Fango sulle stelle - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.75/5

Fango sulle stelle

RANKING
917° su 2562 in Generale
368° su 732 in Drammatico
19601 h 50 min
Trama

Chuck Glover deve convincere i proprietari terrieri di Garthville a cedere le terre situate lungo il fiume Tennessee per consentire al governo la costruzione di un sistema di dighe. Si scontra con l'ostinazione di Ella Garth, un'anziana proprietaria, e con l'odio razziale che si ritorcerà anche contro di lui.

Metadata
Regista Elia Kazan
Titolo originale Wild River
Data di uscita 19 Novembre 2019
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 50 min
Attori
Cast: Montgomery Clift, Lee Remick, Jo Van Fleet, Albert Salmi, Jay C. Flippen, James Westerfield, Bruce Dern, Barbara Loden, Frank Overton, Malcolm Atterbury
Trailer

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Fango sulle stelle

Quando “Fango sulle stelle” arrivò nelle sale nel 1960, Elia Kazan era reduce dai successi immensi di “Un tram che si chiama Desiderio” e “Fronte del porto”, che avevano consacrato il talento di Marlon Brando, e “La valle dell’Eden”, che era valso la nomination postuma all’Oscar a James Dean. Kazan aveva già vinto due statuette per la regia di “Barriera invisibile” (1947) e “Fronte del porto” (1954), e aveva ottenuto altre due nomination per “Un tram che si chiama Desiderio” e ancora “La valle dell’Eden”; insomma, era uno dei registi più importanti di Hollywood, e “Fango sulle stelle” era atteso da molti per proseguire la tradizione di quelli che sono diventati classici imprescindibili della storia del cinema. Ma non andò così: di fatto il film, nonostante la presenza del recuperato Montgomery Clift, fu un fallimento, accolto con perplessità dalla critica, e venne praticamente ignorato dal pubblico. Era un film difficile, senza dubbio, lontano dalle tematiche abituali di Hollywood e capace di anticipare un argomento come l’ambientalismo, molti anni prima che raggiungesse l’opinione pubblica.

È stato il tempo a rendere giustizia a Elia Kazan e alla sceneggiatura di Paul Osborn, e nel 2002 “Fango sulle stelle” è stato inserito nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso. A rivederlo oggi, non si può che riconoscere l’importante valore storico del film. Kazan, fedele alla vocazione sociale del suo cinema, torna indietro nel tempo, negli Stati Uniti degli anni ’30, appena scampati alla Grande Depressione e pronti a rimettersi in piedi grazie alla stampella del New Deal del Presidente Franklin Delano Roosevelt. Nella valle del fiume Tennessee, un’intera regione deve essere sgombrata per poter costruire una diga che regoli il flusso del fiume ed eviti le continue esondazioni che distruggono tutto; viene istituita la Tennessee Valley Authority per trattare con gli abitanti della valle e convincerli, in cambio di denaro governativo, ad abbandonare le loro case. Tutto sembra essere pronto per proseguire con la diga, ma c’è un problema con Ella Garth, un’ottantenne che non vuole lasciare la propria casa su un’isoletta in mezzo al fiume. Il governo degli Stati Uniti manda un funzionario, Chuck Glover, per convincere la signora a lasciare la terra. Ma quello che Kazan mette in scena non è il confronto tra Glover e la vecchia Ella: è il contrasto tra il progresso che avanza e il valore della tradizione da difendere, della terra da tenere come parte fondamentale dell’identità personale.

Tutto “Fango sulle stelle” è una parabola sul valore del tempo, della memoria e dell’identità, sulla libertà della natura. È un mondo che non è pronto al cambiamento quello che trova Glover, e non solo per la resistenza di Ella. Sono gli Stati Uniti del Sud degli anni ’30, il razzismo è forte, la gente di colore è ancora trattata come una proprietà, la segregazione è la regola non codificata che segna la linea della vita del paese. È proprio con il razzismo che Glover si dovrà scontrare, in un mondo che non è pronto a evolvere e che non lo sarà per molti altri anni ancora. Il cambiamento che Glover porta è il futuro che la nazione offre: la luce elettrica in ogni casa, la stessa paga per bianchi e neri, una natura regolata dall’uomo e non più dal caso. Quella che offre è una possibilità, anche a se stesso, nel coraggio di capire che non può più essere solo e che può avere una nuova vita con Carol, la nipote di Ella. Elia Kazan sembrava riporre un’immensa fiducia nello spirito del New Deal; sotto questo punto di vista, “Fango sulle stelle” non vale solo come un grande film da rivalutare, ma ha assunto con il tempo il valore di un saggio per comprendere fino in fondo un’epoca fondamentale nella storia degli Stati Uniti.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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