Happy end - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.65/5

Happy End

RANKING
1074° su 2323 in Generale
415° su 660 in Drammatico
20171 h 47 min
Trama

A Calais la vita di una famiglia dell’alta borghesia industriale francese, i Laurent, si dipana giorno dopo giorno tra apparenze di perfezione e problematiche più o meno nascoste ma pronte ad esplodere da un momento all'altro.

Metadata
Regista Michael Haneke
Titolo originale Happy End
Data di uscita 30 novembre 2017
Nazione AustriaFranciaGermania
Durata 1 h 47 min
Attori
Cast: Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Mathieu Kassovitz, Fantine Harduin, Toby Jones, Franz Rogowski, Laura Verlinden, Nabiha Akkari, Loubna Abidar, Dominique Besnehard, Jackee Toto, Hassam Ghancy, David El Hakim, Jack Claudany
Trailer

A cinque anni di distanza dallo struggente racconto di “Amour”, il cineasta austriaco Michael Haneke torna al grande schermo per raccontare le vicende di una famiglia dell’alta borghesia francese. Il consueto, amaro cinismo del regista di “Funny games” e “Il nastro bianco” è ben riconoscibile: sin dal titolo, “Happy end” inganna le attese dello spettatore, mettendolo in realtà di fronte a dinamiche familiari in cui i limiti dei loro componenti e il senso di alienazione escono allo scoperto a poco a poco. In realtà è soprattutto la parte iniziale del film a colpire per l’impatto con cui Haneke descrive l’incidenza delle nuove tecnologie sulla quotidianità delle persone. Seppure “Happy end” riesca a rappresentare al meglio le nette differenze tra i diversi ceti sociali e l’indifferenza che spesso permea le esistenze delle classi più abbienti, il limite principale della pellicola rimane quello di una riflessione non così approfondita sull’impatto che le innovazioni e il progresso hanno avuto e stanno tuttora avendo sulle vite degli individui e su un isolamento sempre più marcato. Difficile stabilire quanto questo sia da imputare ad una volontaria limitazione dello sguardo di Haneke, diretto unicamente sul microcosmo della famiglia Laurent.

Una famiglia composta da personaggi ben costruiti, nella loro irritante cecità rispetto al mondo, tra i quali spicca la magistrale performance di Jean-Louis Trintignant nella parte dell’anziano capo-famiglia Georges, caduto in depressione a causa della sua sempre più ridotta indipendenza fisica. Notevole anche l’interpretazione di Isabelle Huppert nel ruolo di sua figlia Anne, perfetta donna in carriera alle prese con un figlio scapestrato, Pierre, e un padre ribelle. La vicenda è mostrata quasi totalmente dalla prospettiva della più piccola componente della famiglia, Eve (Fantine Harduin), rimasta orfana di una madre assente e affidata al padre Thomas (Mathieu Kassovitz), il quale nel frattempo si è risposato. “Happy end” rimane una pellicola riuscita e che raggiunge in pieno il proprio obiettivo, affermandosi come un affresco sull’apatia di un nucleo familiare incapace di affrontare le sconfitte e i fallimenti di una vita regolare e monotona nella sua artefatta bellezza, e nella quale sembrano contare solamente le apparenze. Presentato in Concorso al Festival di Cannes 2017, “Happy end” costituisce l’ennesima dimostrazione di quanto possa risultare efficace il talento di un regista come Michael Haneke, capace di farsi ammirare anche quando il suo tocco non risulta particolarmente incisivo.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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