Eva - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.70/5

Eva

RANKING
994° su 2539 in Generale
46° su 152 in Thriller
20181 h 42 min
Trama

Bertrand Valade, un giovane gigolò, ottiene un improvviso successo dopo aver rubato il testo di una commedia inedita di un suo cliente, un anziano drammaturgo morto davanti a lui. In seguito, però, Bertrand non sa come dar seguito alla propria carriera di scrittore, fin quando non trova un’inaspettata fonte di ispirazione in Eva, una squilla d’altobordo incontrata per caso e dal cui fascino rimane del tutto soggiogato…

Metadata
Regista Benoît Jacquot
Titolo originale Eva
Data di uscita 3 Maggio 2018
Nazione Francia
Durata 1 h 42 min
Trailer
Eva

Autore molto prolifico (seppure qualitativamente discontinuo), focalizzato spesso su trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, con “Eva”, distribuito in Italia da Teodora Film e pubblicato in edizione Dvd da CG Entertainment, il regista francese Benoît Jacquot rielabora un racconto di James Hadley Chase, già alla base nel 1962 di una pellicola non troppo nota di Joseph Losey, interpretata da Jeanne Moreau. Presentato al Festival di Berlino 2018, quello di Jacquot è stato uno dei film più sottovalutati dell’annata: perché dietro la sua apparenza di thriller dalle sfumature erotiche, “Eva” si dimostra un’opera molto più ambigua e complessa, che evita di percorrere i sentieri del camp (un rischio elevatissimo, visto il soggetto) per giocare invece in sottrazione… perfino in termini di erotismo, mai veramente esplicito ma tradotto in un Eros costantemente frenato, rimandato e represso. Del resto, è proprio la negazione una delle principali chiavi di lettura del film: a partire dall’incipit, quando un atto sessuale in procinto di essere consumato si interrompe un attimo prima di iniziare.

È il momento in cui Bertrand Valade (Gaspard Ulliel) ha l’occasione di ribaltare la propria prospettiva: in termini sociali (benché Jacquot, che firma anche la sceneggiatura, non approfondisca più di quanto questo aspetto), entrando a far parte di una prestigiosa élite dell’alta borghesia intellettuale, e in termini di creazione artistica. Da semplice strumento del piacere altrui, Bertrand ha ora l’occasione di scrivere il proprio destino, per quanto non sia in grado di sfruttare in autonomia tale opportunità. Ecco dunque la ricerca di un nuovo oggetto del desiderio, con l’epifania contrassegnata dall’entrata in scena di Eva: in principio creatura misteriosa, quasi fantasmatica, al confine fra realtà e dimensione onirica (e infatti Bertrand perderà i sensi subito dopo il loro primo incontro), per poi diventare un personaggio sempre più “umano” e definito, con tanto di background familiare. E a prestarle volto e sguardi glaciali, con una prova che richiama inevitabilmente alla memoria la protagonista di “Elle”, è appunto Isabelle Huppert (alla sua sesta collaborazione con Jacquot), attrice il cui fascino senza tempo le permette di rendere del tutto credibile una figura così peculiare ed “estrema”.

“Eva” adopera dunque atmosfere e codici del thriller per spingersi però in tutt’altra direzione: elaborare un racconto costruito su una successione di “atti mancati”, sull’impossibilità di pilotare un percorso esistenziale che sfugge costantemente al controllo di Bertrand, aspirante demiurgo condannato a un’incessante frustrazione. Una frustrazione che, nel finale, tracimerà nella sua definitiva sconfitta: il crollo di un mondo illusorio di privilegio e di benessere, a fronte di una condanna a “guardare” senza più avere il potere di agire. Una sorte racchiusa nel conclusivo scambio di sguardi fra i due protagonisti: un silenzioso campo e controcampo che suggella in maniera emblematica il senso di un epilogo amarissimo e feroce.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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