Cold in July - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.85/5

Cold in July

RANKING
656° su 2562 in Generale
272° su 732 in Drammatico
20141 h 49 min
Trama

Texas, 1989, Richard Dane è un padre di famiglia che una notte, sentendo dei rumori dentro casa, coglie di sorpresa un uomo, sparandogli e uccidendolo a freddo. Una volta scoperta l’identità dell'aggressore, un certo Freddy Russell, la vita di Richard e della sua famiglia è in pericolo, perché il padre del ragazzo ucciso, Ben, comincia a perseguitare Richard in cerca di vendetta. Ma non tutto è come sembra.

Metadata
Regista Jim Mickle
Titolo originale Cold in July
Data di uscita 25 Ottobre 2020
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 49 min
Attori
Cast: Michael C. Hall, Don Johnson, Sam Shepard, Vinessa Shaw, Nick Damici, Wyatt Russell, Lanny Flaherty, Brianda Agramonte, Tim Lajcik, Brogan Hall, Ken Holmes, Rachel Zeiger-Haag, Kristin Griffith, Laurent Rejto, Joe Lanza, Kris Eivers, Happy Anderson, Joseph Anthony Jerez
Trailer
Cold in July

“Cold in July” è il quarto film del regista americano Jim Mickle ed è tratto dall’omonimo romanzo scritto da Joe R. Lansdale. Già presentato in anteprima al Festival di Cannes 2014 nella sezione “Quinzaine des realisateurs”, “Cold in July” è stato proiettato anche al 32° Torino Film Festival (che ha dedicato al regista una retrospettiva sulle sue opere precedenti). Ciò che sorprende maggiormente in “Cold in July” è il suo continuo trasformarsi, anziché adagiarsi su un unico percorso narrativo. Se nei primi minuti Mickle pare aver realizzato l’ennesimo revenge movie con protagonista uno psicopatico, il film si evolve in una perla di genere, riconducibile ad un cinema vecchio stampo ma non passatista. All’interno delle dinamiche di un noir entusiasmante e liberatorio nel suo dispiegarsi, Mickle si concede una riuscita ironia macabra e come si diceva assume tutt’altro tono, operando dei cambiamenti non solo a livello di intreccio ma anche di rapporti tra i personaggi. Così “Cold in July” finisce per somigliare a un western periferico, un film di poche parole ma dritte al cuore cinefilo dello spettatore.

Nonostante la messa in scena curata, “Cold in July” è sporco di sangue e polvere; un film mai banale che non perde l’attenzione del pubblico neppure per un minuto. Un’irrefrenabile girandola che si trasforma da western cittadino a tragedia urbana, e che pone al centro del racconto temi come l’onore, la morale e i legami che possono instaurarsi anche nei contesti più estremi. Dal canto suo Mickle supporta il tutto con una regia vibrante e un’estetica virata sui colori accesi, con una fotografia in cui predominano le tonalità del blu e del rosso. Mickle pare quasi un Nicolas Winding Refn meno estetizzante e più pragmatico, pronto a far detonare il suo meccanismo da un momento all’altro, rendendo entusiasmante ogni sequenza grazie alla lucida consapevolezza sulle regole dei generi. Mickle dilata e velocizza il ritmo e la tensione, e lo fa con naturalezza ed eleganza. “Cold in July” si rivela un’opera elettrica come la propria colonna sonora, in cui sangue e violenza sono espressi dalla furia della macchina da presa e dall’ottimo cast, oltre che da uno script granitico. Un film che magari non innova nulla, ma usa tutti i mezzi giusti per fare cinema nel miglior modo possibile.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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