Dark night - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.65/5

Dark night

RANKING
1149° su 2477 in Generale
441° su 701 in Drammatico
20181 h 25 min
Trama

La sera del 20 luglio 2012 James Eagan Holmes entrò con regolare biglietto nella sala 9 del Century 16 di Aurora, in Colorado, per assistere alla proiezione del film “Il cavaliere oscuro - Il ritorno” di Christopher Nolan. Durante la proiezione aprì il fuoco e la serata si concluse con un massacro: dodici persone uccise e settanta feriti.

Metadata
Regista Tim Sutton
Titolo originale Dark Night
Data di uscita 1 marzo 2018
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 25 min
Trailer

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Dark night

Il massacro di Aurora visto nello ore che lo hanno preceduto, con uno sguardo che racchiude lo stato politico e sociale americano senza remore. Tim Sutton, una delle maggiori promesse del cinema indipendente, dipinge un quadro oscuro, senza la ricerca della cronaca e del cinema di informazione ma attento agli sguardi, alle parole dette e non dette, agli animi ed alla quotidianità dei protagonisti. Il massacro non è mai protagonista, non si arriva mai dentro quella sala, ma si indaga nell’adolescenza americana attraverso la potenza dell’immagine, in un’opera che inevitabilmente farà discutere sull’utilizzo delle armi negli USA. “Dark night” si apre con un occhio di buñueliana memoria e la musica ammaliante di Maica Armata per poi passare al silenzio assordante, con le luci rosse e blu che si alternano in un circolo senza fine. Ed è con questo senso di vuoto e claustrofobia che si sviluppa il film, togliendo il fiato in diverse circostanze e senza lasciare scampo, in un crescendo di tensione. Il finale lo si conosce: una delle pagine più brutte d’America e che si ripete troppo spesso; ma è il viaggio verso il finale che diventa la misura dell’insoddisfazione e dell’alienazione in un quadro generazionale ricco di dettagli.

Inevitabile l’accostamento al cinema di Gus Van Sant, in particolar modo ad “Elephant”, anche grazie ad una regia spesso frammentata ed inusuale, che contribuisce a sviluppare l’impatto emotivo di cui il film si nutre. Dal punto di vista tecnico Sutton narra le storie dei suoi protagonisti in maniera assolutamente intelligente, anche grazie ad una fotografia meravigliosa, che sembra seguire gli stati d’animo evitando la fissità, laddove non prevista da un’immobilità emozionale. La pellicola, mai lineare ma volutamente destrutturata, sia a livello temporale che narrativo, con molti silenzi e pochissimi dialoghi, è uno squarcio inquietante proprio perché realistico di un’intera generazione. “Dark night”, la cui pecca principale è proprio l’eccessivo citazionismo di Gus Van Sant, è dunque un film forte: un film che corre spesso il rischio di risultare esageratamente criptico e sperimentale, ma che ancora una volta, in maniera del tutto inusuale, pone domande sullo stato di una generazione annoiata ed alienata e sull’accesso alle armi negli Stati Uniti. Anche per questo diventa un film imperdibile.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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Da quando ho 13 anni mi sono imposto di vedere almeno due film al giorno. Ora ho quasi 29 anni e posso dire di aver visto più di diecimila film, qualcuno più, qualcuno meno. Nel 2016 ho collaborato alla stesura del libro " J-Movie. Il cinema giapponese dal 2005 al 2015" (2016, Edizioni Simple) occupandomi del cinema horror giapponese nel capitolo 5. Il cinema è la mia grande passione, se ancora non fosse chiaro

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