Boyz n the Hood - Strade violente - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.80/5

Boyz n the hood - Strade violente

RANKING
728° su 2562 in Generale
296° su 732 in Drammatico
19911 h 47 min
Trama

Nelle strade del ghetto nero di Los Angeles può accadere di tutto: anche che rientrando da scuola i bambini inciampino in un cadavere non rimosso. La violenza è di casa e le risse fra bande sono quotidiane. Cresce in quella che è detta la "giungla" il giovane Tre, il cui padre Furious Styles, separato da Reva, è deciso a farne un uomo. Tre ha diciassette anni e per amici due fratelli: Dough, spacciatore, violento e già reduce di galera, e Ricky, più ragionevole, che aspira ad una borsa come giocatore di football nella squadra di un college, più un altro ragazzo, che uno scontro fra teppisti ha obbligato a vivere in una carrozzella.

Metadata
Regista John Singleton
Titolo originale Boyz n the Hood
Data di uscita 16 Giugno 2019
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 47 min
Attori
Cast: Laurence Fishburne, Cuba Gooding Jr., Ice Cube, Morris Chestnut, Angela Bassett, Nia Long, Tyra Ferrell, Lexie Bigham, Desi Arnez Hines II, John Cothran, Jr., Jessie Lawrence Ferguson, Tammy Hanson, Regina King
Trailer

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Boyz n the Hood - Strade violente

Presentato nella sezione “Un Certain Regard” al 44° Festival di Cannes, “Boyz n the Hood” ha rappresentato una delle sorprese cinematografiche del 1991, con un successo di pubblico da 57 milioni di dollari, contro solo sei milioni di budget, ed una serie di importanti riconoscimenti. I principali sono stati le due nomination all’Oscar per la regia e la sceneggiatura, entrambe andate a John Singleton che, allora esordiente di ventitré anni, diventò il più giovane regista mai nominato per l’ambita statuetta.

Il film, più che una storia, è uno spaccato di una desolante realtà, quella della Los Angeles nera degli anni ’90, in cui per un giovane della zona era quasi impossibile restare fuori dalla violenza quotidiana degli scontri fra le varie bande. Una violenza che Singleton rappresenta, con una narrazione dall’apprezzabile taglio realistico (frutto anche di esperienze personali sul “campo”), come un elemento incontrollabile e privo di motivazioni, che la popolazione affronta come un problema irrisolvibile con cui bisogna saper convivere. Emblematico in tal senso il finale, nel quale l’ennesimo innocente paga a caro prezzo una serie di futili vendette trasversali. Funzionali i personaggi che danno vita alle varie facce delle gioventù protagonista, con Tre (Cuba Gooding, Jr) come il classico bravo ragazzo stanco del degrado che lo circonda ma ad un certo punto quasi catturato dal vortice della violenza, oppure Doughboy (Ice Cube), che al contrario rappresenta il fannullone con la fedina penale sporca.

Il modello evidente del regista è quello di Spike Lee di “Fa’ la cosa giusta”, simile per tematiche ed efficacia ma non certo un doppione, anche perché qui non c’è nemmeno l’ombra di un bianco a fare la parte del cattivo di turno, con un ragionamento di natura sociale non incentrato sul razzismo ma bensì sulla vena masochistica di una realtà che già senza violenza sarebbe degradata. Bravi gli interpreti, allora per lo più sconosciuti ma diventati successivamente delle star, e buona la colonna sonora, ovviamente hip-pop, genere musicale che proprio allora iniziava a diventare popolare.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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Chi sono? Bella domanda sicuramente meglio della risposta che vi riporto di seguito. Sono un ragazzo di 32 anni di professione Ingegnere, appassionato soprattutto di cinema e che ha trovato nel collezionare i Dvd il più naturale sfogo alla sua passione. Nel tempo libero non c'è attività che superi il guardarmi un bel film sopra una comoda poltrona (forse solo una partita di calcetto).

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