgens, Karl Graboshas, Lisa Gay Hamilton, Jonathan Dubsky, David Francis, Neil Patrick Harris, Rhiannon Moller-Trotter, Gio Perez, Miguel Mendoza, Roc LaFortune, Peter Krause, Steve Godin
Trailer
Beastly

L’onda-teenager batte forte contro il vento del perbenismo, filtrato nel racconto mistificante dell’alternativo ed accattivante modello di critica al costume. Ma c’è la mano pesante di Hollywood in questo film pulito e ripulito, giocoso e distratto, “Beastly”, consapevole del suo essere dozzinale, così tanto da suscitare del riso, spesso involontariamente. Lo sceneggiatore e regista indipendente Daniel Barnz si accinge al salto nella mecca lambiccata del benessere, forzato e intransigente, con questa frivola favoletta tratta dall’omonimo romanzo di Alex Flinn. Gli attori protagonisti del film, Alex Pettyfer e Vanessa Hudgens, insieme al padre del belloccio Kyle, Peter Krause (già visto nell’interessante e riuscito “I giochi dei grandi”), ed alla streghetta Mary-Kate Olsen intraprendono questo percorso fra le coordinate di una rivisitazione che poco o nulla ha da spartire con illustri esempi come il capolavoro di Jean Cocteau, troppo presto dimenticato.

Il prodotto (piuttosto che film) ha il solo scopo di affascinare gli adolescenti più “bassi” con una favola d’amore sugli inganni delle apparenze. Non è tutto bello ciò che riluce. Ma se a rilucere veramente è il sospirato ritorno alla normalità con tanto di canzonette alla moda, allora l’intero script fallisce gli intenti e va a farsi benedire con la maschera di un volto che segnala comunque l’ottimo lavoro al make-up dell’esperto Tony Gardner (vedi “Thriller”, “L’armata delle tenebre”, “Aliens”). Il volto di Kyle diviene un campo di battaglia che sembra destare compassione, una compassione racchiusa negli occhi femminili in un tempo in cui di compassioni se ne vedono ben poche, almeno finché la trangugiante ricchezza non giunge a salvaguardare i cosiddetti sfortunati e imperfetti. Si ride a denti stretti per le situazioni. Si sorride con qualche curiosa idea gettata via nella spazzatura dei luoghi comuni triti e ritriti.

C’è poco “Twilight” in realtà: giusto il bianco del volto della “bestia”, fra i segni delle ferite che mal si confanno con le pelli cerulee dei vampiri-fighetti del “fenomeno“ editoriale e filmico degli ultimi tempi. Sembra che questi adolescenti di oggi si debbano per forza di cose ribellare al sistema divenendo un “altro da sé”, perché solo in questo modo sarebbero in grado di capacitarsi dei propri errori e combattere così le rigide gerarchie di luoghi tutt’altro che ospitali, come i licei o college che dir si voglia. Un film troppo basso: 9-12 anni come fascia d’età dichiarata dalla produttrice Susan Cartsonis, con ulteriori riserve d’età. Pertanto, cosa salvare in questo marasma sbandato-pop? Ma chi lo dice che la bestia, in fondo, voglia essere salvata dall’amore e da quell’amore in specie? La lotta della bestia è condotta contro coloro che hanno la bestia dentro, e Kyle la conterrebbe ugualmente, è la sua natura, magia o non magia. Ma siccome il cinema è anche questo, magia, concediamo il beneficio del dubbio riguardo il fenomeno. Per via di scoperte refrattarie, nell’attesa di ricerche più accurate.

Voto dell’autore:1.9 / 5

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