Carnival of souls - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.15/5

Carnival of Souls

RANKING
207° su 2562 in Generale
8° su 113 in Horror
19621 h 18 min
Trama

Una ragazza di nome Mary Henry è vittima di un incidente con la macchina, e finisce insieme con altre persone in un fiume. Come unica sopravvissuta all’incidente, inizia ad avere strane visioni di uno zombie e le porte della percezione le si aprono sempre più. Grande suonatrice d’organo, Mary trascorre il suo tempo ad esercitarsi a suonarlo in una chiesa, ma nel frattempo è irrimediabilmente attratta da un lugubre luna park abbandonato.

Metadata
Regista Herk Harvey
Titolo originale Carnival of Souls
Data di uscita 23 Settembre 2020
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 18 min
Attori
Cast: Candace Hilligoss, Frances Feist, Sidney Berger, Art Ellison, Stan Levitt, Tom McGinnis, Forbes Caldwell, Dan Palmquist, Bill de Jarnette, Steve Boozer, Pamela Ballard, Larry Sneegas, Cari Conboy, Karen Pyles, T.C. Adams, Sharon Scoville, Mary Ann Harris, Peter Schnitzler, Bill Sollner, Reza Badiyi, Ed Down, Herk Harvey, Wayne Shmille
Trailer

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Carnival of souls

Prodotto dallo stesso regista Herk Harvey (che compare anche come attore, è lo zombie che perseguita la protagonista), con un budget di 33.000 dollari, “Carnival of souls” venne bollato come b-movie e considerato un film da drive in. Ciò non giovò né al successo del film, divenuto solo col tempo un cult-movie sperduto nei meandri della storia del cinema. Herk Harvey sviluppò il soggetto nel corso di una vacanza a Salt Lake City, passando casualmente nei pressi del padiglione abbandonato di Saltair, nello Utah. Girato in quelle zone in tre settimane, utilizzando anche persone del luogo insieme alla protagonista Candace Hilligoss (allieva di Lee Strasberg), il film di Herk Harvey aveva originariamente una lunghezza di 91 minuti, poi ridotti ad 83, anche se la versione che circola in rete è quella di 78 minuti. Peccato. Peccato perché il film è una gemma preziosa nel vasto panorama del genere horror. Innanzitutto, è un grande esempio di come si possa girare un film del terrore con un budget ristretto, con una troupe ristrettissima, pochi attori, e soprattutto senza utilizzare effetti speciali. Si pensi solo al fatto che nel film non si vede una goccia di sangue, eppure si tratta di un film dell’orrore.

Quello che ne viene fuori è un incubo agghiacciante, da vedere e rivedere per apprendere la lezione su come l’artigianato, spesso, giovi al risultato. In continuo bilico fra il mondo reale e quello parallelo degli spiriti e delle forze portatrici di negatività, il flusso magnetico del film permane nel corso di tutta la sua durata, senza un cedimento, tant’è ammaliante il suo chiarore (anche dal punto di vista fotografico, si vede un bianco e nero argenteo e cupo, nonostante le sue ombre). Le apparizioni non sono mai scontate, mentre la colonna sonora contribuisce, grazie all’apporto alle musiche da parte di Gene Moore, in maniera inquietante, con le sonorità d’organo, a rendere il complesso del film un’esperienza imperdibile. Da apporre accanto al capolavoro di Stanley Kubrick, “Shining”, come contraltare a basso budget di rara finezza e maestria, da parte di un regista sconosciuto, e noto agli amanti del genere solo per questo film (aveva fatto precedentemente soltanto alcuni piccoli documentari didattici).

Quando il solo fatto di suonare l’organo, da parte della protagonista, apre la porta a diverse soluzioni, e le intonazioni così come gli accadimenti mutano in un lampo attraverso le visioni, allora si riassume il senso del film: perdersi nei meandri di un percorso che concerne l’essenza e il valore stessi del cinema. Pochi dialoghi, poche parole per spiegare ciò che la donna è costretta ad osservare. Il luna park, relegato all’angolo del mondo, del suo mondo, è un padiglione che attende solo di essere riaperto, e di iniziare poi un valzer dalle oscure tendenze. Come oscuro è tutto ciò che traspare da ogni singola immagine di questo imperdibile e misconosciuto capolavoro della storia del cinema, assolutamente sottovalutato da tutti, o quasi. Quando si ha l’impressione di sentirsi il ghiaccio addosso per tutto l’arco del film, allora si deve dedurre che il messaggio è più che giunto a destinazione, ed avrà le sue ripercussioni sulla circolazione stessa del sangue.

Voto dell’autore:4.6 / 5

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