Doctor Strange - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.70/5

Doctor Strange

RANKING
826° su 2177 in Generale
31° su 104 in Fantastico
20161 h 55 min
Trama

Stephen Strange, uno stimato neurochirurgo di New York, una sera rimane vittima di un drammatico incidente d’auto che gli provoca una parziale perdita del controllo sulle proprie mani. Abbattuto dalla prospettiva di non poter più esercitare la sua professione, Stephen si aggrappa a una speranza di guarigione e parte per il Nepal per chiedere aiuto ad un mistico dotato di presunti poteri taumaturgici, conosciuto come l’Antico.

Metadata
Titolo originale Doctor Strange
Data di uscita 26 ottobre 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 55 min
Attori
Cast: Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Tilda Swinton, Rachel McAdams, Mads Mikkelsen, Benedict Wong, Benjamin Bratt, Michael Stuhlbarg, Umit Ulgen, Scott Adkins, Zara Phythian, Alaa Safi, Katrina Durden, Linda Louise Duan, Mark Anthony Brighton, Amy Landecker, Chris Hemsworth
Trailer

A pochi mesi di distanza da quella “Civil war” che ha visto il team degli Avengers quasi al completo (con tanto di novello Spider-Man) schierato in due fazioni l’un contro l’altra armate, il cosiddetto Marvel Cinematic Universe si arricchisce di un nuovo personaggio, pronto a unirsi alla squadra degli amati supereroi dei fumetti in vista della preannunciata “Infinity war”: il Dottor Strange, figura creata nel 1963 da Steve Dikto per i fumetti Marvel e al cuore di un immaginario ammantato di magia, misticismo orientale e riflessioni sul concetto di spazio / tempo. A vestire i panni del medico Stephen Strange, e a indossare il suo mantello “animato”, è il popolarissimo Benedict Cumberbatch, che in “Doctor Strange” conferisce al protagonista eponimo l’aplomb, la compostezza e la sottile ironia che caratterizzano la maggior parte dei personaggi del suo repertorio, mentre la regia di questo sontuoso progetto costato 160 milioni di dollari è affidata a uno specialista dell’horror, Scott Derrickson, co-autore della sceneggiatura insieme a C. Robert Cargill.

Salutato con particolare apprezzamento dalla critica americana e accolto con prevedibile entusiasmo dagli affezionati della saga targata Marvel, il “Doctor Strange” di Derrickson è un comic-movie capace di sfruttare al meglio un ritmo narrativo vivace e spedito, in virtù della densità degli eventi narrati e di una durata contenuta saggiamente sotto la soglia delle due ore. Alle prese con la necessità di introdurre una pluralità di comprimari e di delineare un contesto narrativo piuttosto complesso, “Doctor Strange” preme spesso sul pedale dell’acceleratore, sapendo di poter contare sul carisma e la presenza scenica di un Benedict Cumberbatch decisamente in parte nei panni del neurochirurgo spavaldo ed egocentrico, ma anche sull’apporto di un cast validissimo: più della Christine Palmer di Rachel McAdams, relegata allo stereotipo della (ex-)fidanzata affettuosa e affidabile (l’ennesima variante della Gwyneth Paltrow di “Iron Man”, insomma), si rivelano molto funzionali il deuteragonista Karl Mordo di Chiwetel Ejiofor, il “villain” di turno Kaecilius, che ha lo sguardo di ghiaccio e la prestanza fisica del danese Mads Mikkelsen (ormai ingabbiato in un “typecasting” da cui difficilmente riesce a sfuggire), ma soprattutto l’Antico, misterioso santone plurisecolare con il cranio rasato, i tratti androgini e il magnetismo infallibile della solita, ammirevole Tilda Swinton.

E non a caso proprio i duetti fra la Swinton e Cumberbatch, in particolare il loro ultimo, malinconico dialogo al cospetto di una notte innevata, rimangono fra i momenti di maggior interesse di un film d’azione che può contare su sequenze di lotta ben congegnate e coreografate: dagli scontri corpo a corpo, con il giusto equilibrio fra dinamismo e violenza, ai suggestivi scenari che sembrano ripresi direttamente da “Inception” di Christopher Nolan, con interi paesaggi urbani che si “deformano” davanti ai nostri occhi, scomponendosi in strutture cangianti e labirintiche. Sono le migliori frecce nell’arco di un’opera che corrisponde al perfetto paradigma dei film Marvel: con i suoi punti di forza, qui messi ben in evidenza da una produzione scenografica e curatissima sotto tutti i punti di vista, ma anche con i suoi limiti. Limiti che consistono, ancora una volta, nelle consuete forzature narrative, fra soluzioni poco coerenti e contraddizioni interne, in una certa difficoltà a costruire antagonisti davvero memorabili (il Loki di Tom Hiddleston rimane, in tal senso, una felice eccezione) e, nel caso specifico, in un finale che sfrutta paradossi spazio-temporali adoperati in maniera fin troppo comoda. Ma piccoli difetti a parte, “Doctor Strange” si rivela – almeno per ora – un’altra scommessa vinta per la Marvel e l’ennesimo punto guadagnato rispetto ai “rivali” del DC Extended Universe.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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