Blade Runner 2049 - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.83/5

Blade Runner 2049

RANKING
614° su 2267 in Generale
24° su 117 in Fantascienza
20172 h 43 min
Trama

Nel 2049 un nuovo Blade Runner, l'agente K della Polizia di Los Angeles, scopre un segreto sepolto da tempo che ha il potenziale di far precipitare nel caos quello che è rimasto della società. La scoperta di K lo spinge verso la ricerca di Rick Deckard, un ex-Blade Runner sparito nel nulla da 30 anni.

Metadata
Titolo originale Blade Runner 2049
Data di uscita 5 ottobre 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 43 min
Attori
Cast: Ryan Gosling, Harrison Ford, Jared Leto, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Mackenzie Davis, Dave Bautista, Carla Juri, Barkhad Abdi, Lennie James, David Dastmalchian, Hiam Abbass, Wood Harris, Edward James Olmos, Mark Arnold, Krista Kosonen, Elarica Johnson, Kingston Taylor, David Benson, Ben Thompson, Suzie Kennedy, Stephen Triffitt, Ellie Wright
Trailer

35 anni dopo il capolavoro di fantascienza firmato da Ridley Scott e basato sul racconto di Philip K. Dick “Il cacciatore di androidi” (conosciuto soprattutto con il titolo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”), il regista Denis Villeneuve, dopo il precedente “Arrival”, riaffronta il genere fantascientifico con “Blade Runner 2049”, seguito del celeberrimo “Blade Runner”, ambientato 30 anni dopo gli eventi del primo film. Nel cast Ryan Gosling è affiancato da Robin Wright, Sylvia Hoeks, Jared Leto, Dave Bautista e Harrison Ford, il quale riprende uno dei suoi ruoli più iconici, quello del cacciatore di replicanti Rick Deckard. Per il nono lungometraggio della sua filmografia, Villeneuve sceglie dunque l’ambizioso e rischioso progetto di creare un seguito per uno dei cult-movie più apprezzati del genere fantascientifico, ambientando la vicenda a tre decenni di distanza dal 2019 immaginato da Ridley Scott nel capolavoro da lui diretto nel 1982. Dopo un black-out che ha azzerato ogni tipo di dati e mandato la civiltà umana in rovina, grazie all’aiuto del magnate Neander Wallace (Jared Leto), la tecnologia dei replicanti è stata ripresa con modelli più efficienti e privi di istinti ribelli, denominati Nexus 9, permettendo così all’umanità di risollevarsi. Tuttavia i cacciatori di modelli vecchi dei replicanti (i cosiddetti Blade Runner) esistono ancora.

Con “Blade Runner 2049”, Denis Villeneuve firma un’opera a metà strada fra il noir e il thriller fantascientifico, esteticamente ambiziosa e imponente, che riprende l’immaginario tetro e futuristico del film di Ridley Scott, riproponendolo però in una versione più “pulita” e asettica, forse meno inventiva e dal taglio più high-tech rispetto al primo capitolo, ma comunque visivamente notevole, anche per merito della fotografia di Roger Deakins. Tra un’estetica moderna frutto del digitale e una visione narrativa “classica” e post-apocalittica, “Blade Runner 2049” si immerge in interessanti sfumature di colore che virano da immagini di un arancione accecante al blu delle luci al neon. Sul piano della trama, invece, il discorso di “Blade Runner 2049” sembra svilupparsi, forse per forza di cose, nel segno di una profonda dicotomia tra passato e presente: un presente in cui il black-out citato dal film ha azzerato tutto il materiale digitale, costringendo l’agente K (interpretato da Ryan Gosling) a metodi di ricerca più “vintage” e tattili, fino a ricontattare il Blade Runner Deckard (Harrison Ford), suo alter-ego di 30 anni prima e vero e proprio simbolo di un passato che torna ad emergere.

È questo continuo rimando tra passato e presente a essere in primo piano in “Blade Runner 2049”, tra il citazionismo nostalgico e la ricerca della propria identità: temi che rimandano al fulcro del film di Villeneuve, ovvero la creazione di un corpo nuovo e l’idea di un futuro nato da componenti del passato. Forse il problema maggiore della pellicola risiede nella difficoltà a raggiungere un equilibrio adatto tra la memoria del capostipite e la sua nuova visione, restando a tratti sospesa in un limbo che mostra una certa incertezza sulla strada da intraprendere. La sceneggiatura di Michael Green e di Hampton Fancher (autore del copione originale, in seguito scartato, per il “Blade Runner” di Ridley Scott) si rivela pertanto una storia sulla ricerca delle origini e la scoperta di se stessi, che dal film di Scott recupera il desiderio di sentimenti e di emozioni che accomunano i replicanti e gli esseri umani. Ovviamente, “Blade Runner 2049” non può contare sulla stessa forza iconica del capolavoro del 1982, riseltendo di un certo didascalismo e della durata probabilmente eccessiva, non sempre supportata dal ritmo del racconto. La sensazione complessiva, comunque, è quella di trovarsi di fronte a un’operazione coraggiosa e impavida, per quanto inferiore al “Blade Runner” originale.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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  • diego

    Il film regala le cose migliori dal punto di vista visivo. Villeneuve è bravo e capace di dare allo stesso modo qualcosa di nuovo alle ambientazioni riuscendo a ricreare quell’atmosfera tipica tanto amata nel primo capitolo. Dal punto di vista dei contenuti il regista sceglie una strada diversa rispetto al suo predecessore, ed anche un pò poco convenzionale per un’opera del genere. E purtroppo secondo me il risultato non è sempre soddisfacente. Qui il ritmo cala inesorabilmente e io frizzante evolversi degli eventi lascia spazio e tempi più dilatati ed a spiegazione che tendono troppo ad appesantire la visione. Questo stile registico sinceramente tende ad arrivare tardi nei confronti del pubblico anche dal punto di vista delle intuizioni e dei copi di scena, che anche se ben pensati è mai troppo tirati per i capelli alla fine risultano scontati. Alla fine Blade runner 2049 è sicuramente un lavoro che da qualcosa e per gli amanti del genere è da vedere. Solo non fatevi troppe aspettative. Voto 3/5