Faust (1926) - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.35/5

Faust

RANKING
70° su 2562 in Generale
2° su 126 in Fantastico
19261 h 46 min
Trama

Mefistofele scommette con l’Arcangelo Gabriele che riuscirà a corrompere l’anima di una persona onesta: in caso di successo, le forze del Male avranno il dominio della Terra. Quindi, il diavolo diffonde una terribile pestilenza nel villaggio dove abita Faust, un anziano alchimista, e in seguito si presenta al cospetto dell’uomo proponendogli un patto: la sua anima in cambio della possibilità di compiere miracoli.

Metadata
Regista F.W. Murnau
Titolo originale Faust – Eine deutsche Volkssage
Data di uscita 26 Giugno 2019
Nazione Germania
Durata 1 h 46 min
Attori
Cast: Gösta Ekman, Emil Jannings, Camilla Horn, Frida Richard, William Dieterle, Werner Fuetterer, Yvette Guilbert, Eric Barclay, Hanna Ralph, Hans Brausewetter, Lothar Müthel, Hertha von Walther, Hans Rameau, Emmy Wyda
Trailer

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Faust (1926)

La leggenda di Faust, protagonista della celebre tragedia di Johann Wolfgang von Goethe, è stata portata al cinema in numerose occasioni; ma la versione più famosa resta senza dubbio quella realizzata nel 1926 dal grande regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau, il suo ultimo film realizzato in patria prima di trasferirsi negli Stati Uniti per girare “Aurora”. Prodotto dalla UFA con un budget faraonico di due milioni di marchi, il “Faust” di Murnau è stato una delle imprese più colossali nella storia del cinema: sei mesi di lavoro, due macchine da presa, imponenti scenografie, per un totale di cinque versioni differenti dello stesso film: quella originale tedesca (della quale l’unica copia oggi esistente è conservata presso l’Istituto Cinematografico Danese), una versione francese, una seconda versione tedesca, una versione bilingue per il mercato europeo e una versione preparata da Murnau per il mercato americano. L’edizione comunemente diffusa, lunga 85 minuti, è stata sostituita dopo il restauro del 1997 da una ricostruzione dell’edizione originale, per una durata complessiva di 106 minuti.

La travagliata vicenda di questa pellicola, annoverata fra i massimi capolavori del cinema muto, rispecchia la straordinaria importanza storica dell’opera di Murnau; del resto, il regista di “Nosferatu” dovette faticare non poco per convincere il produttore Erich Pommer ad affidargli la regia del film, e quando ebbe in mano il progetto decise di avvalersi dei migliori collaboratori sulla piazza: gli scenografi Robert Herlth e Walter Röhrig, il direttore della fotografia Carl Hoffmann e lo sceneggiatore Hans Kyser (che riscrisse i testi preparati da Gerhart Hauptmann). Il risultato è un magistrale kolossal epico / metafisico in cui Murnau, fondendo la tragedia di Goethe con elementi delle tradizioni popolari, riesce a far rivivere sullo schermo la parabola di Faust attraverso una concezione completamente nuova della messa in scena, destinata a rivoluzionare le regole del racconto cinematografico. Gli ambienti del film, ad esempio, vengono suddivisi in diversi piani prospettici che moltiplicano le possibilità narrative di una singola scena, mentre l’eccezionale fotografia di Hoffmann, accentuando i contrasti chiaroscurali, conferisce alle immagini una dimensione plastica che mai, prima di allora, era stata raggiunta in una pellicola (si veda l’impressionante sequenza in cui la gigantesca sagoma di Mefistofele troneggia minacciosa sulla città dove abita Faust).

Con il suo indiscusso genio registico, Murnau è così in grado di raccontare in maniera nuova ed appassionante l’eterna tragedia dell’uomo disposto a sacrificare la propria anima in nome dell’onnipotenza (le virtù taumaturgiche), della ritrovata giovinezza e dell’amore, qui identificato nel personaggio di Margherita (l’esordiente Camilla Horn, ingaggiata al posto di Lillian Gish); e sarà proprio il suo sentimento per Margherita a redimere, nel finale, l’anima del protagonista, sancendo il definitivo trionfo del Bene sul Male. Gösta Ekman, divo del teatro e del cinema svedese, regala la sua interpretazione più nota nel ruolo di Faust, ma a dominare la scena è soprattutto l’istrionico Emil Jannings (alla sua terza collaborazione con Murnau) nei panni del torvo Mefistofele; ironia del destino, proprio come il “Mephisto” del romanzo di Klauss Mann, anche Jannings diventerà di lì a pochi anni un artista di punta della propaganda nazista, per poi cadere in disgrazia dopo il crollo del regime.

Voto dell’autore:4.3 / 5

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