Cogan - Killing them softly - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.75/5

Cogan - Killing Them Softly

RANKING
917° su 2562 in Generale
16° su 23 in Noir
20121 h 37 min
Trama

Frankie e Russell portano a segno una rapina nel posto sbagliato: interrompono l’usuale partita a poker di una combriccola di malavitosi che non tarderanno a rintracciarli per vendicarsi. Ma dietro al crimine organizzato s’intravedono le orme e il passo cadenzato di un certo Jackie Cogan, un sicario dall’animo freddo e controllato, astuto e sistematico, un vero e proprio uomo d’onore. Cogan preferisce fare il killer a distanza: un colpo da un raggio di chilometro e il gioco è fatto. Ci si metterà il bisogno impellente di denaro, in un’America allo sbando economico, a scombinare i piani del crimine, rischiando di mandare a monte la missione di Cogan.

Metadata
Regista Andrew Dominik
Titolo originale Killing Them Softly
Data di uscita 18 Ottobre 2012
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 37 min
Attori
Cast: Brad Pitt, Scoot McNairy, James Gandolfini, Ray Liotta, Ben Mendelsohn, Richard Jenkins, Vincent Curatola, Sam Shepard, Slaine (George Carroll), Max Casella, Trevor Long, Linara Washington
Trailer
Cogan - Killing them softly

Siamo dalle parti di New Orleans, nel 2008, al momento delle elezioni presidenziali e della vittoria di Barack Obama. Il mondo del crimine messo in piedi nel film “Cogan – Killing them softly” dalla regia meticolosa dell’australiano Andrew Dominik, osannato per “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford” e apprezzato già dal suo primo film “Chopper”, proviene direttamente dalla penna dell’ex procuratore distrettuale (divenuto poi un grande scrittore di letteratura poliziesca) George V. Higgins, autore del romanzo “Cogan’s trade” del lontano 1974. Come nel precedente film, il cinema di Dominik prende le distanze dall’efferatezza nuda, cruda e fine a se stessa, concentrandosi sui rapporti, sulle ambiguità e le idiosincrasie fra i personaggi, perlopiù immaturi, anche se letali.

Dominik crea dunque un gangster-movie anomalo, così come il precedente film fu ritenuto un atipico western. In “Cogan – Killing them softly”, il mondo del crimine organizzato sbatte contro quello disorganizzato, e allora la figura di Cogan, interpretato da un Brad Pitt sempre più bravo (che oltre ad essere il protagonista del film ne è anche co-produttore con la sua Plan B Entertainment), sopraggiunge per cercare di mettere ordine in un ambiente che già non lo è di suo. Siamo nell’America che si professa una comunità quando non lo è mai stata, e le voci dei signori della Tv filtrano ripetutamente sopra i lunghi discorsi che i malavitosi, magistralmente, conducono con sagacia e brio.

La sceneggiatura è un punto saldo al pari della regia a mano di velluto, che l’ottimo cast di attori, con tutta una serie di ottimi caratteristi come Richard Jenkins e James Gandolfini, Ben Mendelsohn e il gruppetto uscito dalla serie “I Soprano”, eleva ad arte fatta in punta di piedi. “Cogan – Killing them softly” gioca con le pause fra i silenzi e le parole dei suoi anti-eroi, lasciando esplodere pallottole al ralenty, come fossero schiaffi e non elementi di morte. Sam Peckinpah insegna, ma Dominik ha il suo di cinema, il suo stile, la sua forma. Ed è un gran bel vedere.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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