Blindness - Cecità - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.65/5

Blindness - Cecità

RANKING
1187° su 2562 in Generale
45° su 126 in Fantastico
20082 h 01 min
Trama

Un uomo è fermo a un semaforo, al volante della propria auto, quando improvvisamente perde la vista. Dopo essere stato riaccompagnato a casa, l’uomo si reca insieme alla moglie allo studio di un oculista, il quale tuttavia non riesce a risalire alle cause della sua cecità. Il mattino seguente anche l’oculista si rende conto di essere diventato cieco, mentre nel frattempo l’epidemia dilaga in tutta la città…

Metadata
Titolo originale Blindness
Data di uscita 16 Giugno 2019
Nazione CanadaBrasileGiappone
Durata 2 h 01 min
Attori
Cast: Mark Ruffalo, Julianne Moore, Gael García Bernal, Danny Glover, Alice Braga, Yusuke Iseya, Kimura Yoshino, Don McKellar, Maury Chaykin, Mitchell Nye, Joe Pingue, Joe Cobden, Sandra Oh
Trailer

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Blindness - Cecità

Fernando Meirelles, il regista brasiliano di “City of God”, porta sul grande schermo “Blindness – Cecità”, trasposizione cinematografica di uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale, firmato dal celebre scrittore José Saramago. Accolto tiepidamente dalla critica al Festival di Cannes del 2008, il film di Meirelles mette in scena con notevole fedeltà la storia raccontata nel romanzo di Saramago, riuscendo a restituire almeno in parte quel senso di angoscia opprimente e di disperazione senza uscita che domina le pagine dell’autore portoghese.

La sceneggiatura, scritta da Don McKellar, segue rispettosamente la costruzione narrativa dell’opera di Saramago, trasferendo lo spirito del libro in un film sospeso fra la potente metafora alla base della trama (l’improvvisa epidemia di cecità che colpisce la popolazione di un non meglio identificato stato occidentale) e l’intreccio di un thriller che raggiunge abissi di agghiacciante crudezza (si veda la scena dello stupro collettivo). Mentre un’intera popolazione è flagellata da una strana forma di cecità, che si manifesta attraverso un chiarore lattiginoso e abbagliante, ad un’unica persona è concesso il dono di mantenere la vista: si tratta della moglie del medico, interpretata da una bravissima Julianne Moore, che sceglie di seguire il marito oculista (Mark Ruffalo) in quella sorta di lazzaretto simile ad un campo di prigionia, dove un’autorità spietata e senza volto ha confinato tutti gli individui colpiti dal morbo.

Come il romanzo di Saramago, così anche il film ci trasporta fino in fondo al baratro della follia, là dove le regole della civiltà e della cultura cedono il posto alla legge del più forte, in un progressivo abbrutimento dell’essere umano che costituisce il definitivo tramonto dell’etica. Sola a possedere ancora la facoltà di vedere, la moglie del medico dovrà quindi assumere sulle proprie spalle (o piuttosto sui propri occhi) la responsabilità di guidare la resistenza contro l’oscurità e il caos: quasi una sorta di figura cristologica disposta a farsi carico della sofferenza e dell’orrore che gravano sulla specie umana, in attesa di un’auspicata resurrezione alla “luce”.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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