Dark horse - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.60/5

Dark Horse

RANKING
1260° su 2562 in Generale
162° su 453 in Commedia
20111 h 24 min
Trama

La grigia, monotona e soporifera vita di Abe, circondato da giocattoli e figurine, non decolla, e nemmeno il lavoro in ufficio con il padre Jackie lo smuove dalle proprie abitudini, che vanno oltre il semplice ozio. La conoscenza dell’apatica Miranda sembra direzionarlo verso un roseo futuro, fino a quando la notizia di un possibile pericolo lo riporta con i piedi per terra.

Metadata
Regista Todd Solondz
Titolo originale Dark Horse
Data di uscita 5 Settembre 2011
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 24 min
Trailer

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Dark horse

I personaggi dei film di Todd Solondz vivono e vegetano nel grigiore delle loro vite. Nel caso di “Dark horse” vi è un unico personaggio a tenere le fila del triste racconto che parte comico per finire nel giallore di un insano destino di colorazione simpsoniana. In famiglia niente cambia, ed i vecchietti genitori che trascorrono gran parte del tempo di fronte alla televisione non riescono proprio a connettersi con i bisogni di coloro che non riescono e non vogliono integrarsi con il sistema.

Di questo Solondz ne è consapevole e orchestra la sua storia attorno ad un personaggio, Abe, bufalone della situazione, interpretato da Jordan Gelber, che sa come essere simpatico e antipatico allo stesso tempo. Selma Blair è Miranda, la ragazza che per un momento incrocia la vita di Abe, mentre Christopher Walken e Mia Farrow sono i graziosi ed opprimenti genitori del protagonista, che ben si adattano al minimalismo ossequioso del regista americano.

Le infantili canzoni che Abe ascolta nel corso dei suoi viaggi in macchina per raggiungere Miranda sottolineano il suo distacco dal mondo degli adulti, e da tutte le responsabilità che ciò comporta. “Dark horse” ha una partenza fulminante, tiene bene le redini del dramma giocoso, diverte con le sue scenette surreali, ma non ha l’impatto di “Happiness”; forse soltanto la sua cattiveria esistenzialista, con un pizzico di buonismo in più.

Voto dell’autore:3.6 / 5

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