Cosmopolis - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 5 voto/i
3.96/5

Cosmopolis

RANKING
499° su 2562 in Generale
213° su 732 in Drammatico
20121 h 48 min
Trama

Una mattina Eric Packer, un giovane e ricchissimo “golden boy” dell’alta finanza, sale a bordo della sua lussuosa limousine bianca, deciso ad attraversare New York per andare a farsi tagliare i capelli dal proprio barbiere di fiducia. Quello stesso giorno, però, la città è paralizzata dalla visita del Presidente degli Stati Uniti e dalle manifestazioni di un movimento anarchico che protesta contro Wall Street.

Metadata
Titolo originale Cosmopolis
Data di uscita 25 Maggio 2012
Nazione FranciaCanadaPortogalloItalia
Durata 1 h 48 min
Attori
Cast: Robert Pattinson, Sarah Gadon, Juliette Binoche, Paul Giamatti, Samantha Morton, Jay Baruchel, Kevin Durand, Mathieu Amalric, Emily Hampshire, Patricia McKenzie, George Touliatos, Philip Nozuka, Abdul Ayoola, Gouchy Boy, Zeljko Kecojevic, Bob Bainborough, Jadyn Wong, David Schaap, Warren Chow, Ryan Kelly, Nadeem Umar-Khitab, K'Naan, John Batkis, Saad Siddiqui, Anna Hardwick, Inessa Frantowski, Albert Gomez, Jonathan Seinen, Milton Barnes
Trailer
Cosmopolis

Si respira un’atmosfera da apocalisse imminente nella New York che funge da scenario al nuovo film di David Cronenberg, “Cosmopolis”: una metropoli ipertecnologica ma al tempo stesso simbolo di putrescenza, nelle cui strade si materializzano ratti giganti, proprio come in un horror di serie B, e una guerra civile sembra sul punto di dover scoppiare da un momento all’altro. Presentato al Festival di Cannes 2012, “Cosmopolis” è la trasposizione del romanzo omonimo dello scrittore americano Don DeLillo, che all’alba del nuovo millennio già profetizzava per certi versi la crisi di Wall Street e le conseguenti inquietudini all’interno di una società scossa fin nelle sue fondamenta e in preda ad una sorta di pericolosa isteria collettiva. All’interno di una limousine dalla scintillante carrozzeria bianca (quasi un sarcofago ambulante che avanza fra le strade di Manhattan), foderata in pelle e fornita di monitor perennemente in contatto con i mercati internazionali, un giovane imperatore della finanza, Eric Packer, viaggia nel cuore di una New York nella quale si moltiplicano i presagi di un’oscura minaccia: gruppi di manifestanti che scagliano cadaveri di topi come forma di protesta contro lo spettro di un capitalismo ormai agonizzante; attentati politici, paventati (verso il Presidente degli Stati Uniti) o già consumati (una pugnalata in diretta Tv); cecchini senza volto che sparano dalle finestre di edifici fatiscenti.

Senza contare la minaccia “invisibile” che viene dall’Oriente, con lo yen giapponese che rischia di schiacciare il dollaro americano, fagocitando miliardi su miliardi nello spaventoso buco nero delle speculazioni borsistiche e dell’economia virtuale. La New York di “Cosmopolis” è l’impero alla fine della decadenza; i “grandi barbari bianchi” si affacciano ai finestrini della limousine di Eric sottoforma di volti distorti dalla rabbia, o come uomini mascherati da mostruosi topi antropomorfi votati all’anarchia. Il protagonista, uno yuppie di 28 anni in giacca e cravatta e occhiali scuri, ha il volto impassibile e lo sguardo cinico e distaccato di un sorprendente Robert Pattinson (ingaggiato da Cronenberg dopo il forfait di Colin Farrell), che smessi i panni del vampiro di “Twilight” si presta ad interpretare questo novello Ulisse nel corso di un’Odissea lunga un giorno. Il flusso di coscienza joyciano del libro di DeLillo è riversato da Cronenberg in dialoghi (e monologhi) dal taglio prettamente letterario, che contribuiscono ad una recitazione straniata e straniante e veicolano una riflessione amarissima sull’America contemporanea e sull’Occidente post-capitalista, privati di ogni punto di riferimento in nome di una feroce “legge della giungla” basata sul non-valore del denaro (in fondo, sostiene Eric, se i ratti diventassero la valuta corrente i sistemi economici globali non cambierebbero di una virgola).

Questa visione disperata di un presente sull’orlo del collasso è declinata, durante il film, mediante una serie di incontri che hanno luogo nella limousine di Eric o ai bordi delle vie newyorkesi: con sua moglie, Elise Shifrin (Sarah Gadon), con cui è sposato da pochissimi giorni ma dalla quale è già in procinto di separarsi per una presunta incapacità di soddisfare i propri bisogni sessuali; con alcune amanti occasionali, fra cui la disinibita quarantenne Didi Fancher (Juliette Binoche); e, al termine della giornata, con Benno Levin (Paul Giamatti), un bizzarro individuo intrappolato nel proprio squallore, che per qualche misteriosa ragione odia a morte Eric. Le innumerevoli suggestioni contenute nel romanzo di DeLillo forniscono a Cronenberg una vastissima quantità di spunti (inclusi i consueti legami fra sesso e morte), rendendo “Cosmopolis” un altro prezioso tassello nella produzione del regista canadese, ma al contempo ingabbiano il film in una dimensione eccessivamente “letteraria”, che rischia di ingolfarsi nel verboso confronto finale fra Eric e Benno; mentre alla pellicola, per risultare davvero memorabile, mancano quelle vette di cupa intensità visionaria proprie delle grandi opere di Cronenberg.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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