Everest - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Everest

RANKING
1376° su 2562 in Generale
27° su 43 in Avventura
20152 h 01 min
Trama

Nel maggio del 1996, un gruppo di scalatori si preparano a raggiungere la vetta del monte Everest sotto la guida di Rob Hall, che ha lasciato a casa, in Nuova Zelanda, la moglie Jan, in attesa di un bambino. La loro spedizione si incrocia con quella di un altro gruppo, guidato invece da Scott Fischer. Nel corso della scalata iniziano a verificarsi dei piccoli imprevisti, fino a quando un mutamento atmosferico non fa precipitare la situazione…

Metadata
Titolo originale Everest
Data di uscita 23 Settembre 2015
Durata 2 h 01 min
Attori
Cast: Jason Clarke, Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, John Hawkes, Sam Worthington, Robin Wright, Keira Knightley, Clive Standen, Emily Watson, Mia Goth, Michael Kelly, Martin Henderson, Elizabeth Debicki, Tom Goodman-Hill, Vanessa Kirby, Naoko Mori, Mark Derwin, Thomas M. Wright, Ingvar Eggert Sigurðsson
Trailer

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Everest

È una vicenda realmente accaduta, il disastro della scalata al monte Everest del 1996, il cuore narrativo di “Everest”, esempio paradigmatico del filone dei “surviving movie” in cui l’antagonista che mina la sopravvivenza dei personaggi è semplicemente la natura, in una delle sue manifestazioni più estreme. Al timone di questo ambizioso progetto, girato in 3D con un budget di oltre 50 milioni di dollari e un nutrito cast di volti noti del cinema (dal capofila Jason Clarke ai vari Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, Emily Watson, Keira Knightley, Sam Worthington e Robin Wright), vi è il regista islandese Baltasar Kormákur, reduce da un altro fortunato cimento in terra hollywoodiana, l’action-movie “Cani sciolti” (2013), mentre a firmare la sceneggiatura a quattro mani sono gli specialisti Simon Beaufoy e William Nicholson.

Fin dalle prime sequenze, l’approccio di Kormákur sembra volto a coniugare il taglio cronachistico nella ricostruzione degli avvenimenti e le esigenze del dramma corale, con le interazioni, le simpatie e i primi accenni di conflitto di una pluralità di personaggi, fra i quali a raccogliere maggior spazio è la guida Rob Hall (Jason Clarke), modello di protagonista positivo e disposto al sacrificio. Da lì in poi, “Everest” mantiene un andamento piuttosto classico, cogliendo i suoi principali elementi di interesse e di suggestione nella messa in scena di un’ennesima sfida estrema fra l’uomo e la natura: le varie fasi della scalata (gran parte delle riprese sono state effettuate sulle Alpi italiane), la costante minaccia che grava sugli scalatori, i primi sintomi che qualcosa potrebbe andare storto e, ovviamente, la fascinazione per lo spettacolo pauroso e sublime offerto dai panorami delle montagne innevate del Nepal.

Kormákur, in tal senso, non tenta neanche per un minuto di smarcarsi rispetto al “sentiero” predisposto per il suo film: la progressione drammatica, il disastro preannunciato e puntualmente consumato, una lotta per la sopravvivenza che sconfina nella disperazione, mentre dal campo base si cerca di ottenere notizie su vittime e superstiti. Tutto da copione, insomma, per un film che tuttavia fatica a conferire umanità e concretezza a tutti gli attanti in scena (alcuni dei quali rimangono al livello di semplici figuranti) e che, specialmente verso l’epilogo, preme fin troppo il pedale sull’aspetto patetico e melodrammatico. Una scelta motivata ovviamente dal desiderio di accattivarsi il pubblico americano (che difatti ha risposto con notevole apprezzamento), ma che impedisce ad “Everest” di assumere un respiro cinematografico più ampio e di elevarsi al di sopra delle convenzioni del proprio genere di riferimento.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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