Fast & furious 7 - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.40/5

Fast & Furious 7

RANKING
1613° su 2562 in Generale
36° su 99 in Azione
20152 h 14 min
Trama

Dopo aver ucciso Owen Shaw e la sua squadra di mercenari, Brian O'Conner e la sua squadra possono tornare negli Stati Uniti e vivere di nuovo una vita normale come avevano desiderato. Ma Ian Shaw cerca vendetta per la morte di suo fratello minore Owen, e dopo la morte di Han la squadra decide di fermare l'uomo che ha ucciso uno di loro prima che lui li trovi per primi.

Metadata
Regista James Wan
Titolo originale Furious 7
Data di uscita 2 Aprile 2015
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 14 min
Trailer
Fast & furious 7

La saga di “Fast & furious”, iniziata nel 2001, arriva al settimo capitolo, forse quello conclusivo nonostante i rumours di un proseguimento, e “Fast & furious 7” è il primo film della serie dopo la tragica scomparsa di uno dei suoi protagonisti più amati, l’attore Paul Walker, interprete di Brian O’Conner. Dopo aver diretto diretto quattro film della serie (rispettivamente “Fast & furious – Tokyo Drift e i capitoli 4-5-6), il regista Justin Lin passa l’onere al malesiano James Wan, regista conosciuto per essere il nome più in voga dell’horror mainstream contemporaneo grazie alla saga di “Saw”, “Insidious” e “L’evocazione – The conjuring”. “Fast & furious 7” riparte esattamente da dove ci si era lasciati con “Fast & furious 6”: Deckard Shaw, fratello di Owen, il villain del film precedente, cerca vendetta contro Dominic Toretto e i membri della sua squadra, i quali saranno costretti a tornare a correre per le strade un’ultima volta. Si avverte un senso positivo di resa di conti in questo episodio di “Fast & furious”, l’impressione che quasi tutti i personaggi, dopo un viaggio cinematografico lungo 14 anni, debbano vivere le proprie azioni come testamento e come ricordo.

Un’atmosfera astratta forse, trasmessa tragicamente anche dal fatto di vedere Paul Walker ancora lì a sfrecciare con l’amico e compagno di set Vin Diesel. “Fast & furious 7” è un film che desidera tirare le fila di una narrazione che ha saputo rinnovarsi, che ha il merito di prendere anche l’episodio più avulso dal contesto della serie, cioè “Fast & furious – Tokyo Drift”, e integrarlo nel racconto, così da chiudere un cerchio anche spaziale con il passato della serie e lasciare i personaggi liberi di muoversi nello spazio reale e metaforico delle proprie vicende. Perché “Fast & furious 7” è l’ulteriore conferma che quello di Dominc Toretto e Brian O’Conner è un mondo a parte, che vive di spazi a parte e magari anche di leggi (morali, fisiche) proprie. Se i primi due film datati 2001 e 2003 si muovevano nel genere action, ma mantenendo in un certo modo coerenza con un mondo tangibile al di fuori delle macchine velocissime, dalla svolta del quarto episodio, “Fast & furious – Solo parti originali”, quel mondo si è ricreato, ha preso una strada che ha quasi ricomposto la grammatica e la coreografia di come si realizzano sequenze ad alto tasso pirotecnico, ed ha fatto evolvere la serie oltre ogni soglia di realismo.

In tal senso, “Fast & furious 7” prosegue e amplifica al massimo quel mondo in cui tutto è filmabile e immaginabile; quel mondo in cui le scene d’azione sono ai limiti del surrealismo fisico, in cui i corpi si colpiscono ma non sgorga mai sangue, dove gli spazi della strada sono sempre riscrivibili e anche la morte, per quanto possibile, rappresenta una sfida che si può vincere. “Fast & furious 7” è il primo kolossal della serie dei “Fast & furious”, un’opera che si muove secondo le proprie regole, e che ha anche il merito di sdoppiarsi per il pubblico: c’è un “Fast & furious 7” per tutti che può divertire ed emozionare, e poi c’è un film ricevibile solo per gli appassionati. Un film che, sorprendentemente, non trova il suo senso in macchine che si paracadutano da un hangar o che volano tra i grattacieli, ma negli sguardi dei protagonisti, nelle citazioni, nelle inquadrature che ritornano, nella malinconia di una storia in procinto di chiudersi e fuori da ogni retorica, nel ricordo di qualcuno che non c’è più.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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