End of watch - Tolleranza zero - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.15/5

End of watch - Tolleranza zero

RANKING
1909° su 2562 in Generale
19° su 23 in Poliziesco
20121 h 49 min
Trama

L’agente Brian Taylor e l’agente Mike Zavala sono due poliziotti di un quartiere molto pericoloso di Los Angeles, a cui non è garantito affatto di poter tornare a casa vivi alla fine di ogni pattugliamento. Per questo motivo tra i due colleghi è nato un fortissimo sodalizio che impone loro di rimanere sempre uniti anche nelle situazioni più estreme.

Metadata
Regista David Ayer
Titolo originale End of Watch
Data di uscita 22 Novembre 2012
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 49 min
Attori
Cast: Jake Gyllenhaal, Michael Peña, Natalie Martinez, Anna Kendrick, David Harbour, Frank Grillo, America Ferrera, Cody Horn, Shondrella Avery, Hugh Daly, Gene Hong, Cle Shaheed Sloan, Jaime Fitzsimmons, Everton Lawrence, Everton Lawrence, Everton Lawrence, Zone, Alvin Norman, Richard Cabral, Diamonique, Maurice Compte, Flakiss, Manny Jimenez Jr., Nikki Nicholle Barreras, Kristy Wu, Candace Smith, Corina Calderon, David Fernandez Jr., McKinley Freeman, Kevin Vance
Trailer
End of watch - Tolleranza zero

Quando un poliziotto finisce il suo turno ha con sé un registro dove scrivere alcune annotazioni; sia che si vada a casa o no, l’ultima parola che viene annotata è “EOW – End of watch” (fine del turno). Partendo da questo spunto, il regista David Ayer decide di raccontarci, nel film “End of watch – Tolleranza zero”, una storia di normale routine quotidiana descrivendo la vita dura e pericolosa di due poliziotti di periferia. La vicenda apre una finestra su un mondo che solo raramente si vede al cinema, un mondo di eroismo in cui esistono solo due concetti ben definiti, il bene e il male, da cui è difficile divincolarsi. Per quanto i poliziotti possano picchiare o usare linguaggi ancor meno delicati di quanto già non facciano i criminali, gli agenti Taylor e Zavala appaiono sempre dalla parte della giustizia e della verità.

Nell’interpretazione dei coraggiosi protagonisti si dilettano Jake Gyllenhaal e Michael Peña che, nonostante i dialoghi non proprio magnifici e gli stracci di discorsi già sentiti nel grande pentolone hollywoodiano, recitano con grande spontaneità ed espressività gestuale. Anche la vicenda prosegue con puntuale regolarità: un caso da risolvere, crimini da debellare, criminali da arrestare ed infine il tanto atteso trionfo del dramma in scene di lacrime e sangue che non necessitano di particolare originalità. Ma nello scorrere fin troppo regolare di questo film ci si accorge, con grande anticipo, che qualcosa manca. Sarà colpa dell’uso – a nostro parere considerato erroneamente realistico – di una telecamera a mano libera, che sfiora il fastidioso effetto mal di mare, oppure del ritmo troppo lento rispetto ai canoni a cui i film d’azione ci hanno abituato negli ultimi anni? Quello che manca in realtà è la considerazione effettiva di quanto sia rischioso, al giorno d’oggi, utilizzare l’espediente del documentario con la credenza che sia la via più esplicita per raggiungere l’effetto realtà, quando in verità è la peggiore. Se lo spettatore volesse davvero immergersi nella realtà, bisognerebbe mettere in scena una storia ripresa verosimilmente dalle cronache odierne e non una vicenda inventata, che per quanto appaia veritiera rischia di annoiare anziché coinvolgere.

E proprio la noia è ciò in cui incappano “End of watch” e il regista, che questa volta ha fatto male i suoi calcoli. Infine, per i coraggiosi spettatori che rimangono a guardare il film fino al termine della proiezione, arriva un’ulteriore sorpresa: alla noia si sostituisce un senso amaro di sbigottimento per un finale che, nonostante cerchi disperatamente di allentare con onore la morsa del dramma, fallisce e cancella il tentativo di rendere giustizia al coraggio, molto spesso sottovalutato, di una delle poche professioni eroiche rimasti nel terzo millennio.

Voto dell’autore:2.8 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Luisa Colombo (vedi tutti)

Loading...