Buffalo '66 - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.00/5

Buffalo '66

RANKING
327° su 2562 in Generale
148° su 732 in Drammatico
19981 h 50 min
Trama

Billy Brown, disperatamente nevrotico, è appena uscito di prigione per un reato che non ha commesso: cinque anni d’ingiusta prigionia, conseguenza di un debito di gioco di 10.000 dollari – li aveva puntati sulla squadra dei Buffalo Bills, che perdono all’ultimo secondo a causa di un madornale errore da field goal – al quale il malcapitato non poteva far fronte. Ovvia le necessarie spiegazioni con le menzogne ai suoi genitori, Jan e Jimmy, ai quali nasconde la detenzione in accordo con un amico che scrive loro finte lettere; Billy finge infatti di svolgere un lavoro importante per il governo. Quando giunge il momento del ritorno a casa Billy sequestra Layla, un’affascinante e tenera ragazza, con lo scopo di presentarla ai genitori come la sua nuova compagna. Viene però a sapere che Scott Norwood, il giocatore che commise il fatale errore, era corrotto, e medita vendetta; solo l’appressarsi del sentimento potrà farlo ragionare sui suoi propositi...

Metadata
Regista Vincent Gallo
Titolo originale Buffalo '66
Data di uscita 17 Giugno 2019
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 50 min
Trailer

No trailer added for this movie.

Buffalo '66

“Buffalo ’66”, l’esordio alla regia di Vincent Gallo, talentuoso artista a tutto tondo, è datato 1998. Attore, regista, sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore, pittore, cantautore, musicista, compositore e modello, Gallo torna sui luoghi della sua infanzia, instradandosi su reminiscenze adolescenziali o della fase di crescita, forgiando la sua opera di un informe assetto delle informazioni che a poco a poco, come in un collage da filmino di famiglia, si accorpano attorno al tavolo del ritrovo (ed è una delle sequenze più geniali del film) e del patetico grottesco delle funzioni sognate e poi mollate (il padre Jimmy era un cantante che ripiega sul playback nel tentativo di affascinare la nuova venuta) o peggio ancora dimenticate (la madre Jan non ricorda che suo figlio è allergico alla cioccolata).

Gallo non si lascia prendere dalla facile drammaticità, coglie spunti d’umorismo nero con mordace intuito nella scelta di non vincolarsi ad un tragico epilogo, che ispeziona astutamente senza abbrancarvisi, sulla breccia di una tragicommedia coi fiocchi. “Buffalo ’66” è un film che respira del non respiro del suo stesso protagonista, sobbarcandosi il peso del malumore e del disappunto di Billy, questo personaggio che fa del disadattamento la propria arma di difesa da un mondo infausto, tentando in tutti i modi di non abbandonarsi alle forzature dell’amore della fanciulla di turno, Layla (Christina Ricci, deliziosa anche quando improvvisa felpati passi di danza nella trasognata istantanea di una sala da bowling), della quale s’intravede una sagoma di solitudine, ormai più che coinvolta nei suoi guai. Gallo azzecca toni, fotografia sgranata di ambienti squallidi, stile sconnesso connesso al suo status, attori raggelati e significativi.

L’attore fa della sua stessa regia, congrua agli umori generali e in particolar modo a quelli del suo Billy – e per questo a tratti stonata – lo spettro visibile della sua interiorità, quasi una sintassi visiva delle sue nevrosi: ciò è evidente dal modo in cui posizione la macchina da presa, ad esempio nella scena in cui Billy è al telefono con un suo amico, e l’osserviamo inquadrato in un angolo, in basso, come un cucciolo disorientato e denigrato persino dall’occhio del suo creatore, del proprio Io; flashback che come intagli penetrano le immagini nella forma di split-screen, inquadrature a piombo che mirano a squadrare i passetti dell’amore, primi piani superlativi (ce n’è uno stupendamente sintomatico sulla Ricci che sta seduta in macchina mentre Gallo le parla fuori campo). Un agile e tormentoso sberleffo che rigido si fa attendere nella blandizia infine carezzevole degli spasmi riflessi dell’afflizione.

Voto dell’autore:4 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Federico Mattioni (vedi tutti)

Loading...