Exodus - Dei e re - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
2.70/5

Exodus - Dei e re

RANKING
2277° su 2562 in Generale
697° su 732 in Drammatico
20142 h 30 min
Trama

Il popolo ebraico è schiavo dell’impero d’Egitto. Il principe egiziano Mosè vive nel palazzo reale con il faraone Seti e con il suo fratellastro Ramses. Ma a propria insaputa, Mosè è destinato a diventare il salvatore degli ebrei, ovvero colui che li libererà dalla schiavitù.

Metadata
Regista Ridley Scott
Titolo originale Exodus: Gods and Kings
Data di uscita 15 Gennaio 2015
Durata 2 h 30 min
Trailer

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Exodus - Dei e re

Dopo “Il gladiatore” e “Le crociate”, con “Exodus – Dei e re” Ridley Scott affronta nuovamente il genere storico ed epico, intriso della tematica biblica e fantasy della storia dell’Esodo degli ebrei dall’Egitto guidati da Mosè, un evento raccontato nella Bibbia. Una storia celeberrima, che il cinema ha più volte affrontato: l’esempio migliore è dato dal capolavoro datato 1956 “I dieci comandamenti”, diretto da Cecil B. DeMille, e chiaramente l’effetto deja-vu per una trama ampiamente conosciuta è in agguato, benché tale effetto potesse essere aggirato provando a fornire nuove visioni della storia messa in scena. E nelle prime sequenze, “Exodus – Dei e re” pare quasi distaccarsi dal proprio genere d’appartenenza e procedere invece come un western epico, con elementi quali tribù nemiche, duelli contro stranieri e carovane.

A supporto di questa impostazione, la regia di Scott mostra un ampissimo respiro e sfrutta un apparato visivo di grande impatto: dai campi lunghi sulle imponenti scenografie ricostruite fino alle panoramiche sul paesaggio naturale. È nobile l’intento di Scott, che soprattutto nella prima parte cerca di prendere vie altre rispetto a un canovaccio già prestabilito sia nel procedere degli eventi che nella trattazione dei personaggi. Si volge lo sguardo (anche se con poca convinzione) sugli effetti fallaci del politeismo e delle profezie dei sacerdoti; a questo poi si aggiunge la volontà di non costringere il film nelle maglie del peplum religioso, accennando all’assenza di Dio come di qualunque altra divinità e lasciando gli uomini soli al loro destino. Perché “Exodus – Dei e re” è anche e soprattutto un film sul rapporto tra due fratelli: su Mosè, delineato come uomo scettico che non crede a nulla più che non sia osservabile e conoscibile, e su Ramses, ossessionato invece da profezie e paure.

Purtroppo il film non sfrutta mai appieno i suoi elementi di anarchia per distaccarsi da un racconto prestabilito, e pur mantenendo la grandiosità nella messa in scena scivola su se stesso, su un’idea che man mano svanisce e viene inghiottita da un immaginario statico e povero, che l’effetto speciale o l’inutilità della visione 3D non fanno che amplificare. Così, arrivati all’esilio di Mosè dall’Egitto, “Exodus – Dei e re” ristagna nell’eccessivo didascalismo di una storia che conosciamo già, senza una nuova elaborazione o contestualizzazione, ma seguendo solo l’approccio più convenzionale possibile. Eppure Scott non abbandona completamente il suo Mosè, donandogli invece un certo spessore: non più solo un uomo passivo nei confronti di Dio, ma qualcuno che combatte per l’umanità e i suoi diritti, in conflitto con se stesso e con l’operato di Dio (e la sfiducia nei “metodi” della fede era un tema che avrebbe meritato ben altro trattamento). Ma anche in questo caso non si ha il coraggio di andare fino in fondo, preferendo mettere in scena sviluppi e psicologie troppo noti e poco interessanti.

Voto dell’autore:2.7 / 5

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