Escape plan - Fuga dall'inferno - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.20/5

Escape plan - Fuga dall'inferno

RANKING
1841° su 2562 in Generale
48° su 99 in Azione
20131 h 56 min
Trama

Ray Breslin è il massimo esperto a livello internazionale nel campo della sicurezza delle strutture carcerarie. Ray si guadagna da vivere facendosi imprigionare per poi evadere sistematicamente: ci è sempre riuscito. Poi arriva inaspettato il giorno dell’inganno e viene imprigionato, contro il suo volere, all’interno dell’ultra-segreto e tecnologico penitenziario di ultimissima generazione “La Tomba”. Il compito si preannuncia ai limiti dell’impossibile, così Ray capisce che ha bisogno d’aiuto e trova nel detenuto Emil Rottmayer, fra una scazzottata e l’altra, la spalla giusta per il suo nuovo piano di fuga, ostacolato dal perfido Willard Hobbes ma favorito inaspettatamente dal dottor Emil Kyrie.

Metadata
Titolo originale Escape Plan
Data di uscita 17 Ottobre 2013
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 56 min
Attori
Cast: Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Jim Caviezel, Vinnie Jones, 50 Cent, Vincent D'Onofrio, Matt Gerald, Sam Neill, Christian Stokes, Lydia Hull, David Joseph Martinez, Caitriona Balfe, Amy Ryan, Faran Tahir, Steven Krueger, Jaylen Moore, James Rawlings, Alec Rayme, Graham Beckel, David Leitch, Stephen Warren
Trailer
Escape plan - Fuga dall'inferno

“Escape plan – Fuga dall’inferno” rappresenta uno spettacolo in onore della nostalgia per le pellicole d’azione degli anni ’80, quelle in cui i due protagonisti dominavano la scena invidiandosi il numero di morti procurati per film (fra “Rambo” e “Terminator”, per non parlare di “Commando”, sono un’enormità). Il film vanta un mastodontico set ricostruito in studio (la cosiddetta “Tomba” ipertecnologica) che ha riempito lo sguardo di tutti. Mikael Håfström, regista, e Sylvester Stallone, attore protagonista e collaboratore ai dialoghi della sceneggiatura per quel che concerne il suo personaggio, hanno amato a tal punto lo script di questo nuovo / vecchio film che, a loro dire, costituisce qualcosa di veramente nuovo e totalmente spiazzante. A conti fatti, però, il film è tutt’altro che nuovo; anzi, riverbera speditamente e stancamente tutto un repertorio liso dal tempo e dalle corde degli interpreti che non fanno altro che scimmiottare, ammiccando al passato, i loro vezzi, parte integrante di un repertorio che li ha portati velocemente nell’Olimpo delle star di prima fascia della Babele hollywoodiana, di fatto deridendoli.

Semmai, a sorprendere, è l’interpretazione di Arnold Schwarzenegger, che in una scena in particolare (quella in isolamento) dà il meglio di sé. In questo appunto emerge quello che è forse il valore maggiore del regista svedese, la sua cura nella direzione degli attori (vedi anche “Il rito” come esempio). Secondo Sly (Sylvester Stallone), “Escape plan” è un film originale perché questa volta non volano solo calci e pugni ma c’è anche tanta logica dentro, e i personaggi devono usare il cervello per riuscire ad evadere e salvarsi la pelle. Con questa affermazione si può anche essere d’accordo, ma gli sceneggiatori (esordienti) Miles Chapman e Arnell Jesko sentono il bisogno, per esigenze di produzione dichiarate, d’infilare ogni dieci minuti uno sfogo sonante dei paladini della giustizia, all’interno del quale il vicino è sempre potenzialmente un nemico e quindi da prendere a botte o peggio da massacrare, in un gioco perverso in cui buoni e cattivi sono nettamente distinguibili.

Cosa ci dà allora in cambio il film a livello d’intrattenimento? La curiosità di trovare assieme Stallone e Schwarzenegger per la prima volta da protagonisti assoluti, i quali però gigioneggiano fin troppo, trasformando la drammatica storia in qualcosa di comico, dove la battuta facile (tipo quella del “Picchi come un vegetariano!”) è di fondamentale rilevanza. Ma anche quei due o tre momenti di robusto action dove i due, fortuna loro, ancora non sfigurano, nonostante entrambi inizino a perdere colpi (soprattutto Sly, mentre a Schwarzy la parentesi politica sembra aver giovato). Anche come “prisoner-movie” il film non passerà certo alla storia: la tecnologia del luogo fa pensare vagamente a “Panic room” e a “The Cube”, mentre costumi e maschere, in particolar modo quelle delle guardie della prigione, rimandano decisamente al Darth Vader di “Guerre stellari”. Manca infine l’adrenalina giusta, proprio perché le migliori scene d’azione sono stemperate innocuamente nel cazzeggio generale esplicito. Il tutto s’involge su se stesso, lambendosi le ferite a suon di sveglie.

Voto dell’autore:2.9 / 5

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