Fast & furious 8 - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
2.50/5

Fast & furious 8

RANKING
2065° su 2246 in Generale
74° su 89 in Azione
20172 h 16 min
Trama

Ora che Dom Toretto e Letty Ortiz sono in luna di miele, Brian e Mia si sono ritirati ed il resto del gruppo è stato esonerato, il team giramondo ha trovato una parvenza di vita normale. Ma il gruppo sarà messo a dura prova come mai prima d'ora quando una donna misteriosa, Cipher, irretisce Dom per indurlo a ritornare al mondo del crimine, dal quale tenta invano di sfuggire, e fargli tradire coloro che gli sono più cari. Dalle coste di Cuba e le strade di New York fino alle distese ghiacciate del Mare di Barents, la nostra squadra d'élite attraverserà il globo per impedire a un ribelle di scatenare il caos in tutto il mondo e per riportare a casa l'uomo che li aveva resi una famiglia.

Metadata
Regista F. Gary Gray
Titolo originale The Fate of the Furious
Data di uscita 13 aprile 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 16 min
Attori
Cast: Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Dwayne Johnson, Jason Statham, Charlize Theron, Kurt Russell, Scott Eastwood, Helen Mirren, Tyrese Gibson, Ludacris, Nathalie Emmanuel, Kristofer Hivju, Elsa Pataky, Tego Calderón, Don Omar, Luke Evans, Theresa Cook, Zachary Vazquez, Kim Evans, Oleg Prudius, Eden Estrella, Connie Kincer, Yassie Hawkes, Destiny Lopez, Tyson Jarvis, Myrom Kingery, Anita Farmer Bergman, Friday Chamberlain, Mya Levels
Trailer

La saga di “Fast & furious” si è inesorabilmente fermata al capitolo 3: a quel “Tokyo Drift” dell’ormai lontano 2006 dove da un lato l’idea di rinnovare l’assunto su cui si fondava, cioè le corse automobilistiche, inserendo l’elemento della “derapata” (il “drift” appunto), senza però stravolgerlo o renderlo qualcosa di opposto, di contorno o completamente diverso (come è successivamente accaduto), e dall’altro un cast quasi completamente rinnovato e una location diversa (Tokyo) fornivano quel “plus” di coraggio, che poi trovava felicemente riscontro in un film onesto e ben congegnato, e non soltanto su un piano puramente ludico. Da lì in poi è stata impostata la “fotocopiatrice”, strumento oggi molto in voga ad Hollywood, utilizzato soprattutto nelle produzioni che riguardano i supereroi: ha così sfornato in serie lo stesso film, declinato in poche, impercettibili variabili, ma con dinamiche ripetute e ridondanti, temi ribaditi così a lungo da svuotarsi del loro benché minimo impianto valoriale, e personaggi sempre uguali a se stessi, mai autenticamente cambiati. Questo “Fast & furious 8” di F. Gary Gray di fatto è un ulteriore prodotto di quella fotocopiatrice e fa poco, molto poco, per provare ad essere un’eccezione.

Il film parte con una corsa automobilistica (ovviamente) ai limiti della fantascienza, anticipata dai soliti musi duri e petti gonfi, con un Dominic Toretto (Vin Diesel) “sborone” oltremisura, accompagnato dalla solita insopportabile fidanzata Leticia Ortiz, interpretata da quella Michelle Rodriguez che ha la stessa espressione (o meglio “non espressione”) dai tempi di “Lost”, e che lo guarda (o meglio “non lo guarda”) come chi sia interessata a certe dimensioni del suo uomo, e non come un’innamorata. Ma la Rodriguez ovviamente scompare, come pure il resto del cast, all’entrata in scena di Charlize Theron, e non solo per la sua sempre infinita bellezza, ma anche per un ruolo di “villainess” che le si cuce perfettamente addosso, e che lei restituisce con disinvoltura e prestanza più vere di tutti i muscoli di Vin Diesel, Dwayne Johnson e compagnia. La Theron dona dunque al film il suo punto di forza più rilevante in una storia, altrimenti, prevedibile e didascalica, che si concede spesso anche il lusso di preoccupanti “no-sense” e forzature che hanno poco a che vedere con la verosimiglianza. Interrompere la visione dopo un dialogo tra Toretto e Leticia, condotto dagli abitacoli di due auto diverse, affiancate ma comunque ben separate, e non automobili qualsiasi, ma di quelle che rombano un po’ più del normale, e per giunta a finestrini alzati, non sarebbe stato un gesto così sbagliato.

Poi però ti ricordi di Charlize Theron, che è appena comparsa e deve far ritorno su quello schermo, vedi il suo sguardo glaciale mentre tiene in braccio il figlio di Toretto, imbastendo un ricatto disarmante e lacerante per chi ci propina la stessa predica su “la famiglia prima di tutto” dall’alba dei tempi di questa saga, creando in questo valore, svuotato dei suoi sentimenti e relegato a logiche relazionali di banda o clan, un minimo di dissidio e frizione, mostrandone ed enunciandone almeno i risvolti, distorti e ambigui, della sofferenza causata dalla sua mancanza o da una perdita. Ti ricordi anche che dietro la macchina da presa ci sta F. Gary Gray, pilota / regista bravo nel guidare il genere action-thriller, al quale però non basta qualche giro veloce ogni tanto, qualche bell’azione solista, per non restare comunque intrappolato e impotente dentro un circuito piatto, monotono, privo di veri rettilinei e curve veloci atte a testare l’audacia del pilota, o qualche saliscendi emozionale per misurare ed intercettare i battiti del cuore e l’adrenalina del pubblico. Tutto “Fast & furious 8” rimane sul nudo asfalto, non si incarna in metafore di vita, non accoglie mai un orizzonte più ampio di quello ristretto che la saga si è creato né una qualche prospettiva ignota: è un giocattolo che sovrabbonda di impressioni sensoriali, sparateci addosso per nascondere una polvere ormai spessa, difficile da scrollare di dosso, e che lo relegano inevitabilmente ad oggetto accantonabile.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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