eXistenZ - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.83/5

eXistenZ

RANKING
718° su 2562 in Generale
30° su 133 in Fantascienza
19991 h 37 min
Trama

La programmatrice di giochi Allegra Geller, famosa in tutto il mondo per “aver cambiato la vita” di molti, sfugge a un attentato. Per salvarsi da nemici interni ed esterni alla sua stessa azienda deve giocare al suo stesso gioco, che invita di volta in volta il giocatore ad entrare in livelli sempre più profondi di virtualità. Ma realtà e finzione si confondono a tal punto…

Metadata
Titolo originale eXistenZ
Data di uscita 14 Dicembre 2019
Nazione CanadaGran Bretagna
Durata 1 h 37 min
Attori
Cast: Jennifer Jason Leigh, Jude Law, Ian Holm, Willem Dafoe, Don McKellar, Oscar Hsu, Callum Keith Rennie, Christopher Eccleston, Sarah Polley, Robert A. Silverman, Kris Lemche, Vik Sahay, Kirsten Johnson, James Kirchner, Balázs Koós, Stephanie Belding, Gerry Quigley
Trailer

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eXistenZ

È quasi sicuramente un divertissement, il dodicesimo film internazionale di David Cronenberg, autore unico (prima e ultima volta) anche del soggetto. Un’opera ingegnosa di matrioske, illusoria nell’intreccio, forse la più irriverente del regista, ma anche una delle meno potenti, “eXistenZ” è il film revisionista di fine anni ’90 del regista canadese, il suo ritorno alla fase precedente la maturità di “Inseparabili” e “Il pasto nudo” e che introduce al nuovo Cronenberg (“Spider” e “A history of violence”).

Le mirabolanti invenzioni della sceneggiatura non celano in profondità il “parassita”, direbbe Burroughs, del corpo umano, “che non lavora affatto a suo vantaggio”: fanno semplicemente finta di esplicitarlo. Qualche ammiccamento del canadese nei riguardi dei suoi temi (la tecnologia che si fa carne) non basta a fare di quelle immagini astute una tematica. La finzione pervade anche la poetica cronenberghiana: così come la virtualità e la falsità dominano “eXistenZ” nella sua trama, anche il pensiero del regista / sceneggiatore risulta una montatura, pretestuosa e fittizia, per girare appunto quel divertissement che il film, si diceva, è.

Ma se il messaggio in realtà non c’è, la resa visiva di questo vuoto è certamente apprezzabile e il suo riscontro nella vorticosa trama non è scontato. Tutto è spudoratamente finto quando ha da esserlo, la finzione è riprodotta come cliché della realtà, uno stereotipo un po’ avventuroso della quotidianità, ma lo spettatore si rende conto solo successivamente di quanto sia stato “consapevolmente” gabbato. Il finale non ve lo possiamo svelare, ma possiamo dire che l’ultima battuta del film, recitata un po’ enfaticamente (della serie “sogno o son desto?”), è il massimo del disorientamento, un po’ la conferma della totale assenza di regole del gioco.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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