Eau Zoo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Eau Zoo

RANKING
1376° su 2562 in Generale
137° su 241 in Sentimentale
20141 h 18 min
Trama

Su un’isola vive una comunità governata da adulti ossessivi e iperprotettivi verso i propri ragazzi. Costantemente paranoici su una tragedia imminente, gli adulti tengono i ragazzi imprigionati sull’isola con il divieto di spingersi verso il continente. Un ragazzo e una ragazza innamorati, Martin e Lou, proveranno però a fuggire insieme.

Metadata
Regista Emilie Verhamme
Titolo originale Eau Zoo
Data di uscita 25 Ottobre 2020
Nazione Belgio
Durata 1 h 18 min
Trailer

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Eau Zoo

“Eau Zoo”, l’opera prima della regista belga Emilie Verhamme, presentata nella sezione “Festa mobile” del 32° Torino Film Festival, mostra un approccio naturalistico e minimale, con la macchina da presa che si muove nervosa e attaccata ai personaggi. Nel descrivere questa assurda comunità comandata da adulti che segregano i propri figli, la Verhamme usa spesso la camera a mano per addentrarsi in tale oscuro ambiente, sociale prima ancora che fisico e materico. “Eau Zoo” è incentrato infatti su un gruppo di adolescenti in gabbia, imprigionati dalla paura altrui, privati del controllo sulla loro esistenza perché già decisa a priori. “Eau Zoo” sembra quasi un racconto di formazione metaforico, ma anche il racconto di una fuga contro un destino ineluttabile. Emilie Verhamme, alla sua opera prima, è una regista chiaramente acerba a livello stilistico, ma riesce a delineare con buona dose di oscurità un processo indiretto di condizionamento mentale subito dai protagonisti.

I ragazzi lavorano per gli adulti, non possono andare oltre il mare e non possono nemmeno amare chi vogliono, ma sono costretti a sposare qualcuno che viene loro imposto senza un consenso bilaterale. Così le parti più significative di “Eau Zoo” sono quelle in cui questo condizionamento viene a mancare, laddove la comunità dei giovani si aggrappa a scampoli di gioia notturna, come un falò in riva al mare, perché non è permesso loro nient’altro. “Eau Zoo” è un film sull’illusione di felicità e di amore, sulla forza di sognare da parte di due ragazzi innamorati che contro ogni ostacolo provano a vivere la loro esistenza nel segno di un amore non approvato dall’inquietante gruppo adulto. Non si raggiungono grandi livelli di profondità e alcuni sviluppi sono forse prevedibili, ma la Verhamme in  alcune sequenze ricorda la delicatezza e la lucidità di sguardo di un’opera come “Stop the pounding heart” di Roberto Minervini (anche lì si narrava di prigioni sociali, benché in maniera più sottile). La Verhamme azzecca atmosfere e toni, parla di un’irrisolvibile incomunicabilità tra generazioni e chiude una narrazione quasi metafisica che non può evitare la tragedia, chiamata fin dall’inizio.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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