Che la festa cominci... - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.75/5

Che la festa cominci...

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917° su 2562 in Generale
20° su 37 in Storico
19751 h 54 min
Trama

Francia, 1719. Il duca Filippo II d’Orléans ricopre la carica di reggente durante la minorità di Luigi XV, che ha solo nove anni. Uomo disincantato e dedito ad una vita di piaceri nell’ambiente dissoluto della corte, il duca d’Orléans si avvale dei consigli dell’ambizioso abate Guillaume Dubois, che mira a diventare cardinale. Intanto, in Bretagna, il marchese di Pontcallec si adopera a fomentare una rivolta…

Metadata
Titolo originale Que la fête commence
Data di uscita 17 Giugno 2019
Nazione Francia
Durata 1 h 54 min
Attori
Cast: Philippe Noiret, Jean Rochefort, Jean-Pierre Marielle, Marina Vlady, Christine Pascal, Alfred Adam, Jean-Roger Caussimon, Gérard Desarthe, Michel Beaune, Monique Chaumette, François Dyrek, Jean-Paul Farré, Nicole Garcia, Raymond Girard, Jacques Hilling, Bernard La Jarrige
Trailer

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Che la festa cominci...

Al suo secondo cimento dietro la macchina da presa, il regista Bertrand Tavernier firma un progetto originale ed ambizioso: un complesso affresco storico della Francia del XVIII secolo, ispirato ad un romanzo di Alexandre Dumas, “Une fille du régent”, che ci offre un ritratto della reggenza del duca Filippo II d’Orléans, al quale furono affidate per otto anni le redini della nazione in attesa che il giovanissimo sovrano Luigi XV raggiungesse la maggiore età. Sceneggiato da Tavernier insieme a Jean Aurenche, “Che la festa cominci…” (il titolo riprende una frase pronunciata dal gaudente duca d’Orléans) ha confermato il talento del cineasta di Lione ed è stato ricompensato con quattro premi César, incluso il trofeo per la miglior regia.

Nei ruoli dei due personaggi principali del film ritroviamo la medesima coppia di protagonisti della precedente opera di Tavernier, “L’orologiaio di Saint Paul”: Philippe Noiret è il duca d’Orléans, un liberale disilluso che si crogiola nella “dolce vita” della corte regale, fra mondanità e frivolezze di ogni tipo; mentre il sopraffino Jean Rochefort incarna l’abate Guillaume Dubois, uomo astuto e ferocemente opportunista che con spietato cinismo manovra il timone della politica a proprio vantaggio, sfruttando perfino gli ingenui tentativi insurrezionalisti del marchese di Pontcallec (Jean-Pierre Marielle), figura bizzarra e donchisciottesca.

Tavernier, dunque, ci offre uno spaccato ironico e tagliente dello scenario socio-politico nella Francia orfana del Re Sole, mettendo in contrasto i viziosi salotti di un’aristocrazia corrotta e chiusa in se stessa con le condizioni di miseria del popolo, relegato in una posizione di assoluta marginalità. Tale dicotomia viene sintetizzata in maniera emblematica nella scena finale del film, quando la carrozza del duca d’Orléans investe e uccide un bambino di umile famiglia, scatenando la furia dei contadini: è l’unico momento in cui la tensione morale della vicenda arriva ad un punto di rottura, mentre per il resto la pellicola si mantiene sempre su un tono brioso ed umoristico. Eccellente la ricostruzione d’epoca, anche per merito delle scenografie di Pierre Guffory e dei costumi di Jacqueline Moreau. La colonna sonora utilizza le musiche originali composte da Filippo d’Orléans, rielaborate da Antoine Duhamel.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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