Codice 999 - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.10/5

Codice 999

RANKING
1930° su 2562 in Generale
22° su 23 in Poliziesco
20161 h 55 min
Trama

I poliziotti Michael Atwood, Marcus Belmont e Franco Rodriguez e i fratelli Gabe e Russell Welch sono una banda di agenti corrotti al soldo della mafia russo-israeliana comandata dalla spietata Irina Vlaslov. Mentre il detective Jeffrey Allen indaga assieme al nipote Chris, la banda è costretta a una rapina rischiosa al Dipartimento di Sicurezza. Per farcela, pensano di sfruttare come fonte di distrazione dalle forze dell'ordine il cosiddetto “codice 999”, usato per segnalare l'uccisione di un agente di polizia.

Metadata
Regista John Hillcoat
Titolo originale Triple 999
Data di uscita 21 Aprile 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 55 min
Trailer
Codice 999

Dopo il gangster-movie “Lawless”, John Hillcoat torna a dirigere realizzando il suo sesto film da regista, “Codice 999”, che si fregia di un cast dai nomi importanti come il premio Oscar Kate Winslet, Chiwetel Eijofor, Woody Harrelson e Casey Affleck. Sin dalle prime battute, Hillcoat prepara il terreno per un film che si pone l’obiettivo di procedere sui binari sicuri del solido genere poliziesco, raccontando una storia archetipica e fin troppo nota, che viaggia tra poliziotti corrotti e mafia, fra crimine e giustizia. Hillcoat mette tutte gli elementi al posto giusto e gira un noir poliziesco che ha l’anima rivolta al passato ma prova a svecchiarsi con un’ambientazione contemporanea; ma al netto di queste considerazioni, a vedere “Codice 999” si ha l’impressione di un film adagiato sul suo essere così classico nell’approccio e sicuro dell’efficacia del genere narrato da non esporsi mai per trovare una propria indipendenza. Perché se Hillcoat dimostra una discreta tecnica registica, realizzando ad esempio l’efficace rapina alla banca nell’incipit, “Codice 999” non esce mai dall’idea di essere un prodotto estremamente derivativo e scialbo, che vive di un immaginario già consolidato nello spettatore e si affida solo ed esclusivamente a quello.

C’è un po’ di Michael Mann e un po’ di William Friedkin, ma pure dello Spike Lee di “Inside man” e del “The town” firmato da Ben Affleck: Hillcoat, però, fatica a trovare un’idea e uno sguardo che escano dall’illustrazione scialba dei meccanismi di genere, finendo per risultare quasi anonimo anche per colpa di una sceneggiatura intricata, che nell’arco dei 115 minuti di durata non riesce mai a sorprendere lo spettatore come vorrebbe. E perfino il cast di grandi nomi pare vittima dei ruoli vagamente ovvi che il film affida ai vari interpreti, senza che alcuno di loro sia in grado di spiccare davvero. “Codice 999”, inoltre, si limita a girare attorno alle stesse tematiche canoniche del genere in questione, come il confine tra il bene e il male, il senso scomparso della legge e la violenza cinica e “democratica” che colpisce in egual misura poliziotti e criminali. E purtroppo determina la sensazione di aver assistito a un compitino sterile, che sfrutta una messa in scena ripulita e flirta in qualche modo con l’immaginario televisivo, ma soprattutto dimostra un atteggiamento troppo remissivo rispetto a una storia potenzialmente interessante.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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