Divergent - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.75/5

Divergent

RANKING
917° su 2562 in Generale
37° su 133 in Fantascienza
20142 h 19 min
Trama

Beatrix Prior vive in una Chicago futuristica retta da una societá divisa in cinque caste, le Fazioni, basate sulla personalità degli individui: gli Abneganti, leader caritatevoli che si adoperano per aiutare i meno fortunati e i “senza fazione”; gli Intrepidi, l’esercito che protegge la città da un nemico senza nome; i Candidi, incaricati di preservare l’onestà e la giustizia; gli Intellettuali, che si occupano del progresso tecnologico e scientifico; e i Pacifici, dediti all’agricoltura e al lavoro manuale. A sedici anni ogni ragazzo deve scegliere in quale fazione vivrà per tutta la propria vita, e ciò può comportare anche l’irrevocabile distacco dalla famiglia. Beatrix non appartiene ad alcuna fazione: è una Divergente, ed è pericolosa per la società...

Metadata
Regista Neil Burger
Titolo originale Divergent
Data di uscita 3 Aprile 2014
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 19 min
Attori
Cast: Shailene Woodley, Miles Teller, Theo James, Kate Winslet, Ray Stevenson, Maggie Q, Zoë Kravitz, Ansel Elgort, Jai Courtney, Ashley Judd, Tony Goldwyn, Mekhi Phifer, Ben Lloyd-Hughes, Ole Christian Madsen, Ben Lamb, Brandon Cyrus, Amy Newbold
Trailer
Divergent

Tratto dal primo romanzo della saga sci-fi di Veronica Roth, “Divergent”, diretto da Neil Burger, segue la scia di “Hunger Games” nel rappresentare sul grande schermo una storia interessante, caratterizzata da personaggi forti e profonde riflessioni politico-psicologiche. In “Divergent” tuttavia il contesto della vicenda non è una distopia, ma un’utopia comunitaria che si è incrinata; il film ritrae molto bene questa sfumatura, e dietro la variopinta eterogeneità della comunità di Chicago mostra crepe impossibili da sanare. Lo spettatore segue la prospettiva della protagonista, Beatrix Prior, e vive con lei ogni novità e ogni pericolo; a questo proposito, risulta a dir poco camaleontica la performance di una convincente Shailene Woodley, che riesce ad esprimere le molteplici sfaccettature della sua eroina.

A farle da contrappunto l’interpretazione di Theo James, le cui brillanti capacità recitative risiedono dapprima nella mimica facciale, essendo il personaggio di Tobias Eaton molto riservato e taciturno (tanto da essere paragonato agli eroi di un tempo, solitari e taciturni), e in seguito nello schiudersi della sua personalità, graduale, credibile e mai scontata. In “Divergent”, inoltre, troviamo per la prima volta nei panni di una “villainese” la bravissima Kate Winslet, che dimostra sempre la sua gran classe e, forse anche per merito del personaggio di Jeanine Matthews, sembra sempre un gradino sopra tutti gli altri interpreti. Impressionante osservare il suo crollo finale, quando la calma innaturale e la serena certezza scientifica di chi ritiene di trovarsi dalla parte della ragione si tramutano in puro panico nel momento in cui il suo piano perfetto va a sfumare. Lodevole anche il lavoro compiuto da Ashley Judd nelle vesti della madre della protagonista, Natalie: la Judd compare solo in poche scene, ma sufficienti a dare forma e consistenza al suo personaggio (e a picchi di commozione inauditi).

All’interno del racconto, le scene d’azione garantiscono abbondanti dosi di adrenalina, mentre le sequenze delle allucinazioni causate dal siero appaiono tanto bizzarre e surreali, quanto pericolose ed inquietanti: si scava nella psiche dei personaggi e nelle loro paure più recondite, e tale disagio viene trasferito in tempo reale allo spettatore grazie ad efficaci effetti speciali. L’unico elemento che abbassa il livello qualitativo di una narrazione rivolta ad un pubblico molto più ampio e variegato rispetto al semplice target adolescenziale, proprio in virtù dei temi trattati, è costituito dalla colonna sonora, che al contrario aderisce fin troppo ai cliché del “teen flick” e quasi minimizza il valore drammatico del racconto. A parte questo, comunque, “Divergent” si discosta dai banali fenomeni teen che puntano unicamente sulla facile presa sul pubblico e su attori di bella presenza; la pellicola di Neil Burger, al contrario, veicola una pluralità di tematiche e di messaggi, riuscendo ad offrire allo stesso tempo intrattenimento e spunti di riflessione.

Voto dell’autore:4 / 5

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