Dietro i candelabri - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.85/5

Dietro i candelabri

RANKING
656° su 2562 in Generale
8° su 54 in Biografico
20131 h 58 min
Trama

Las Vegas, 1976. Scott Thorson, un ragazzo di 17 anni di modesta estrazione sociale, viene introdotto da Bob Black, un produttore di Hollywood, alla presenza del famoso pianista Liberace. Liberace si scopre subito molto attratto dal giovane Scott: i due iniziano una relazione sentimentale e il ragazzo si trasferisce nella villa del ricchissimo showman, restando abbagliato dal suo sontuoso stile di vita.

Metadata
Titolo originale Behind the Candelabra
Data di uscita 5 Dicembre 2013
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 58 min
Attori
Cast: Michael Douglas, Matt Damon, Rob Lowe, Dan Aykroyd, Scott Bakula, Debbie Reynolds, Cheyenne Jackson, Paul Reiser, Boyd Holbrook, Nicky Katt, Eddie Jemison, Mike O'Malley, Josh Meyers, David Koechner
Trailer
Dietro i candelabri

“Dietro i candelabri”, ovvero oltre le luci della ribalta, al di là della patina di lusso e di glamour che ammanta la vita delle star dello show-business mentre si trovano sul palcoscenico. Come il pianista Liberace, al secolo Wladziu Valentino Liberace, nato da padre italiano e madre polacca e diventato, a partire dagli Anni ’40, uno dei più popolari pianisti ed “entertainer” d’America, il quale era solito esibire un vistoso candelabro sempre davanti a lui sul pianoforte durante le sue performance. E “Behind the candelabra” è proprio il titolo del libro con il quale nel 1988, un anno dopo la morte di Liberace, il suo ex-amante Scott Thorson ha raccontato i loro cinque anni di vita insieme, e da cui il regista Steven Soderbergh ha tratto un film omonimo, sceneggiato da Richard LaGravenese: un film che si avvale di un ottimo Michael Douglas, in grado di calarsi con sorprendente mimetismo al ruolo di Liberace, e di un altrettanto bravo Matt Damon, sebbene anagraficamente ben lontano dal proprio personaggio (Damon, ultraquarantenne, presta il volto a Thorson dai 16 ai 27 anni).

Presentato al Festival di Cannes 2013, distribuito con successo nelle sale cinematografiche in Europa ma trasmesso direttamente in Tv negli Stati Uniti dalla rete HBO (Soderbergh ha dichiarato che il film è stato respinto dai produttori cinematografici perché considerato “troppo gay”), “Dietro i candelabri” è stato accolto dalle lodi della critica ed ha conquistato un totale di undici Emmy Award e di due Golden Globe, inclusi i premi come miglior film e per il protagonista Michael Douglas. Partendo dal 1976, nel momento del primo incontro fra Liberace e Scott Thorson, per concludersi poi nel 1987, con la morte del famoso pianista per cause legate al virus dell’AIDS, la pellicola di Soderbergh ricostruisce l’ultimo periodo nell’esistenza di Liberace, fra acclamazioni pubbliche e sregolatezze private. Il vero nucleo del film, in effetti, risulta essere proprio la rappresentazione di quello scarto fra le celebrazioni, gli applausi, le montagne di denaro, il lusso sfrenato e, ciò nonostante, l’impossibilità di un reale appagamento, che sfocia in un narcisismo e in un edonismo dagli esiti autodistruttivi.

In tale prospettiva, nella relazione fra Liberace e Thurson emergono solo pochi frammenti di vero romanticismo: piuttosto, ciò che viene messo in luce da Soderbergh è il rapporto di reciproco (e per certi versi quasi inconsapevole) sfruttamento fra il ricchissimo e maturo divo dello show-business, che pur nascondendo la propria omosessualità ama circondarsi di giovanotti adoranti, e l’ingenuo “toy-boy” che rimane abbacinato dallo stile di vita di Liberace, arrivando al punto di sottoporsi a un’operazione di chirurgia plastica pur di assecondare i desideri dell’uomo che lo mantiene. “Dietro i candelabri” non è tanto una storia d’amore, quanto un film sugli eccessi della ricchezza, su un materialismo che calpesta i sentimenti, sul kitsch sfrenato eletto a stile di vita; l’amore viene soffocato da tutto questo, e finisce per trapelare dallo schermo soltanto in pochi, rarissimi momenti di dolente autenticità. Fra gli attori secondari, oltre a Dan Aykroyd e a un inquietante Rob Lowe nella parte di un chirurgo plastico, fa capolino anche l’ottantenne Debbie Reynolds nel ruolo della madre di Liberace. La pellicola è dedicata alla memoria del grande compositore Marvin Hamlisch, scomparso subito dopo aver completato le musiche del film.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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