Belluscone: Una storia siciliana - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.55/5

Belluscone: una storia siciliana

RANKING
1336° su 2562 in Generale
183° su 453 in Commedia
20141 h 35 min
Trama

Le disavventure dell’impresario palermitano di cantanti neomelodici e organizzatore di feste di piaz-za Ciccio Mira, imperterrito sostenitore di Silvio Berlusconi e nostalgico della mafia di un tempo, e dei due artisti della sua “scuderia”, Erik e Vittorio Ricciardi, che in cerca di successo decidono di esibirsi insieme nelle piazze palermitane con la canzone scritta dal primo, dal titolo “Vorrei conoscere Berlusconi”.

Metadata
Regista Franco Maresco
Titolo originale Belluscone: una storia siciliana
Data di uscita 4 Settembre 2014
Nazione Italia
Durata 1 h 35 min
Attori
Cast: Salvatore De Castro, Marcello Dell'Utri, Ficarra, Ciccio Mira, Valentino Picone, Vittorio Ricciardi, Tatti Sanguineti, Vittorio Sgarbi
Trailer
Belluscone: Una storia siciliana

Sgombriamo subito il campo da equivoci: “Belluscone – Una storia siciliana” non è un documentario d’inchiesta su Silvio Berlusconi e il suo rapporto con la mafia, e non è nemmeno un convenzionale film sul leader politico. La nuova pellicola di Franco Maresco, presentata nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2014, è un’opera UFO, sicuramente di finzione, e che usa la traccia documentaristica solo come pretesto per un oggetto dinamitardo e dal montaggio fulmineo, che alterna il materiale inedito girato da Maresco ad immagini di repertorio, a colori e in bianco e nero, in un caos stilistico tale da rendere “Belluscone – Una storia siciliana” ancora più incatalogabile e affascinante.

Con il solito stile grottesco e surreale, raccontando l’assurdità per far emergere il vero più vero, Maresco torna alle modalità di “Cinico Tv”, e partendo da varie interviste ad una fauna umana che solo lui riesce a scovare, come impresari della musica neomelodica e giovani cantanti allo sbaraglio, miscela folclore e verità, divertimento e indignazione. A questo lato più scanzonato, ma anche inquietante per come viene messo in scena, Maresco unisce una spy story che lo riguarda di persona: un film nel film totalmente metatestuale e forse al limite tra vero e falso, nel quale Maresco è scomparso durante la realizzazione di “Belluscone”, con la conseguente ricerca guidata dallo storico del cinema Tatti Sanguineti; quest’ultimo, insieme allo spettatore, rielabora il girato incompiuto del regista siciliano.

Ma tutto questo, cioè la musica neomelodica e i soliti, meravigliosi personaggi tipici di Maresco, cosa c’entra con Berlusconi? Assolutamente tutto, perché attraverso il ritratto dei suoi personaggi “Belluscone – Una storia siciliana” dipinge un horror, un’apocalisse tutta italiana in cui l’omertà, i favoreggiamenti, l’apprezzamento comprato e i silenzi assensi sono il pane quotidiano di un paese che ha fatto della mediocrità culturale e morale un vessillo e un codice di vita. Tutti “valori” che il politico più volte citato nel film ha dimostrato di conoscere alla perfezione. “Belluscone – Una storia siciliana” non dimostra apertamente che nell’immaginario berlusconiano risieda l’unica, colpevole responsabilità di questo degrado, ma alcune geniali associazioni instaurate da Maresco lasciano un dubbio in grado di far venire tremendi brividi.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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