Chiamami col tuo nome - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
4.00/5

Chiamami col tuo nome

RANKING
315° su 2477 in Generale
29° su 238 in Sentimentale
20172 h 10 min
Trama

Nord Italia, estate 1983. Il giovane Elio Perlman è in vacanza in una tenuta di famiglia in cui i genitori ospitano uno studente americano ventiquattrenne, Oliver. Elio s’invaghisce subito del nuovo arrivato: tra i due nasce un’amicizia che si trasformerà in un sentimento sempre più forte.

Metadata
Regista Luca Guadagnino
Titolo originale Call Me by Your Name
Data di uscita 25 gennaio 2018
Nazione ItaliaStati UnitiBrasileFrancia
Durata 2 h 10 min
Attori
Cast: Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois, Vanda Capriolo, Antonio Rimoldi, Elena Bucci, André Aciman, Peter Spears, Marco Sgrosso, Xhuliano Ujka
Trailer
Chiamami col tuo nome

Per il suo quinto film, “Chiamami col tuo nome”, il regista palermitano Luca Guadagnino sceglie di adattare l’omonimo libro di André Aciman. Una pellicola dalla lunga gestazione, che ha visto lo stesso Guadagnino entrare nel progetto inizialmente come consulente per le location nel Nord Italia, per poi prendere il mano il progetto in qualità di regista, avvalendosi della sceneggiatura meravigliosamente elaborata da James Ivory. “Chiamami col tuo nome” è un romanzo di formazione affascinante e spontaneo, ambientato nella bassa Lombardia, nel territorio di Crema e dintorni. Nella tenuta dei coniugi Perlman (Michael Stuhlbarg e Amira Casar), il diciassettenne Elio (Timothée Chalamet), amante della musica, trascorre le sue giornate di villeggiatura in mezzo agli amici e alle ragazze, tra un pomeriggio al fiume e uno sui libri. Di estrazione borghese e molto istruito, Elio è costantemente a contatto con la storia e la cultura e ama suonare il pianoforte. Nella villa viene ospitato un giovane studente americano, Oliver (Armie Hammer); intelligente, carismatico e affascinante, Oliver colpisce subito Elio, e tra i due nasce un’amicizia destinata a diventare amore. Nella cornice dell’Italia degli anni ’80, frivola e malinconica, finanche nostalgica nei riferimenti al passato, Guadagnino imbastisce dunque un racconto delicato, estremamente classico nella sua evoluzione.

Nel rappresentare la bellezza, espressa simbolicamente dal personaggio di Hammer così come dai riferimenti artistici che pervadono la pellicola, “Chiamami col tuo nome” propone una raffinatezza formale senza tralasciare la sostanza, con profonda e rinnovata spensieratezza: nel corpo di una statua, nei tasti di un pianoforte, così come in una lettura a bordo piscina. Niente è effimero, nulla è ostentato. E il nucleo è la semplicità di un sentimento, la volontà di esprimere le proprie emozioni al di là dei pregiudizi, degli schemi e delle rigidità imposte dalla società. Guadagnino converte l’estetica del suo cinema all’essenzialità e alla naturalezza di un rapporto sentimentale che vive di pulsioni, risate, tenerezza e sguardi, tratteggiando il suo film più compiuto e rifuggendo quell’estemporaneità che aveva contraddistinto i suoi passati lavori. Nonostante qualche momento un po’ forzato e alcuni passaggi troppo calcolati, “Chiamami col tuo nome” è un inno passionale e appassionato all’amore, alle occasioni da prendere al volo, alla fortuna di poterle vivere e al valore di quei legami a cui riusciamo ad abbandonarci. Completi, sinceri. Rari. Dove pronunciare il nome della persona che amiamo significa pronunciare il nostro. Per sentirci vivi, umani, felici. E liberi, come il fantasma di Luis Buñuel. Come Elio e Oliver.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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