Ghostbusters - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.10/5

Ghostbusters

RANKING
1930° su 2562 in Generale
89° su 126 in Fantastico
20161 h 56 min
Trama

Abby Yates ed Erin Gilbert sono una coppia di scrittrici semi-sconosciute che decidono di pubblicare un libro sui fantasmi; la loro tesi consiste nell'affermare che questi sono assolutamente reali. Tempo dopo Erin ottiene un prestigioso incarico come docente presso la Columbia University, ma quando il libro sugli spettri, ormai dimenticato, ricompare, diventerà lo zimbello della facoltà e sarà costretta a lasciare il lavoro. La sua credibilità è persa e a quel punto Erin decide di riunirsi ad Abby aprendo una ditta di acchiappafantasmi. Scelta che si rivela vincente: Manhattan è invasa da una nuova ondata di spettri e non ci sarà altro da fare per il team che dar loro la caccia.

Metadata
Regista Paul Feig
Titolo originale Ghostbusters
Data di uscita 28 Luglio 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 56 min
Trailer
Ghostbusters

Verrebbe da dire “tanto rumore per nulla”: nel 2015, l’annuncio di un reboot per il film “Ghostbusters” aveva spaccato l’opinione pubblica in due. Non è corretto dire a metà, perché al momento della rottura si erano schierati più o meno tutti dalla stessa parte: quella dei contrari. A non andare giù, sin dal principio, non era tanto l’idea di aggiornare la mitica squadra di acchiappafantasmi del film di Ivan Reitman, ma di riproporla in una versione tutta al femminile. Alla Sony Pictures hanno pensato infatti di cavalcare l’onda del successo della nuova commedia al femminile che, soprattutto negli Stati Uniti, negli ultimi anni sta continuando ad attirare pubblico al botteghino. Dopo aver perso nel 2014 Harold Ramis, sceneggiatore e mente dei “Ghostbusters” dietro e davanti la macchina da presa (interpretava il dottor Egon Spengler), e dopo il passo indietro definitivo dell’altro “padre” Ivan Reitman, l’idea della major è stata quella di affidare il progetto a Paul Feig, il re indiscusso della commedia rosa. Dopo il successo de “Le amiche della sposa” (quasi 300 milioni di dollari di incasso mondiale e due nomination all’Oscar) nel 2011, Feig ha richiamato le sue attrici preferite, Kristen Wiig e Melissa McCarthy, per ripartire con una nuova squadra.

Alla maggior parte degli osservatori, addetti ai lavori, fan e sollevatori di polemiche a mezzo social network, non sembrava in alcun modo necessario andare a scomodare un film di culto per riproporlo con un gruppo di attrici comiche come protagoniste. Prima ancora di arrivare nelle sale, prima ancora di avere una sceneggiatura, “Ghostbusters” era già un oggetto generale di odio. Il release del primo trailer su YouTube è entrato nella storia come uno dei video con il maggior numero di commenti negativi, e l’iniziale opposizione di Bill Murray non ha certo aiutato le cose. Ma tralasciando i discorsi sull’inaudita piega sessista e carica di razzismo che le polemiche hanno raggiunto negli ultimi tempi, alla prova dei fatti “Ghostbusters” non risulta certo all’altezza dell’originale (e neanche del sequel), ma si infila perfettamente nel sottogenere di cui Feig è l’alfiere. Dell’intelligenza, del carisma e della carica iconica del modello di Reitman rimane molto poco: le nuove Ghostbusters sono protagoniste di una commedia molto più convenzionale. Dopo essersi misurato con l’azione nel recente “Spy” (ancora con Melissa McCarthy), Feig contamina i generi con un risultato che ricorda più una delle tante commedie nostalgiche, piene di mostri e di città invase, uscite al cinema di recente: vengono in mente subito “Pixels” di Chris Columbus o “Piccoli brividi”.

Il tutto è accompagnato da questa visione di comicità al femminile, con la Wiig e la McCarthy supportate da Leslie Jones e Kate McKinnon, che punta su meccanismi già iper-rodati. Nel sovvertimento dei ruoli di genere si inserisce anche Chris Hemsworth nei panni di Kevin Beckman, segretario bello e stupido delle acchiappafantasmi: niente di nuovo, se si pensa ai tanti personaggi simili visti di passaggio soprattutto in Tv, da “Friends” in poi, ma c’è da ammettere che il suo Kevin ha un carico di idiozia a tratti irresistibile. Quello che manca al nuovo “Ghostbuster” è l’intelligenza di riuscire a giocare con il modello del passato per liberarsene: non bastano i camei di tutto il cast originale (tranne Rick Moranis, l’unico a continuare a opporsi fino all’ultimo al progetto) a benedire la nuova squadra: il fantasma (è il caso di dirlo) del confronto incombe impietoso per tutta la durata del film, e quelle poche concessioni al passato non bastano per colmare un senso di incompletezza che autorizza i retro-pensieri sull’inutilità del progetto.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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