Buoni a nulla - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.15/5

Buoni a nulla

RANKING
1909° su 2562 in Generale
304° su 453 in Commedia
20141 h 27 min
Trama

Gianni è un impiegato statale che sta per andare in pensione, ma una nuova direttiva ministeriale lo costringe a proseguire il proprio lavoro per altri tre anni. Come se non bastasse, Gianni deve anche trasferirsi in una nuova sede nell’estrema perifieria di Roma.

Metadata
Titolo originale Buoni a nulla
Data di uscita 23 Ottobre 2014
Nazione Italia
Durata 1 h 27 min
Attori
Cast: Gianni Di Gregorio, Anna Bonaiuto, Valentina Lodovini, Marco Marzocca, Marco Messeri, Camilla Filippi, Valentina Gebbia, Daniela Giordano
Trailer
Buoni a nulla

Dopo “Pranzo di Ferragosto” e “Gianni e le donne”, l’attore, sceneggiatore e regista Gianni Di Gregorio torna al cinema con “Buoni a nulla”, da lui diretto ed interpretato, presentato alla nona edizione del Festival di Roma. Il personaggio di Gianni è un uomo mite e pacifico ma incapace di reagire ai piccoli e grandi soprusi quotidiani che la vita gli mette davanti: sempre accondiscendente e pieno di pazienza, Gianni è appunto un “buono a nulla”, poco propenso a farsi rispettare. Con la solita ironia imbevuta di pacato disincanto, con “Buoni a nulla” Di Gregorio intesse un elogio ai “perdenti” e a coloro che non sanno reagire. Il tono del film è lieve e leggero: Di Gregorio vuole far sorridere con tranquillità delle piccole disgrazie del suo personaggio, che proverà nel corso della pellicola a cambiare le cose adottando un atteggiamento più deciso verso gli altri.

Lo stesso cambiamento che avviene con più difficoltà in Marco, il personaggio interpretato da Marco Marzocca, eterno bonaccione e “vittima” delle avance di Cinzia, la seducente collega interpretata da Valentina Lodovini. Di Gregorio, pur comprendendo il disagio del personaggio, lo immobilizza nel suo carattere, perché Marco non può e non vuole fare niente, tenta e in qualche modo ottiene qualcosa ma rimane uno dei tanti ingenui che la società si diverte a prevaricare. Nonostante la piacevolezza della messa in scena, “Buoni a nulla” purtroppo paga il fatto di risultare fin troppo cauto e calmo nel suo incedere: un’opera oltremodo tranquilla e senza grandi ambizioni, che se da un lato appare funzionale nella sua leggerezza, dall’altro difetta di un cinismo e una cattiveria che sarebbero serviti a rendere più efficaci i contorni della narrazione e dei personaggi.

Di Gregorio elabora un racconto forse semplicistico, a cui manca la giusta causticità per lasciare un segno più concreto; invece “Buoni a nulla” racconta di torti subiti ma non spinge mai sull’acceleratore, delineando un microcosmo di perdenti che vogliono riscattarsi ma avvolgendoli al contempo in un’atmosfera dal sapore zuccherino e dai contorni ovattati. Limiti non troppo compromettenti, ma con un maggior impegno in fase di sceneggiatura si sarebbe potuto ottenere un prodotto ben più riuscito.

Voto dell’autore:3.0 / 5

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