Elle - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.25/5

Elle

RANKING
107° su 2246 in Generale
9° su 132 in Thriller
20162 h 10 min
Trama

Michèle Leblanc è l'importante manager di una società di videogiochi: una donna con un passato burrascoso (il padre è un pluriomicida), che cerca di assumere il controllo in ogni aspetto, pubblico e privato, della propria vita. Tutto cambia quando un misterioso assalitore entra in casa di Michèle e la violenta. Rifiutatasi di denunciare l'accaduto alla polizia, Michèle verrà coinvolta in una perversa spirale di eventi.

Metadata
Regista Paul Verhoeven
Titolo originale Elle
Data di uscita 23 marzo 2017
Nazione Francia
Durata 2 h 10 min
Attori
Cast: Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling, Virginie Efira, Christian Berkel, Judith Magre, Jonas Bloquet, Alice Isaaz, Vimala Pons, Raphaël Lenglet, Arthur Mazet, Lucas Prisor, Jina Djemba
Trailer

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Tratto dal romanzo “Oh…”, pubblicato nel 2012 dallo scrittore francese Philippe Djian, “Elle” è il nuovo film del regista cult Paul Verhoheven, a quattro anni di distanza dal precedente e inedito “Steekspel”, e il sedicesimo titolo nella carriera del cineasta olandese. Dopo essere stato presentato in anteprima mondiale in concorso al 69° Festival di Cannes, “Elle” è approdato al 34° Torino Film Festival nella sezione “Festa mobile”. Con “Elle”, il regista di “Basic instinct” realizza un film spiazzante e a suo modo incatalogabile, che parte fin dall’inizio mettendo in scena una sequenza di violenza domestica: una violenza che si rivelerà poi una sorta di meccanismo di “coazione a ripetere” nel corso della pellicola. Verhoeven realizza un thriller grottesco e surreale, contraddistinto da toni altamente acidi e fuori dagli schemi, in cui i contrasti fra i diversi umori narrativi sembrano farla da padroni, in un’opera volutamente schizofrenica che unisce il gusto della provocazione con un’ironia che fa sorridere a denti strettissimi. Difficile comprendere appieno un film come “Elle”, ennesimo capitolo viscerale nella filmografia di un regista non tra i più celebrati, e anzi spesso molto contestato.

In “Elle”, però, Paul Verhoeven si approccia alla narrazione con uno stile insolitamente freddo e asciutto, nonostante la “furia” delle vicende e delle emozioni contenute nella trama, e soprattutto riscopre una Isabelle Huppert perfetta e perturbante nei panni di una femme fatale che salta tra il ruolo di vittima e quello di carnefice, con un misto tra negazione e forza di volontà: una protagonista ambigua, che si muove del tutto a proprio agio nel mondo fuori controllo rappresentato in “Elle”. Un film fortemente materico eppure sfuggevole, che nel suo dispiegarsi manca forse di una completa omogeneità tra le sue parti, ma che dimostra di saper raccontare una storia che si rivela una sorta di celebrazione quasi malata della perversione come motore del vivere; un’opera capace di smascherare lucidamente le falsità che si nascondono dietro il perbenismo; un thriller dalle atmosfere da horror casalingo che narra il contrasto tra la negazione e il desiderio, tra il dolore e il piacere. Verhoheven firma un film carico di una strana inquietudine e attraversato da una pulsione di morte, che parla di riscatto femminile (o meglio della donna) ma guarda tutto al rovescio, dal dominare all’essere dominati, con uno sguardo caratterizzato da una piena libertà di agire e di riprendere possesso del proprio corpo e del proprio essere.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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